La cappella di Hathor fa parte del grande complesso del Tempio di Dendera, una delle strutture meglio conservate dell’Antico Egitto, le cui prime fondamenta furono gettate attorno al 2.250 avanti Cristo, al tempo del Faraone Pepi I.

Sotto, fotografia condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Durante i secoli seguenti le strutture del complesso di Dendera furono profondamente modificate dalle civiltà che vi transitarono, e si trovano disegni che rappresentano Cleopatra, suo figlio e addirittura Giulio Cesare. Il tempio di Hathor fu costruito in onore dell’antica dea Egizia omonima, che era la personificazione dell’amore, della guarigione e della maternità. Furono scolpite imponenti colonne per sorreggerne il soffitto, che era finemente decorato con bassorilievi dipinti in stile tipicamente egizio.

Fotografia di Hazuifa Das condivisa con licenza Creative Commons via Flickr:

Anche se l’intero tempio è un’opera imponente, è il soffitto che rappresenta il vero capolavoro, una sorta di Cappella Sistina d’Egitto

Durante una serie di restauri eseguiti di recente, l’antico splendore delle pitture è tornato alla luce, strappati a migliaia di anni di polvere e fuliggine che ne avevano coperto l’antica magnificenza. Le pitture rappresentano complesse carte astrologiche e segni zodiacali, raffigurazioni divine e scene teologiche.

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Sotto, il Tempio di Hathor. Fotografia di Ijanderson977 condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

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Alcune scene del tempio. Fotografia di Don McCrady condivisa con licenza Creative Commons via Flickr:

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...