Di Petronilla de Meath non si sa quasi nulla, se non che fu la prima donna ad essere bruciata sul rogo come strega, a Kilkenny, in Irlanda, nel 1324. Non si sa chi fossero i suoi genitori, e nemmeno che cognome avesse, perché “de Meath” significa semplicemente “di Meath”: era quindi probabilmente nata a Meath, intorno al 1300, e faceva la serva in casa di una donna molto ricca, ma non nobile, di nome Alice Kyteler, figlia unica di proprietari terrieri, che a 17 anni sposò William Outlaw, un uomo altrettanto ricco.

La donna, che aveva avuto un solo figlio col marito (William Jr.), rimase vedova nel 1302, e dopo poco si risposò con Adam Blunt. Le malelingue del paese subito insinuarono che la nuova coppia si fosse sbarazzata di Outlaw, ma forse le voci erano dovute all’astio dei concittadini, che non gradivano molto l’attività dei due:

erano usurai

Dopo la morte di Blunt, l’intraprendente Alice Kyteler si sposò altre due volte. Il quarto marito, un baronetto con una numerosa prole già adulta, cominciò ad ammalarsi frequentemente dopo il matrimonio, tanto che i suoi figli iniziarono a sospettare che la nuova moglie lo stesse avvelenando. Alla sua morte, nel 1324, accusarono esplicitamente la donna presso il vescovo locale, Richard de Ledrede, perché l’avvelenamento era considerata una pratica arcana, da attribuire ad atti di stregoneria.

Il castello di Kilkenny


Non erano ancora gli anni della caccia alle streghe, che inizierà in maniera sistematica circa un secolo dopo; all’epoca la pena prevista per l’eresia (come veniva considerata la stregoneria) era la scomunica: i falò purificatori non erano ancora prassi. Il vescovo accusò Alice, suo figlio William e alcuni dei suoi servi, tra cui Petronilla. Ma la posizione influente della donna e del figlio fece sì che ad essere arrestato fosse il vescovo…Alice pensò bene di scappare in Inghilterra, mentre William se la cavò con una serie di penitenze.

Veduta di Kilkenny


La storia però non finì lì, perché l’intransigente vescovo, dopo essere tornato alla sua diocesi, voleva arrivare a fondo della vicenda, anche in assenza della principale colpevole. Jonathan Swift affermò, a proposito della disparità di trattamento tra poveri e ricchi: “Le leggi sono come ragnatele, che possono catturare piccole mosche, ma lasciarsi attraversare da vespe e calabroni.”  La citazione si adatta perfettamente al caso di Petronilla de Meath, che subì la furia del vescovo Ledrede al posto della sua padrona.

La ragazza, che aveva circa 24 anni, fu processata come strega-complice di Dame Alice, e torturata senza pietà, fustigata pubblicamente lungo un percorso che attraversava sei parrocchie. La povera serva confessò tutto quello che la delirante immaginazione del vescovo aveva potuto concepire:

lei e le altre streghe erano in contatto con dei demoni, in particolare con certo un “Robin, figlio d’arte”, con cui la sua padrona aveva rapporti sessuali

Petronilla confermò anche che Alice aveva usato la magia per indurre i suoi mariti a nominare lei o suo figlio William eredi, per poi assassinarli.

“Robin, figlio d’arte” – opera di Paddy Shaw

Dopo le lunghe sofferenze inflitte alla giovane donna, il vescovo decise che occorreva una punizione esemplare, e la condannò al rogo, precorrendo i tempi. Petronilla fu bruciata viva la domenica del 3 novembre 1324. Fu la prima persona in Irlanda a essere giustiziata per il crimine di “eresia”, la prima di una lunga serie di donne (e pochi uomini) mandati a morte sia in Europa sia negli Stati Uniti nei secoli successivi.


Il processo a Petronilla de Meath fece scuola, ispirando gli inquisitori dei secoli successivi. Tuttavia, la figura della povera Petronilla è quasi completamente sconosciuta: sono in pochissimi a ricordare che Kilkenny fu il luogo dove si svolse il primo processo per stregoneria, ricordato però come il “processo di Dame Alice Kyteler”.

La povera Petronilla rappresenta solo una nota a margine, quando c’è…

La casa di Alice Kyteler,  che oggi ospita un pub

Fonte immagine: Kyteler’s Inn

Fonte: Brooklyn Museum.

Categorie: Storia

Annalisa Lo Monaco

Annalisa Lo Monaco

Appassionata di arte, romanzi gialli e storia, ha scoperto che scrivere può far viaggiare tutto il mondo da una sedia!