Quando i Windsor erano tedeschi: la storia delle “allegre comari” di Sassonia-Coburgo-Gotha

La casa reale britannica, che oggi è retta dalla famiglia Windsor, vanta una storia lunga più di mille anni; sopravvissuta a guerre di religione e a ben due guerre mondiali, guerre che videro le più grandi monarchie d’Europa cadere inesorabilmente, la storia dei Windsor è fatta di compromessi e concessioni, tutto al fine di poter rimanere in vita. Non a caso i Windsor divennero famosi come veri e propri maestri di sopravvivenza. È la famiglia reale più fotografata al mondo, che ancora oggi incarna l’essenza stessa della Gran Bretagna e dell’essere britannici.

Ma c’è stato un tempo in cui erano tutto fuorché britannici e portavano addirittura un nome tedesco; per capire le origini dei Windsor bisogna risalire fino al regno di Anna Stuart, ultimo membro del casato degli Stuart. Anna Stuart è principalmente ricordata oggi per essere stata la prima Regina di Gran Bretagna, dal momento che fu proprio sotto il suo regno che si attuò la definitiva fusione di Inghilterra e Scozia in un unico regno grazie all’Atto di Unione del 1707. Nonostante questo traguardo la successione si dimostrava decisamente incerta dal momento che Anna e suo marito, Giorgio di Danimarca, non avevano ancora avuto un erede che fosse sopravvissuto fino all’età adulta.

Sotto, Anna Stuart:

La mancanza di un erede diretto poneva un problema notevolmente importante: essendo infatti gli Stuart un casato che aveva oscillato per quasi tutta la sua storia tra la fede anglicana e quella cattolica, si temeva che la mancanza di un erede diretto avrebbe portato il ramo cattolico degli Stuart ad avanzare pretese sul trono britannico, innescando nuovamente le lotte religiose tra cattolici e protestanti che avevano insanguinato il paese anni addietro. Per scongiurare questa eventualità il Parlamento britannico varò nel 1701 l’Act of Settlement con il quale si affermava che sul trono britannico avrebbe potuto salire solo un principe di fede anglicana. Quando la regina Anna morì senza figli nel 1714, la corona passò ad un lontano discendente degli Stuart, il principe tedesco Giorgio Ludovico di Hannover.

Giorgio di Hannover, che sarebbe asceso al trono britannico con il nome di Giorgio I, era di fede protestante ma non amava particolarmente l’Inghilterra, tanto che non solo vi trascorreva meno tempo possibile, preferendo di gran lunga regnare in Bassa Sassonia, ma secondo molti suoi detrattori egli non sapeva neanche parlare l’inglese. Nonostante l’iniziale impopolarità, la famiglia reale di Hannover regnò in Gran Bretagna sino al 1901, continuando però a mantenere vivi i suoi legami con la patria di origine, imparentandosi molto spesso con principi e principesse che venivano dai numerosi principati tedeschi. L’ultimo re del casato degli Hannover fu la regina Vittoria: essendosi infatti sposata con il principe tedesco Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha, alla sua morte il casato degli Hannover si sarebbe estinto, lasciando il posto ai suoi discendenti che avrebbero portato il cognome del marito.

Alberto di Sassonia Coburgo Gotha:

La casa reale di Sassonia-Coburgo-Gotha venne conosciuta con questo nome sino al 1917, anno in cui il re Giorgio V decise di cambiare nome al casato: lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, infatti, aveva fatto nascere nel popolo britannico un forte sentimento anti-tedesco, la qual cosa preoccupava enormemente il re Giorgio V, considerando anche che la guerra aveva spazzato via tre grandi monarchie in Europa. L’avere quindi un re con un nome tedesco per gli inglesi era inaccettabile: secondo alcuni storici la decisione di cambiare nome alla casa reale inglese era dovuta anche al fatto che alcune bombe inesplose lanciate su Londra dall’aeronautica tedesca portavano proprio il nome Sassonia-Corbugo-Gotha, luogo dove era situata la fabbrica di bombe, ma è molto più probabile che tale decisione fosse dovuta al fatto che i bombardieri tedeschi venivano chiamati Gotha.

Re Giorgio nel 1923:

Fu così che partì un vero e proprio toto nomi; furono molti i nomi presi in considerazione, attingendo direttamente alla storia inglese. Si pensò inizialmente a Tudor, in quanto era stato il nome di una grande regina illuminata, Elisabetta I, ma poi si pensò che questo nome avrebbe potuto evocare alla memoria anche Enrico VIII, famoso per le sue sei mogli, due delle quali persero letteralmente la testa a causa sua. Si prese in considerazione Stuart, in ricordo delle origini inglesi della famiglia, ma venne scartato perché era anche il nome di Carlo I Stuart, primo e unico re decapitato della storia britannica; si pensò anche a Fitzroy, ma anche questo venne escluso perché era tradizionalmente il nome dato ai figli illegittimi del sovrano; alla fine la scelta ricadde sul nome di un castello che era stato una delle prime residenze dei sovrani inglesi, fatto costruire addirittura da Guglielmo il Conquistatore, il Castello di Windsor.

Sotto, il Castello di Windsor, fotografia di Diliff condivisa con licenza Creative Commons 2.5 via Wikipedia:

Fu così che nel 1917 per ordine di re Giorgio V, la casa reale di Sassonia-Coburgo-Gotha cambiò definitivamente nome in Windsor, ma questa decisione scontentò non poco l’ultimo imperatore di Germania, Guglielmo II, cugino di Giorgio V. Guglielmo vide la decisione del cugino come un vero e proprio tradimento, tanto che egli, un giorno, affermò di voler assistere ad una delle più famose opere di Shakespeare “Le allegre comari di Sassonia-Coburgo-Gotha”.

La casa reale di Windsor è però destinata a cambiare nuovamente nome: alla morte della regina Elisabetta II, i suoi discendenti porteranno il nome di Windsor-Mountbatten, unendo anche il cognome del marito, il principe Filippo, che è anch’esso una traslazione inglese del cognome tedesco Battenberg.

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Ilaria Pitzalis

Studentessa di storia dell’arte per passione, appassionata di libri e di cucina. Amo viaggiare nella storia e nel tempo grazie ad un buon libro.