Cosa potevano avere in comune il più famoso playboy internazionale degli anni ’50/’60, e uno tra i più spietati dittatori dell’America Latina? Si potrebbe iniziare dalle loro origini: Porfirio Rubirosa, l’uomo che dormì insieme a chissà quante donne, e Rafael Trujillo, sanguinario padrone assoluto della Repubblica Dominicana per oltre 30 anni (dal 1930 al 1961), erano entrambi dominicani, ma questo dato potrebbe non avere molta importanza. Più rilevante invece la passione per le donne, che Trujillo considerava oggetti destinati a soddisfare il suo insaziabile appetito sessuale, mentre per Rubirosa rappresentavano, probabilmente, l’unica ragione di vita: anche se ricoprì incarichi diplomatici  durante “l’era Trujillo”, il playboy riuscì a mantenere un dispendiosissimo tenore di vita soprattutto grazie alle relazioni e ai matrimoni con donne ricchissime.

Porfirio Rubirosa

Fonte immagine: Pulp International

Rafael Trujillo

Immagine di Pubblico Dominio

Ma, nonostante la giostra incessante di donne che vorticava intorno a Rubi (così era noto a tutti), lui era considerato un gentiluomo, uno che non si vantava mai delle sue conquiste, ed era galante con tutte. La galanteria quindi, quel particolare atteggiamento che fa sentire una donna unica, la più importante del mondo per l’uomo che ha di fronte, era l’arma di seduzione principale di Porfirio, ma certamente avevano importanza anche le voci che correvano sulle dimensioni del suo pene, che lo scrittore statunitense Truman Capote, nel suo romanzo incompiuto “Preghiere Esaudite”, definì “Una pompa color caffellatte lunga 11 pollici e spessa come il polso di un uomo”.

Rubi considerava le donne un vero e proprio “lavoro a tempo pieno” e talvolta arrivava a definirsi un “gigolò”

Fonte immagine: Pulp International

Non fu però grazie a una donna che iniziarono le fortune e la vita straordinaria di Rubirosa, ma la simpatia che riuscì a suscitare nel dittatore dominicano, che lo nominò tenente della Guardia Presidenziale il giorno dopo averlo conosciuto a un Country Club. Rubirosa, che aveva vissuto a Parigi con la famiglia fino all’adolescenza, aveva vent’anni e voleva diventare avvocato, ma l’incontro con Trujillo gli cambiò la vita: abbandonò gli studi, ne sposò la figlia Flor de Oro, appena una settima dopo averla conosciuta, e divenne ben presto un diplomatico, inviato in diverse ambasciate (Berlino, Parigi, Buenos Aires, Roma, L’Avana…).

Il matrimonio durò otto anni, fino al 1938, quando gli innumerevoli tradimenti di Porfirio (e anche le botte, pare) indussero la figlia di Trujillo a chiedere il divorzio. Chiunque altro avrebbe corso un serio pericolo di vita, ma non Rubi: lui aveva relazioni con tutto il jet-set internazionale e legami con importanti politici, molto utili al regime. Ma, cosa ancora più importante, era un fedelissimo del dittatore, coinvolto probabilmente in due omicidi politici di avversari di Trujillo, avvenuti negli Stati Uniti.

Nei momenti in cui era a corto di soldi, come nell’anno seguente al divorzio da Flor de Oro, quando il “perdono” del dittatore non era ancora arrivato, Rubirosa si ingegnava come poteva: iniziò a vendere visti dominicani ai cittadini ebrei che volevano scappare dalla Germania nazista, e usò il suo passaporto diplomatico per contrabbandare gioielli.

Poi, nel 1940, Trujillo fece come se niente fosse accaduto: nominò Rubirosa Addetto commerciale in Francia, e finanziò la sua dispendiosa vita notturna parigina, divisa tra il Moulin Rouge e i meno sfavillanti cabaret del quartiere latino.

Danielle Darrieux

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Poco dopo, quando non era ancora conosciuto a livello internazionale come irresistibile rubacuori, Rubi sposò la più famosa attrice francese dell’epoca, Danielle Darrieux. Seguirono le due donne più ricche dell’epoca, Doris Duke e Barbara Hutton, ereditiere americane che lo coprirono di soldi e altri beni, come auto da corsa, aerei, ville e proprietà terriere.

Fonte immagine: Pulp International

Intanto, il playboy non si faceva mancare relazioni con le donne più desiderate dell’epoca: Zsa Zsa Gabor, Marilyn Monroe, Rita Hayworth, Joan Crawford, Judy Garland… e trovava il tempo per coltivare anche altri interessi, come gareggiare due volte alla 24 ore di Le Mans, giocare a polo, cercare tesori nelle acque dei Caraibi.

Porfirio Rubirosa e Zsa Zsa Gabor – 1954

Immagine di Pubblico Dominio

Nel 1956 si sposò per la quinta volta, con l’attrice Odile Rodin: lei aveva 19 anni e lui 47.

Porfirio Rubirosa e Odile Rodin

Immagine di Pubblico Dominio

Probabilmente fu l’unico matrimonio d’amore di Rubi, che intanto continuava ad essere stipendiato da Trujillo. Il 30 maggio 1961, quando il dittatore dominicano fu ucciso, cominciò anche il declino di Rubirosa.

Il playboy tentò di convincere John Fitzgerald Kennedy (allora presidente degli USA) ad appoggiare alla successione il figlio di Trujillo, senza riuscirci, perché la famiglia era ormai troppo malvista da quasi tutti gli stati americani. Il nuovo governo dominicano esonerò da ogni incarico Rubirosa, che nel giro di pochi anni esaurì tutte le proprie risorse economiche.

Gli amici lo vedevano depresso, sempre più spesso ubriaco, e mai, mai sfiorato dall’idea di lavorare: pensava di trovare un’altra ereditiera da sposare, iniziò a scrivere le sue memorie ma non le finì, voleva lanciare un profumo che portasse il suo nome, in collaborazione con l’amico Gunther Sachs, ma non ne fece niente.

La Ferrari di Rubirosa, dopo lo schianto al Bois de Boulogne

Fonte immagine: Aelia85 via Wikimedia Commons – licenza CC BY-SA 4.0

La notte del 4 luglio 1965 Rubirosa festeggiò in un famoso locale notturno, insieme a molti altri, la vittoria della sua squadra di polo nella Coupe de France. Quando era già la mattina del 5 luglio, anziché prendere un taxi, come faceva d’abitudine quando beveva molto, salì sulla sua Ferrari 250 GT e andò a schiantarsi contro un ippocastano, in un viale del Bois de Boulogne. Aveva 56 anni. In quelle ore notturne in cui è più facile lasciarsi andare a confidenze, Rubi aveva confessato a Regine (e non poteva essere che una donna), la proprietaria del night club, di non voler diventare vecchio.
Incidente o suicidio? Destino, affermarono gli amici.

Sotto, la canzone satirica “Porfirio Villarosa” di Fred Buscaglione:

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.