Sapete quanto impiega una bottiglia di plastica da mezzo litro a degradarsi? Fino a 1.000 anni, attraverso i quali l’ingombrante contenitore viaggerà attraverso tutto il globo privando di luce e spazio gli organismi viventi. Per ovviare questo problema sarebbe sufficiente bere l’acqua del rubinetto (interessantissimo il video sottostante), che eviterebbe il problema alla radice, evitando la produzione e l’inquinamento delle bottiglie di plastica. Purtroppo molte persone sono offuscate dalle campagne di marketing delle multinazionali dell’alimentazione, che per vendere una risorsa che è di tutti (l’acqua, appunto) hanno la necessità di imbottigliarla con la plastica, inquinando così in modo irreparabile il nostro pianeta.

Ogni giorno nel mondo vengono buttate 67 milioni di bottiglie di plastica

Ogni anno il mondo consuma qualcosa come 25 miliardi di bottiglie di plastica, circa 3,5 bottiglie per abitante. Considerando che la stragrande maggioranza di queste bottiglie viene consumato nei paesi occidentali come l’Italia, quello che tutti noi possiamo fare per cambiare le cose è certamente rilevante.

Un ricercatore finlandese di nome Ari Jónsson ha recentemente svelato una bottiglia realizzata con un composto di alghe, completamente naturali e al 100% biodegradabili in pochissimo tempo. Quando la bottiglia viene svuotata inizia a decomporsi, tornando materia organica. Jónsson ha esposto la sua ricerca al Festival di Design di Reykjavik di quest’anno, ottenendo ampli consensi da parte del mondo accademico e dei media. La speranza è che la sua bottiglia possa in breve tempo sostituire quelle di plastica, liberando il mondo dal giogo dell’inquinamento umano. Mentre aspettiamo che le bottiglie di Jónsson diventino realtà tutti noi possiamo fare qualcosa di molto più facile:

Non bere acqua dalle bottiglie di plastica

Bottiglie Alghe 2

Bottiglie Alghe 4

Bottiglie Alghe 3

Bottiglie Alghe 5

Bottiglie Alghe 6

Bottiglie Alghe 1Bottiglie Alghe 7

 

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...