Lo scrittore britannico George Orwell battezzò come “Grande Fratello” la misteriosa entità che in 1984, la sua opera più famosa, rappresentava il potere assoluto, che tutto vuole vedere e controllare. L’idea non era nuova: Orwell trasse ispirazione, come altri, dall’opera di un filosofo-giurista suo connazionale, Jeremy Bentham (1748-1832), che nel 1791 progettò un carcere modello, il Panopticon.

Il concetto di base è molto semplice: le celle sono tutte poste, una accanto all’altra, in un edificio circolare; una torre di guardia, posta al centro della struttura, consente la sorveglianza di tutte le celle contemporaneamente.

Ogni cella era dotata di due finestre, una aperta sulla facciata esterna, ed una all’interno, verso la torre centrale

Sotto, fotografia di pubblico dominio via Wikipedia:

Il vantaggio era duplice: non solo era sufficiente una sola persona per controllare tutti i prigionieri, ma questi ultimi non potevano rendersi conto di quando erano effettivamente sotto osservazione.

Questo semplice sistema di controllo doveva assicurare un comportamento disciplinato da parte dei carcerati, in maniera quasi automatica. L’abitudine, dapprima imposta, a comportarsi in maniera retta, sarebbe poi entrata a far parte del carattere dei detenuti. Il Panopticon, secondo Bentham, era “un nuovo modo per ottenere potere mentale sulla mente, in maniera e quantità mai vista prima.”

In una visione più generale, diventa la metafora di un potere che si insinua in ogni recesso della vita pubblica e privata delle persone: il “grande fratello”.

Sotto, fotografia di Friman condivisa con licenza CC BY-SA 3.0 via Wikipedia:

Uno dei pochi esempi di Panopticon mai realizzati si trova a Cuba, è il Presidio Modelo, costruito sulla Isla de la Juventud tra il 1926 e il 1931, durante il regime autoritario di Gerardo Machado.

In cinque blocchi circolari, costruiti secondo il progetto di Bentham, potevano essere detenute 2500 persone. Tra il 1953 e il 1955 anche Fidel e Raul Castro vi furono imprigionati, dopo il fallito assalto alla Caserma Moncada, che viene considerato l’atto iniziale della rivoluzione cubana.

Dopo il trionfo di Castro, nel 1959, il Presidio Modelo continuò ad essere utilizzato come carcere, arrivando a contare fino a 8000 detenuti. Nel 1961 la prigione fu teatro di rivolte, proprio a causa del sovraffollamento, e nel 1967 fu definitivamente chiusa. Oggi il Presidio Modelo è monumento nazionale, e può essere visitato sia dai cubani sia dai turisti, mentre in quello che era l’edificio amministrativo ha trovato sede una scuola e un centro di ricerca.

In Italia, un esempio di Panopticon è il Padiglione Conolly, il reparto destinato ai malati più problematici, i “clamorosi”, nell’ex Ospedale Psichiatrico di San Niccolò, a Siena. Il Padiglione è oggi abbandonato ed in uno stato di degrado assoluto.

Il Padiglione Conolly a Siena 2

Mappa:

Il Padiglione Conolly a Siena 1

Altro esempio di Panopticon italiano (anche se solo per una metà, essendo a semicerchio) è il carcere di Santo Stefano nell’isola omonima, che “ospitò” anche il Presidente della Repubblica Sandro Pertini, condannato a oltre 10 anni di detenzione per la sua eroica lotta al fascismo.

Fotografia di Gaucho via Wikipedia:

Carcere-Santo-Stefano-Panopticon

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.