Quando si pensa alle isole della laguna veneta, immediatamente vengono alla mente Burano, Murano, Torcello e magari qualche altra meno conosciuta, come la bellissima Sant’Erasmo, o la verace Pellestrina.

Sono in pochi invece a conoscere Poveglia, e per un buon motivo: l’isola è disabitata da molti anni, e vietata anche ai turisti, ma comunque meta di un altro genere di visitatori: cacciatori di fantasmi e amanti del soprannaturale, ma anche esploratori urbani affascinati da luoghi proibiti e un po’ macabri.

Dalla fine del ‘700 fino a metà del ‘900 l’isola divenne luogo di quarantena per uomini e merci, ma fu anche l’ultimo rifugio per molti ammalati di peste, che nei secoli precedenti erano stati confinati nelle isole Lazzaretto Vecchio e Lazzaretto Nuovo. In queste ultime, gli scavi archeologici compiuti recentemente hanno portato alla luce migliaia di scheletri di appestati, sepolti in fosse comuni.

Non esistono dati sul numero di morti che giacciono a Poveglia, ma la sua fama di isola ‘maledetta’ ha fatto nascere voci incontrollate: circa il 50% della sua massa di terreno conterrebbe scheletri umani.

Poveglia è sempre stata, nel corso dei secoli, un approdo per persone in fuga: nel VI secolo arrivarono gli abitanti dell’entroterra veneto, che scappavano dalle distruzioni compiute dai longobardi; nel IX° secolo si rifugiarono sull’isola 200 servitori rimasti fedeli al Doge Pietro Tardonico, che era stato assassinato. Poi, alla fine del 1300, i povegliotti dovettero fare il percorso inverso: abbandonare l’isola, a seguito della guerra di Chioggia.

L’isola rimase abbandonata per molti secoli, fino a che divenne un avamposto fortificato (risalendo da sud) a protezione della laguna, grazie alla costruzione di una piccola fortezza a pianta ottagonale, l’Ottagono di Poveglia.

Nel 1782 l’isola passò sotto il controllo del Magistrato della Sanità, che la fece diventare un luogo di quarantena, tuttavia, negli ultimi anni del ‘700 vi furono confinati gli equipaggi di due navi sulle quali era scoppiata la peste. La funzione di lazzaretto divenne permanente, e durò fino al 1814.

Probabilmente, proprio per la macabra funzione di luogo dove le persone aspettavano solo di morire, su Poveglia sono nate molte leggende, alimentate anche da incursioni di acchiappafantasmi venuti da oltremare (USA). Ad aumentare la fama di isola ‘maledetta’ c’è il sospetto, non confermato, che la struttura adibita ad ospitare anziani convalescenti, costruita nel 1922, fosse in realtà utilizzata come manicomio.

 
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I poveri pazienti erano perseguitati non solo dai fantasmi degli appestati, ma anche da un sadico medico lobotomizzatore, che però pagò per le sue crudeltà, perché fu spinto al suicidio da quegli stessi fantasmi che tanto spaventavano i suoi malati.

La struttura sanitaria fu chiusa nel 1968, e da allora Poveglia è abitata solo dai suoi fantasmi, che forse si chiamano semplicemente incuria e abbandono.

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.