Europa, 10 Maggio 1940. Hitler e i suoi generali sferrano il famoso attacco lampo, il Blitzkrieg, che li porta in meno di 45 giorni ad occupare Parigi ed il 25 Giugno alla conquista ufficiale della Francia. I soldati del Terzo Reich hanno conquistato quattro paesi, fronteggiato l’esercito francese, numericamente il più grande d’Europa, e sono risultati vincitori totali in un tempo rapidissimo.

3 milioni e 350 mila soldati tedeschi hanno viaggiato attraverso centinaia di chilometri ed aggirato la Linea Maginot, un’invalicabile postazione difensiva lunga centinaia di chilometri, in un tempo di poche decine di giorni. I soldati francesi, dotati del doppio dei cannoni e di quasi un terzo in più di carri armati, sono stati spazzati via come formiche dagli inarrestabili “super-soldati” tedeschi. Hitler aveva dimostrato al mondo l’invincibile superiorità della tattica unita alla motivazione degli ideali del nazismo.

O forse la storia andò diversamente?

La prefazione dell’articolo è un grande classico che si può leggere in qualunque libro di storia, dove però non viene riportata, probabilmente ancora per poco tempo, una parola fondamentale:

Pervitin

Tradotto: metanfetamina. Lo afferma Norman Ohler nel suo libro del 2015 “Tossici. L’arma segreta del Reich. La droga nella Germania nazista”, che è considerato la nuova pietra miliare dello studio della storia della Seconda Guerra Mondiale. Ohler si è trovato a fare lo storico quasi per caso. Partito con l’idea di scrivere un romanzo su di una storia legata all’abuso di droga nella Germania Nazista, si è trovato a scrivere il saggio che cambia la prospettiva di comprensione storiografica della Seconda Guerra Mondiale.

Lo scrittore ha dapprima svolto diverse ricerche a Friburgo e Coblenza, poi ha consultato gli interrogatori del dottor Morell, il famoso medico personale di Hitler, il quale raccontò alla CIA di come, durante gli ultimi anni del Führer, questi fosse un tossicodipendente, ormai completamente dipendente da diverse sostanze che il dottore gli iniettava a più riprese nel corso della giornata.

Sotto, un poster tedesco del 1927 che mostra i devastanti effetti della droga:

Il consulente scientifico del libro è Hans Mommsen, uno degli storici di maggior prestigio della seconda guerra il quale, intervistato da Sueddeutsche Zeitung, afferma come: “la storia del nazionalsocialismo non deve essere riscritta, ma questo lavoro cambia il quadro di comprensione generale“.

Che cosa indusse i soldati tedeschi a drogarsi?

Il punto della questione sembrerebbe esser proprio questo. Perché i tedeschi si drogarono, per quanto ne sappiamo quasi tutti, dalla casalinga al pilota di caccia militari, senza preoccuparsi delle conseguenze?

Correva l’anno 1937

Per capire il motivo bisogna fare un passo indietro rispetto alla Seconda Guerra, al 1937. La Temmler, società farmaceutica tedesca, brevettò per la prima volta il Pervitin, inventato da Fritz Hauschild, e una popolazione tedesca che si trovava nel vortice del nazionalsocialismo ne assorbì immediatamente gli effetti positivi.

La Temmler incaricò una delle agenzie di stampa di maggior successo a Berlino di redigere un piano marketing modellato sullo stile della Coca-Cola Company, che aveva ottenuto un enorme successo globale. Nel 1938 i manifesti che pubblicizzavano il Pervitin erano appesi ovunque a Berlino, dai pilastri della stazione ferroviaria agli autobus.

Oltre al lancio della campagna pubblicitaria, la Temmler inviò a Berlino ad ogni medico un campione del farmaco nella posta, con la speranza che la comunità medica introducesse alla popolazione i benefici del farmaco. Il momento era propizio, i tedeschi erano ancora risentiti dalla sconfitta della Prima Guerra Mondiale e si stavano apprestando ad affrontare la Seconda. Servivano energie infinite per il compito che li attendeva. E poi, il Pervitin costava meno del caffè…

Pervitin: il pasto quotidiano della Wehrmacht

Nel 1939 i tedeschi invasero la Polonia ed il Pervitin svolse un ruolo fondamentale per consentire ai soldati giorni di combattimenti, privazione del sonno, pasti frugali e obbedienza ad ordini discutibili. Fu così deciso, in accordo con lo Psicologo del Reich, Otto Ranke, di includerlo nella razione giornaliera passata ai soldati, in modo da avere a disposizione uomini più forti, euforici e determinati di qualunque altro esercito al mondo.

Fra l’Aprile e il Maggio del ’40 vennero distribuite qualcosa come 35 milioni di pastiglie

Naturalmente, l’assunzione di metanfetamina non è priva di conseguenze, che si fecero sentire sul lungo periodo. Le lettere dei soldati dal fronte parlavano di diverse cose, ma fra queste una risalta più di altre: chiedevano sempre più Pervitin. Tutti, dai generali agli ufficiali, dai capitani alla fanteria, diventarono dipendenti dalla metanfetamina. Scrive Heinrich Böll, letterato tedesco impegnato al fronte:

Ricordatevi di spedirmi tanto Pervitin, la prossima volta. Fa miracoli

Scrive un Tenente colonnello responsabile di una Panzer Division:

“Il Pervitin è stato consegnato ufficialmente prima dell’inizio dell’operazione e distribuito dagli ufficiali al comandante sino alle truppe, con l’istruzione di assumerlo per mantenersi svegli durante l’operazione. L’ordine era chiaro: i Panzer dovevano usare il Pervitin”. I soldati dovevano assumere il Pervitin 2 volte al giorno, in dosi da 2 pastiglie, in modo da essere sempre al top delle loro capacità fisiche.

1941: il Pervitin viene reso illegale

Naturalmente non tutti erano soggiogati all’uso di Pervitin, anche se la Temmler era riuscita addirittura ad immettere sul mercato i “cioccolatini al Pervitin” per le casalinghe, ed il medico Leonardo Conti, capo della sanità del Reich “Reichsgesundheitsführer”, riuscì a far classificare il Pervitin fra gli oppiacei, nel 1941, rendendolo illegale de facto.

Sotto, una scatola con i cioccolatini al Pervitin:

Scrisse Conti, in una lettera riportata nel libro di Ohler: “un’intera nazione sta diventando dipendente dalle droghe, e gli effetti del Pervitin perdono di successo dopo un uso prolungato. L’emergere di un’intolleranza al Pervitin potrebbe paralizzare intere sezioni della popolazione. Chiunque cerchi di eliminare la stanchezza con il Pervitin può ritenersi sicuro di esaurire le risorse fisiche e psicologiche, ed infine di finirsi completamente“.

Gli effetti della metanfetamina nel lungo periodo sono devastanti, la dipendenza causa depressione, allucinazioni, grave disidratazione e nausea costante. Nonostante il Pervitin fosse illegale, il suo uso militare aumentò certamente durante l’operazione Barbarossa, nel 1941, raggiungendo livelli per i quali tutto l’esercito nazista poteva considerarsi dipendente dalla metanfetamina.

Sotto, Leonardo Conti:

Venne riportato di come una serie di truppe, impegnate in una fuga sulle nevi della Russia, camminò giorno e notte sul terreno ghiacciato. I soldati erano talmente insensibili dal Pervitin che i loro piedi ghiacciarono senza che se ne accorgessero, finendo per dover essere amputati.

Il divieto di utilizzo del Pervitin venne osservato a chiazze a livello civile, ma completamente ignorato a livello militare. L’intero popolo tedesco, sia al fronte sia in patria, era dipendente dal Pervitin. Come Hitler dipendeva dalle iniezioni di Morell e dal Pervitin, i tedeschi dipendevano interamente dal Pervitin.

Sotto, Theodor Morell:

Le decisioni di Hitler risultarono poco logiche, sopratutto nella fasi finali della guerra, e molte delle azioni fatte dal Führer vengono oggi attribuite al suo stato psicologico e fisico, che somigliava più ad un tossicodipendente agli ultimi sprazzi di vita che al leader politico di una nazione.

Il Pervitin, assunto massicciamente dai soldati al fronte ma anche dallo stesso Hitler, fu tra le cause che portò la Germania del Terzo Reich alla rovina…

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...