Il 15 Luglio del 1989, in occasione della festa del Redentore di Venezia, la band inglese Pink Floyd regalò un concerto alla città, un evento che sarebbe potuto esser ricordato positivamente “nei secoli” ma che si trasformò in un mezzo disastro a causa dell’inadeguatezza della macchina organizzativa veneziana.

Venezia è oggi una delle città più visitate da turisti al mondo, rispetto alla propria dimensione e soprattutto rispetto ai propri (pochi) abitanti, ma nell’89 i flussi turistici dovevano ancora raggiungere le stratosferiche cifre odierne, per le quali si leggono numeri da 35 milioni di arrivi l’anno, contro i 29 milioni del 2004 e molto meno negli anni ’80 (dati: turismovenezia.it).

Il concerto si svolse nella laguna di fronte a San Marco senza alcuna precauzione base come i bagni chimici, presidi medici o percorsi obbligati gestiti dalle forze dell’ordine. Il numero di spettatori fu enorme: oltre 200.000 persone affollarono gli spazi con alcuni degli edifici storici più belli e famosi al mondo: la piazza e il campanile di San Marco, il Palazzo Ducale, la Biblioteca Marciana, il Ponte della Paglia e tutta la Riva degli Schiavoni, oltre naturalmente agli altri palazzi limitrofi e al bacino di San Marco.

Una folla immensa vide un concerto gratuito e lasciò dietro di sé un cumulo di 300 tonnellate di spazzatura, asportata soltanto due giorni dopo l’evento. Durante l’evento, durato 90 minuti esatti e venduto a caro prezzo da RAI ad Eurovision, si collegarono alla TV circa 100 milioni di persone da tutto il mondo, che assistettero sì ad uno spettacolo musicale eccezionale, ma anche ad un terribile show di persone disorganizzate che si mossero come “un elefante in un negozio di cristalli”.

Da quell’evento oggi si è tratta un’ampia lezione, e difficilmente si assisterà a simili spettacoli disorganizzati. Assolutamente interessanti sono le fotografie di quel giorno, che ricordano Venezia in uno stato da “campo di battaglia”, e i video, di cui sotto ne trovate uno in cui viene curiosamente mostrato Massimo Cacciari, definito come filosofo, che ironizza sul catastrofico evento appena concluso. Quattro anni dopo diverrà sindaco di Venezia, ma nel video è solo un comune intervistato alle telecamere del TG2 del 1989.

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Pink Floyd a Venezia#30, in questa fotografia si comprende, anche se solo in parte, il danno creato dalle centinaia di migliaia di persone che accorsero al concerto gratuito dei Pink Floyd:

Il video del TG2 con Massimo Cacciari alla fine:

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...