Su Vanilla Magazine abbiamo scritto della ricostruzione di diversi volti di uomini vissuti in epoche passate. Dall’uomo di Cro-Magnon vissuto 28.000 anni fa sino a un abitante di Gerico, da una Regina Wari di 1.200 anni ad Ava, scozzese di 4.000 anni fa circa. Mai sino a ora avevamo trattato il muso di un animale, un cane domestico, del passato, perché non era mai stato ricostruito dalla scienza forense. Il cane scozzese delle immagini è infatti il 1° animale per il quale venga proposta una ricostruzione facciale da parte di un gruppo di ricercatori.

Il Cane visse nelle isole Orcadi, in Scozia, circa 4.500 anni fa

In base alle dimensioni del suo cranio, gli scienziati ritengono che il cane dovesse essere grosso modo delle dimensioni di un grande collie, e avere caratteristiche somatiche simili a un lupo grigio europeo. Gli archeologi hanno scoperto il cranio di questo particolare cane neolitico in uno scavo del tumulo di Cuween.

La tomba è composta di un lungo corridoio con un atrio centrale, quattro camere laterali e un tetto a sbalzo. A differenza di altre tombe a corridoio, il tumulo di Cuween conteneva 24 teschi di cani, in numero superiore rispetto ai soli 8 scheletri di esseri umani.

Nonostante l’abbondanza dei resti degli animali, è difficile spiegare la complessa relazione fra gli uomini e i loro compagni. Sulle isole Orcadi sono stati ritrovati diversi coproliti (sterco fossilizzato) appartenenti proprio ai cani, e all’interno di questi erano presenti numerosi frammenti ossei, probabilmente derivati da cibo umano, segno della stretta relazione fra i padroni e gli animali.

Il tumulo di Cuween Hill non è l’unica tomba neolitica delle Orcadi con una stretta connessione con il mondo animale. Una tomba a sud delle scogliere di Ronaldsay conteneva mucchi di ossa d’aquila, e un’altra tomba, la “Knowe of Yarso”, sull’isola di Rowsay, conteneva le ossa di 36 cervi rossi. Queste testimonianze suggeriscono che le persone che vivevano nelle Orcadi avevano una stretta relazione con alcuni animali, anche se oggi non sappiamo dire con precisione di quale tipo fosse.

La ricostruzione del muso del Cane delle Orcadi

Come detto prima, gli artisti forensi hanno ricostruito i volti di molti esseri umani vissuti in varie epoche, ma mai dei loro animali domestici. Nel caso del cane Cuween Hill, i ricercatori hanno scansionato il cranio nella Royal School of Veterinary Studies dell’Università di Edimburgo, realizzando una stampa 3D come modello. Dal pezzo in plastica l’artista forense Amy Thornton ha modellato il teschio in argilla, lo ha fuso in silicone e ha completato il tutto con uno strato di pelliccia che ricorda il colore e la trama di un lupo grigio europeo.

Nella ricostruzione facciale umana, gli artisti fanno affidamento sulle ricerche esistenti, che spiegano le relazioni fra le caratteristiche ossee e i tessuti molli del volto. La ricostruzione facciale canina – un campo che ad oggi comprende unicamente il cane di Cuween Hill – non può far affidamento su nessun dato preesistente. Inoltre, le moderne specie di cani sono state allevate e si sono evolute negli ultimi cent’anni, quindi il cane di Cuween Hill non ha alcun parente moderno identificabile.

L’artista ha dichiarato: “Mi sono avvicinato al progetto puramente da una prospettiva anatomica, confrontando il cranio con i teschi delle moderne razze di cani domestici con morfologia simile per riferimento“. Non sappiamo se questo antichissimo amico dell’uomo fosse simile con buona approssimazione al cane delle immagini, ma certamente fu un compagno fedele per gli inquilini della tomba.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...