Nel 1971 il fotografo Magnum Burt Glinn documentò il fenomeno della prostituzione della Grande Mela per il New York Magazine, un servizio fotografico che seguì un’aspra polemica che riguardò le “lavoratrici di strada” avevano attaccato i clienti, derubandoli.

In un’epoca ormai lontana quasi mezzo secolo da oggi, moltissimi pensavano che le prostitute facessero più soldi con la violenza e i piccoli crimini che con i “servizi resi” ai clienti, un’epoca nella quale il New York Times affermava che a Times Square c’erano più prostitute, gangster e piccoli criminali che mai.

Nella puritanissima America la prostituzione era in grado di proliferare su larga scala grazie alle leggi dell’epoca, che rendevano difficilissime le condanne. Quando poi la condanna veniva raggiunta, le multe inflitte alle prostitute erano ridicole, dai 50 ai 100 dollari, una cifra che una prostituta era in grado di realizzare in poco più di un’ora per strada.

Il fotografo autore del servizio, Burton Samuel Glinn (23 luglio 1925 – 9 aprile 2008) fu uno dei più famosi reporter del ‘900, che lavorò principalmente con Magnum Photos. Fra i suoi servizi più famosi si ricordano le fotografie dell’ingresso del leader rivoluzionario Fidel Castro a L’Avana, a Cuba, e alcuni ritratti ad artisti dell’epoca come Andy Warhol e Helen Frankenthaler. Le foto di Glinn mostrano gli stridenti contrasti fra la politica e il denaro, ma anche servizi da fotoreporter di strada in diversi paesi del mondo. Fu presidente di Magnum dal 1972 al 1975 e poi nel 1987.

Prostitute a New York#5:

Prostitute a New York#6:

Prostitute a New York#7:

Prostitute a New York#8:

Prostitute a New York#9:

Prostitute a New York#10:

Prostitute a New York#11:

Prostitute a New York#12:

Prostitute a New York#13:

Prostitute a New York#14:

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...