Pripyat è la città vicino Chernobyl in cui abitavano le persone che rendevano operativa la grande centrale nucleare dell’Unione Sovietica. Il distretto si trova nell’attuale Ucraina ed è stato abbandonato in seguito al disastro avvenuto nel 1986, quando morirono migliaia di persone e molte di più furono affette da gravi problemi legati alle radiazioni che le portarono, in seguito, alla morte (una stima di Greenpeace parla addirittura di 6 milioni di morti). La città di Pripyat è disabitata e completamente abbandonata ormai da quasi 30 anni, e la natura sta lentamente riprendendo possesso dei propri spazi.

Nonostante Chernobyl evochi ricordi non certo piacevoli, gli ex-abitanti della città limitrofa provano una profonda nostalgia per quella che era una ridente e attivissima città sovietica. Ogni anno gli ex-abitanti possono far ritorno una volta nella città, un permesso concesso dal governo Ucraino per consentire di rivivere i ricordi di quella che fu una zona con una altissima qualità di vita. Oggi, i livelli di radiazione sono inferiori a quelli considerati letali, ma una lunga esposizione potrebbe causare danni irreparabili all’organismo.

Pripyat-Drone

Recentemente, Danny Cooke ha esplorato la città su commessa di CBS News, realizzando un impressionante video in cui si vede la città anche grazie all’ausilio di un drone radiocomandato. Queste sono le parole con cui descrive il suo viaggio:

Chernobyl è uno dei luoghi più interessanti e pericolosi in cui sia stato. Il disastro nucleare, avvenuto nel 1986 (l’anno dopo la mia nascita), ha avuto effetto su tante persone, tra cui la mia famiglia durante la nostra permanenza in Italia. Le nubi di polvere nucleari spazzati verso ovest volavano verso di noi, e le autorità italiane ordinarono di eliminare tutti i prodotti alimentari freschi mangiando solo cibo in scatola.

Se il disastro causò tanto disagio a migliaia di chilometri di distanza, non posso immaginare quanto sia stato terrificante per le centinaia di migliaia di cittadini ucraini che furono costretti ad evacuare.

Durante il mio soggiorno, ho incontrato tante persone fantastiche, una delle quali era mia guida Yevgen, noto anche come ‘Stalker’. Abbiamo trascorso la settimana insieme esplorando Chernobyl e la vicina città abbandonata di Pripyat. C’è qualcosa di sereno ma molto inquietante di questo posto, il tempo si è fermato e ci sono i ricordi di avvenimenti del passato che galleggiano intorno a noi.

Ho esplorato armato di una macchina fotografica e un contatore geiger…

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...