Rimbaud e Verlaine: l’Amore maledetto che scandalizzò Parigi

“Tuo per tutta la vita.”

(Da A. Rimbaud a P. Verlaine, 4 luglio 1873)

Questo è soltanto un estratto delle numerose lettere che si scambiarono Arthur Rimbaud e Paul Verlaine. La fitta ed intima corrispondenza tra i due lascia intendere che la loro non fosse soltanto una relazione d’amicizia bensì una profonda, appassionata e tormentata storia d’amore.

Arthur Rimbaud nel dicembre 1871

La definizione “poeti maledetti”, coniata proprio da Verlaine, esprime al meglio l’indole di queste personalità irrequiete e malinconiche la cui insoddisfazione verso un mondo decadente e corrotto viene riversata in alcol, oppio e dissolutezze.

Paul Verlaine ritratto da Gustave Courbet

Questi poeti appartenenti alla corrente simbolista segnano una tappa importante nel mondo della letteratura francese di fine ‘800 e Rimbaud ne è il simbolo. Dotato di sensibilità profonda unita ad un intelletto acuto il giovane, appena diciassettenne, dimostra un talento fuori dal comune ed il primo ad accorgersene è proprio Verlaine.

È il settembre del 1870 quando quest’ultimo riceve una lettera di Arthur che contiene il componimento “Le bateau ivre” e, entusiasmato dall’opera del giovane sconosciuto, lo invita a Parigi. Rimbaud lascia l’umile terra natia nelle Ardenne e si presenta alla porta di Verlaine, allora ventisettenne, che viveva con sua moglie Mathilde Mauté incinta del loro primo figlio.

Paul Verlaine ed Arthur Rimbaud insieme

Arthur dall’aspetto ribelle, l’atteggiamento altezzoso e l’indole selvaggia affascina immediatamente Paul, che non perde tempo a portarlo in città per darsi insieme a tutti i vizi che Parigi aveva da offrire. Verlaine introduce il compagno nei prestigiosi salotti parigini e per Rimbaud inizia l’ascesa all’olimpo della poesia francese.

Rimbaud si definisce “poeta veggente” che attraverso lo “sconvolgimento dei sensi” sottopone il proprio io a una sorta di tortura in cui conosce tutto, per poter poi arrivare allo sconosciuto e darne le visioni.

La sua concezione innovativa sovverte il canone letterario e scatena una vera rivoluzione. Arthur schernisce l’ipocrisia borghese e denigra le istituzioni, ma non sono soltanto i suoi testi a generare scandalo.

La presenza costante di Paul influenza il giovane, e la vita dissoluta condotta assieme nutre l’immaginazione dei due poeti, ne fonde le menti e ne incastra le anime.

Nasce così una passione travolgente, un amore destinato ad indignare la benpensante borghesia da loro ripudiata.

Le Coin de table (l’angolo del tavolo) di Henri Fantin-Latour – Verlaine e Rimbaud sono seduti nell’angolo a sinistra

Verlaine, diviso tra la vita coniugale con Mathilde e la storia con Arthur, decide di lasciarlo. Ma Rimbaud dopo un lungo vagabondare, stanco di Parigi, progetta di partire per il Belgio. Prima di andarsene incontra l’amante per dirgli addio; per Verlaine la tentazione è troppo forte: abbandona la sua famiglia e scappa con Rimbaud.

Paul scrive una lettera a sua moglie in cui giustifica la partenza dovuta a motivi politici (poco tempo prima aveva preso parte alla Comune di Parigi, atto estremamente sovversivo). Mathilde, tutt’altro che ingenua, capisce immediatamente che la ragione della sua fuga sia un’altra e che di mezzo vi fosse quel ragazzo che tanto detestava.

La donna, decisa a riprendersi il marito, parte per Bruxelles con sua madre e arriva da Paul, che mosso dall’affetto e dai sensi di colpa si riconcilia alla moglie lasciando nuovamente Arthur.

Questi però non si arrende: raggiunge l’amante in stazione e sale sulla stessa carrozza nel disperato tentativo di rimanere con lui. Qualche minuto dopo il treno parte ma Arthur e Paul non sono a bordo; attraverso il finestrino, moglie e suocera vedono i due sbeffeggiarle dalla banchina.

Trascorrono due anni viaggiando da Bruxelles a Londra, e questo periodo è estremamente prolifico per entrambi i poeti, che compongono alcune delle loro opere più importanti.

Lontani dall’ipocrita Parigi, inebriati dalla nuova libertà, i due amanti vivono in balia della loro passione, che nel tempo svelerà anche l’aspetto più oscuro dei loro caratteri irruenti, destinati a ferirsi l’un l’altro. I momenti idilliaci si alternano ad attimi di furiose liti che logorano sempre di più il rapporto esasperandolo a tal punto che Verlaine lascia il tormentato amante e torna a Bruxelles.

Arrivato a destinazione scrive una lettera ad Arthur confessando che se entro tre giorni non fosse riuscito a tornare da Mathilde completamente sobrio avrebbe messo fine alla sua vita. Arthur prega l’amato di tornare da lui, ma non riceve risposta e così lo raggiunge nella speranza che recuperi la ragione.

I due si ricongiungono, ma basta poco tempo per far scoppiare l’ennesima lite, durante la quale Rimbaud dice a Verlaine di voler partire per Parigi. Per Paul è troppo da sopportare: in preda al delirio della sua instabilità prende in mano un revolver acquistato poco tempo prima e spara ad Arthur ferendolo al polso.

Jef RosmanÉpilogue à la françaiseRosman, pittore dilettante, rappresenta Rimbaud convalescente a Bruxelles

Il ragazzo si reca in ospedale per farsi medicare ed una volta uscito di lì è ancor più risoluto ad andarsene. Si dirige alla stazione inseguito da Verlaine che lo implora di rimanere con lui, ma questi non desiste. La collera di Verlaine deflagra: afferra la pistola e lo minaccia.

Arthur, spaventato, scappa e lo denuncia ad un agente di polizia. I due non si vedranno mai più

Nonostante Rimbaud ritiri la denuncia Verlaine viene comunque arrestato; l’attentato alla vita di Arthur e soprattutto l’omosessualità di questi determinano una condanna di due anni in carcere.

I sensi di colpa nei confronti di Arthur e di sua moglie trovano sfogo nella sua nuova opera “Romances sans paroles” (Romanze senza parole), scritta durante il periodo di detenzione.

Arthur invece lascia il Belgio e poco dopo pubblica “Une saison en enfer” (Una stagione all’inferno) il suo grande capolavoro. Nonostante la lontananza, un fil rouge sembra ancora legare i due ex amanti: Arthur invia una copia del suo manoscritto all’indimenticato Paul mentre questi è ancora in prigione.

Ma la stella del giovane artista smette presto di brillare, lasciandosi dietro la scia del suo grande patrimonio letterario. Difatti, appena diciannovenne, Rimbaud interrompe la sua carriera letteraria, decide di viaggiare e non pubblica più nulla.

Passano molti anni, Arthur torna nella casa materna colpito da un tumore alla gamba. La vita di quello che fu uno dei più grandi poeti mai esistiti termina precocemente all’età di 37 anni, il 10 novembre del 1891.

Paul ha una vita più longeva ma in costante conflitto con una serenità mai davvero ottenuta. La fine del matrimonio con Mathilde e l’affievolirsi della sua notorietà lo portano lontano da Parigi. Lavora come professore a Rethel ed in questo periodo tenta di condurre una vita regolare e priva di eccessi. Si innamora di Lucién Létinois, un giovane conosciuto durante l’esperienza d’insegnamento, ma il ragazzo muore di tifo durante il servizio militare. L’evento fa cadere Verlaine nuovamente nel vortice dell’alcolismo e della depressione.

Rientrato in patria, il suo nome torna in auge grazie alla pubblicazione del saggio “Poeti maledetti” che mette in risalto l’operato di alcuni suoi contemporanei, tra cui proprio Rimbaud.

Paul Verlaine

Il ritorno al successo non basta a dare pace al tormentato poeta: in preda all’ennesimo delirio tenta di soffocare la madre che lo fa arrestare. Nonostante tutte le vicissitudini (forse proprio per quelle) Verlaine non smetterà mai di scrivere, e il lavoro di una vita viene riconosciuto attraverso l’onorificenza di “Principe dei poeti” nel 1894.

Gli ultimi anni sono quelli di un uomo tormentato, in preda all’alcolismo, vittima oppressa della sua stessa inquietudine. Sono proprio i poeti simbolisti a considerare la morte come unica via di fuga dalla sofferenza della vita, e Verlaine la trova l’8 gennaio del 1897 a Parigi.

Verlaine fotografato da Dornac mentre beve assenzio al Café François 1er, 1892, Parigi

Questa è la storia di Arthur Rimbaud e Paul Verlaine; delle loro vite che per un breve periodo si sono incontrate e scontrate. Due esseri appassionati, fragili, in continua lotta con se stessi e con una realtà che mai li aveva realmente compresi. Schiavi di simili demoni, capaci di annientarsi per poi ricongiungersi. Anime complesse che per un meraviglioso istante hanno raggiunto l’agognato sconvolgimento dei sensi, l’una attraverso l’altra.

Bibliografia

Arthur Rimbaud, il poeta veggente che ha stravolto la poesia (filosofiaecultura.it)

Biografia di Arthur Rimbaud (biografieonline.it)

Arthur Rimbaud: quando la corrispondenza privata racconta l’agire umano ed i suoi demoni – OUBLIETTE MAGAZINE

Paul Verlaine, biografia, poetica, citazioni e poesie scelte (lacapannadelsilenzio.it)

Paul Verlaine | Poetry Foundation