Queimada Grande è una piccolissima isola al largo dello stato del Peruíbe, proprio di fronte a San Paolo. Nonostante sia uno scoglio di poco conto in mezzo al mare, la natura della sua fauna è unica in tutto il mondo. Queimada Grande è infatti abitata dal Bothrops insularis, nome scientifico del ferro di lancia dorato, un tipo di Crotalo velenoso che da tempo immemore è stanziale nel territorio.

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Il ferro di lancia dorato deve il suo nome alla particolarissima colorazione della sua pelle, giallo lucente, unica nel proprio genere e caratteristica soltanto di questo crotalo brasiliano. Il Bothrops insularis non solo è un serpente unico, ma è anche esclusivamente presente sulla piccola isola di Queimada Grande, che rimane l’unico habitat adatto alle sue caratteristiche fisiche.

Il veleno del ferro di lancia dorato è pericolosissimo, ma a causa della sua distribuzione sull’isola di Queimada grande non sono molti i casi documentati di morte dovuta al suo morso. La mortalità, nel caso in cui una persona venisse morsa, è di circa il 7% dei casi, che scendono allo 0,5-3% nel caso in cui si riesca a ricevere assistenza medica.

Perché il Bothrops insularis è presente soltanto su Queimada Grande?

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La leggenda vuole che il crotalo sia stato introdotto sull’isola dai pirati che qui nascondevano i loro tesori, ma la realtà è un’altra: Queimada Grande era un tempo collegata alla terraferma fino a quando, circa 11.000 anni fa, l’innalzamento del livello del mare non l’ha isolata dal continente. Sullo scoglio erano presenti dei ferro di lancia dorato che sono riusciti a “conquistare” tutto il territorio, rendendolo un proprio paradiso incontaminato. Le loro prede sono infatti gli uccelli migratori, che raggiungono l’isola per una sosta e finiscono morsi dal temibile crotalo, che li uccide in pochissimo tempo.

Una specie minacciata dall’estinzione

Se fino a qualche secolo fa l’isola era incontaminata dall’essere umano, durante i decenni scorsi il rischio che il Bothrops insularis diventasse soltanto un nome sui libri di scienza è stato sfiorato di poco. Dapprima si è infatti dovuto disboscare una porzione di territorio per costruire il faro, una modifica significativa in un’isola lunga 2 chilometri e larga neanche 500, e poi si è ampiamente disboscata una porzione di territorio per tentare di impiantare una coltivazione di banane.

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Fortunatamente il Crotalo ha difeso il proprio territorio dalla piantagione, e il faro è rimasta l’unica modifica permanente al territorio dello splendido animale. Se Queimada Grande è protetta dallo stato brasiliano, che ne dovrebbe impedire l’accesso agli esseri umani, i bracconieri non si fanno intimidire dalle restrizioni e frequentano abitualmente l’isola, portando via i crotali che vengono venduti sul mercato nero a cifre che vanno dai 10.000 ai 30.000 dollari.

La speranza è che il ferro di lancia dorato continui a difendere la propria isola, un piccolo scoglio senza risorse dove potrebbe continuare a vivere, indisturbato, nel corso dei prossimi millenni.

Sotto, un video mostra i ferro di lancia dorato su Queimada Grande:

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...