Il biennio 2019-2020, in particolare in Italia, è stato un periodo di riflessione per diverse questioni legate al mondo del lavoro. Contestualmente a ciò, gli eventi che hanno toccato tutto il mondo hanno reso sempre più necessari degli approcci smart al mondo del lavoro, usufruendo anche delle enormi innovazioni fatte in ambito tecnologico. Si è avuto così la trasformazione di molte professioni, o addirittura la nascita di altre che vanno a erogare servizi che prima non erano necessari in particolar modo nel settore dell’intrattenimento online. L’Italia, partita con leggero ritardo rispetto ad altre nazioni, è ora a buon punto del proprio processo di digitalizzazione che può rappresentare una svolta nel sempre ostico problema della disoccupazione


L’ambito dell’intrattenimento: professionisti dietro a uno schermo

L’intrattenimento occupa in media oltre quattro ore al giorno nel quotidiano degli italiani, e a molti di questi passatempi si accede proprio dal proprio smartphone o dispositivo mobile. È questo il caso dell’utilizzo di piattaforme quali Netflix e Spotify, leader rispettivamente nella trasmissione in streaming di contenuti video e audio, o ancora è il caso di casinò live, o siti e applicazioni che offrono servizi di intrattenimento ludico, terminando poi ovviamente con le imperdibili reti streaming con le dirette degli eventi sportivi. Ebbene, in tutto questo enorme settore che abbraccia e sfrutta le nuove tecnologie, c’è un esercito di professionisti impegnati a garantire ogni giorno sottotitoli quanto più fedeli e localizzati possibile, interfacce grafiche accattivanti e esperienze utente di primo livello, o ancora, come nel caso dei croupier delle piattaforme virtuali, un’atmosfera di gioco il più somigliante possibile a quella vera. Alcune professioni hanno dunque mutato pelle, o per meglio dire cambiato luogo di lavoro, per cui il traduttore può oggi giorno tranquillamente lavorare da casa, mentre il servizio clienti online può tranquillamente essere erogato tramite chat, e quindi da un operatore che utilizza uno smartphone in lavoro agile e smart.

 

La ricerca, e gli Hub italiani: università e digitale a stretto contatto per il futuro

Lo scorso 14 dicembre l’Italia ha scelto i propri 45 poli digitali, ritenuti idonei dal Ministero dello Sviluppo Economico sui 60 presentati, che sono destinati a diventare candidati per l’European Digital Innovation Hub (Edih). Questo rappresenta un passo importante per l’Italia in materia di innovazione, perché il nostro paese ha “digerito” con difficoltà la transizione da analogico a digitale, e in particolare le generazioni più anziane sono rimaste completamente fuori da questa nuova “istruzione”, che invece in nazioni come l’Inghilterra e la Francia ha avuto luogo. Proprio i menzionati 45 progetti legati all’innovazione avranno quindi l’onere e l’onore di trascinare l’industria italiana, in particolare piccole e medie imprese, verso una completa digitalizzazione.

Ciò si traduce in nuove mansioni e quindi nuove figure che si affacceranno sul mondo del lavoro, e in questo le Università di tutta Italia si stanno già preparando, creando dei veri e propri laboratori legati al mondo digitale, un esempio fra tutti la iOS Developer Academy di Napoli, nata grazie alla collaborazione e alla partnership con Apple, che dà ogni anno l’opportunità a 200 giovani studenti di scrivere il futuro digitale dell’Italia.

Al nostro paese manca molto per allinearsi con altri colossi digitali quali gli USA e la Francia, ma il cammino intrapreso è nettamente in questa direzione. Il mondo del lavoro è cambiato non soltanto negli strumenti, ma anche nell’approccio e di questo se ne sono accorti aziende e governi, proponendo sempre più posizioni lavorative da remoto o in smartworking.

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Luisa Molina

Appassionata da sempre di arte e cultura, passo la mia vita fra l'insegnamento e la scrittura, amando profondamente uno stile di vita "Vanilla".