Peter: Avventuroso fratello (ingiustamente) dimenticato di Ian Fleming

Ian Fleming era la disperazione della sua aristocratica madre: incapace di applicarsi negli studi, riesce a ottenere buoni risultati solo nello sport, in particolare sci e alpinismo. Intorno ai vent’anni prova a scrivere, senza molta passione, qualche breve racconto, poi si cimenta come giornalista, prima per la Reuters e poi per il Times. Quando però muore il nonno (era orfano di padre dall’età di 9 anni), pensa di poter guadagnare soldi facilmente entrando a far parte della banca di famiglia.

Peter Fleming

Immagine condivisa via Wikipedia/Giusto uso

Niente a che vedere con il fratello Peter, di un anno più grande di lui, che si distingue prima a Eton e poi a Oxford, da dove esce brillantemente con una laurea in inglese: un modello difficile da eguagliare per il fratello minore.

Nel 1932, quando Ian trova comodo lavorare nella banca di famiglia, il ventiquattrenne Peter si fa le ossa come giornalista lavorando al settimanale The Spectator. Fino a che non gli capita sotto gli occhi un annuncio pubblicato sul Times: “Esplorazione e spedizione sportiva, sotto una guida esperta, che lascia l’Inghilterra a giugno per esplorare i fiumi del centro del Brasile, e se possibile per accertare il destino del colonnello Percy Fawcett ; caccia abbondante, grande e piccola; pesca eccezionale, portare due pistole in più, alte referenze chieste e fornite.”

Meglio di un invito a nozze per il giovane Peter: appassionato di caccia, trova esaltante la possibilità di svelare il mistero sulla fine del colonnello Fawcett, scomparso nel 1925 mentre cercava la leggendaria città di Z.

Peter Fleming in Mato Grosso – 1932

La spedizione fallisce: il destino del colonnello Fawcett rimane ancora sconosciuto, ma Peter scrive un libro di viaggio “Avventura Brasiliana” che rivela le sue qualità di scrittore, talmente divertente e attuale da essere stampato ancora oggi.

Dopo un paio d’anni riparte per una nuova avventura, insieme a Ella Maillart, questa volta per la Cina. One’s Company e News from Tartary sono i libri che Peter Fleming scrive per raccontare il suo viaggio da Pechino verso il Kashmir, attraverso le regioni desertiche dell’Asia Centrale, con una visione da “dilettante disinvolto”, che “è in realtà un dilettante ispirato” dalla scrittura divertente, originale, e colta al tempo stesso: “ha creato un modello unico di libro di viaggio” (cit. di Owen Lattimore).

Peter Fleming in Cina

Lo scoppio della seconda guerra mondiale, quando Peter era già un agente dell’M16, vede il maggiore dei Fleming sposato con l’attrice Celia Johnson, e con un figlio. L’arruolamento di Ian Fleming nel servizio segreto britannico è cosa nota a tutti, ma non molti sanno che è proprio Peter a coinvolgerlo nelle operazioni di intelligence.


Come è Peter a scrivere per primo un romanzo di spionaggio, “Sesta Colonna”, uscito un anno prima dell’ormai iconico “Casino Royale”, ispirato a Dušan “Duško” Popov che Ian Fleming conobbe personalmente, che dà fama e successo al fratello Ian (ma solo dopo l’uscita del film omonimo).

E’ sempre Peter, all’epoca autore best-seller, a convincere il suo editore, piuttosto scettico, a pubblicare la prima opera di Ian.
Il resto è storia: Ian Fleming diventa lo scrittore conosciuto in tutto il mondo, e Peter viene lentamente dimenticato. Trascorre la vita placidamente nella sua tenuta nell’Oxfordshire, dove continua a scrivere di storia mentre amministra il proprio patrimonio e va a caccia.

E’ a caccia quando suo fratello Ian muore d’infarto, ed è caccia quando un attacco di cuore se lo porta via, nel 1971. I suoi compagni decidono che Peter è morto felice e proseguono la giornata… in piena sintonia con il carattere di questo Fleming dimenticato.


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