San Valentino è una figura storica, un martire, vissuto durante l’epoca dell’Impero Romano. Questa sembra essere l’unica certezza riguardo la ricostruzione della vita di uno dei Santi della chiesa Cattolica più conosciuti in assoluto, celebrato il 14 Febbraio per la ricorrenza della festa degli innamorati. Un team di archeologi e studiosi italiani, composto dai tecnici dell’Università di Padova e da Arc-Team, ha recentemente ricostruito il volto di San Valentino partendo dalle Reliquie conservate nella chiesa di San Giorgio a Monselice.

La ricostruzione forense ha chiarito diversi aspetti riguardanti lo scheletro conservato nel reliquiario veneto. L’uomo visse fra il 119 e il 338 dopo Cristo (con maggiore probabilità attorno al 200), era alto 1 metro e 66 centimetri e morì molto giovane, fra i 23 e i 27 anni. Nonostante la storia ufficiale, e la chiesa, lo vedano morire da martire, nello scheletro conservato a Monselice non sono state ravvisate tracce né di lapidazione né di decapitazione.

La Leggenda

San Valentino sarebbe stato ucciso dal soldato Furius Placidus, agli ordini di Aureliano, per aver celebrato le nozze fra la cristiana Serapia e Sabino, un legionario romano. Il matrimonio, celebrato in fretta e furia, vide gli sposi morire insieme durante la benedizione. Il martirio del Vescovo di Terni, morto alla veneranda età di 97 anni, chiude il cerchio sull’origine della festa degli innamorati.

Il lavoro degli archeologi e degli studiosi italiani ha consentito di ricostruire il volto di “San Valentino” a partire da uno dei molteplici reliquiari presenti nel nostro paese. Le due figure storiche principali che descrivono San Valentino vedono un Martire sacerdote di Roma, sepolto sulla Flaminia nei pressi della capitale, e un martire Vescovo di Terni. Il San Valentino di Monselice afferirebbe alla prima figura, con i resti del martire che sarebbero stati prelevati dal cimitero romano dei SS. Marcellino e Pietro e portati a Monselice nel XVIII secolo, come testimoniato da un documento del 1715.

Dalla ricostruzione effettuata dagli studiosi, le reliquie sarebbero cronologicamente compatibili con il San Valentino “tradizionale”, Vescovo di Terni, ma non concorderebbero con la leggende sia per la decapitazione, della quale non vi è traccia, sia per l’incredibile età (per l’epoca) di 97 anni.

La creazione del volto è stata effettuata con le moderne tecniche di ricostruzione digitale, ma curiosamente l’artista forense non ha conosciuto l’identità del soggetto sino alla fine del processo, per non essere influenzato nell’opera della definizione dei lineamenti.

Al termine della ricostruzione, il modello è stato calibrato sulla base delle fonti storiche e di un disegno, più specificamente un graffito, presente in una tavoletta di marmo all’interno del reliquiario.

Terminato il lavoro, il volto di San Valentino è stato stampato grazie alla tecnologia 3D ed esposto al museo San Paolo di Monselice, dove resterà sino all’11 Marzo. In seguito sarà collocato vicino alle reliquie nella Chiesa di San Giorgio.

Lo studio e il lavoro di ricostruzione sono stati seguiti dall’Università di Padova, sotto la guida del responsabile del progetto Dott. Alberto Zanatta. Gli studi antropologici sono stati effettuati da Alberto Zanatta, Nicola Carrara e Cinzia Scaggion, gli studi Archeologici dai componenti di Arc-Team Luca Bezzi e Cicero Moraes, gli studi Storici da Monica Panetto, Fabio Zampieri e Francesco Veronese, dell’Univerisità di Padova, e il supporto logistico è stato fornito dalle autorità civili ed ecclesiastiche di Monselice.

Tutte le fotografie sono state fornite e appartengono a Luca Bezzi di Arc-Team.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...