Chi oggi fa un giro per le strade di Teheran non stenterà a notare donne vestite con abiti coprenti e il tanto discusso velo, simbolo della rivoluzione del 1979. Il look delle moderne iraniane viene regolamentato dalla legge islamica, e le obbliga a indossare un vestiario che ripari quasi del tutto la pelle scoperta, nonostante consenta di indossare abiti moderni come i jeans.

Come abbiamo mostrato in molti articoli, fra cui quello che parla dell’8 Marzo 1979, l’ultimo giorno di “libertà” per le iraniane, prima della rivoluzione l’Iran era un paese, dal punto di vista della moda, che si ispirava fortemente alle tendenze occidentali, importando il vestiario ma anche il cinema o le riviste europee e statunitensi.

Alla fine degli anni ’70 erano comunissime le minigonne, i pantaloncini, i jeans attillati o i bikini, una singolarità in un paese tradizionalmente islamico che non durò a lungo. Dopo la rivoluzione le libertà della donna diminuirono radicalmente, e il velo divenne il simbolo della differenza col passato.

Nonostante il coprirsi il capo sia oggi identificato con il mondo musulmano, le origini della pratica sono di molto precedenti. Se ne trova traccia sia durante il periodo degli Assiri, quindi nel 12° secolo avanti Cristo, sia nell’Iliade, con la sposa di Zeus, Era, che indossa un velo leggiadro a copertura della testa. Proseguendo nei secoli, nel mondo medievale cristiano (in particolar modo quello bizantino) l’uso del velo era certamente in voga quando non espressamente obbligato.

Nel mondo arabo pre-islamico la norma del velo non era regolamentata, mentre divenne obbligatorio con il diffondersi dell’Islam, una legge giunta sino ai nostri giorni sostanzialmente inalterata.

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Categorie: Moda e Costume

Matteo Rubboli

Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...