Perché non si può più fare a meno della crittografia?

La crittografia, o criptografia, è un’antica “arte” che ha permesso di proteggere informazioni nel corso della storia umana. Il termine deriva dall’unione di due parole di origine greca, cioè “kryptós” (nascosto) e “graphía” (scrittura). 

Il suo significato è quello di rendere un messaggio incomprensibile a chi non è autorizzato a leggerlo. Tale obiettivo, oggi fondamentale in ambito informatico e militare, ha radici antichissime e ha subito notevoli sviluppi nel corso dei secoli, come si può leggere nell’articolo di ExpressVPN sulla crittografia e sulla sua storia. 

Ciò che più affascina, è la versatilità con cui veniva impiegata sin dai tempi in cui, a stento, esisteva la scrittura manuale. Oggi ha trovato il suo sbocco principale nell’informatica, ma è nelle pergamene e nelle tombe dei grandi del passato che la crittografia è nata e si è sviluppata. 

Cos’è la crittografia?

È una disciplina che si occupa di proteggere le comunicazioni e le informazioni attraverso l’uso di algoritmi matematici complessi. 

Il suo obiettivo principale è quello di garantire la confidenzialità, l’integrità e l’autenticità dei dati durante la trasmissione o lo stoccaggio. La crittografia è ampiamente utilizzata in vari ambiti, come le comunicazioni online, le transazioni finanziarie, la sicurezza informatica e la protezione dei dati personali.

Uno dei suoi aspetti fondamentali è la creazione di chiavi, cioè sequenze di dati utilizzate per cifrare e decifrare le informazioni. Quest’arte, infatti, si basa su algoritmi che trasformano i dati originali (chiamati plaintext) in una forma cifrata (ciphertext) proprio attraverso l’applicazione di una chiave. 

Come funziona?

Solo chi è in possesso della chiave sarà in grado di decifrare e leggere le informazioni originali. Esistono diverse tecniche di crittografia, tra cui quella simmetrica, in cui la stessa chiave è utilizzata sia per cifrare che per decifrare i dati, e quella asimmetrica, in cui sono coinvolte due chiavi diverse: una chiave pubblica e una chiave privata.

La crittografia svolge un ruolo cruciale nel garantire la sicurezza delle informazioni nell’era digitale e, nella pratica, chiunque la utilizza tutti i giorni. È grazie ad essa che si possono proteggere i dati sensibili da accessi non autorizzati che, di questi tempi, arrivano continuamente. 

Usi antichi della crittografia

La sua storia è lunga e affonda le sue radici in ambienti sociali e militari dove vigeva la necessità di proteggere le comunicazioni segrete e gli ordini. Questa esigenza ha condotto allo sviluppo di tecniche primitive ma efficaci di cifratura, tipo quella attribuita a Cesare. 

Questo metodo sarebbe stato utilizzato dal celebre oratore e politico durante le sue campagne militari. Prevedeva che ogni lettera del messaggio originale fosse sostituita con una lettera posta un numero fisso di posizioni in avanti nell’alfabeto. Questa tecnica, seppur elementare, forniva una protezione rudimentale ma efficace contro gli intrusi che non conoscevano la chiave di cifratura.

Un altro antico utilizzo della crittografia risale all’antico Egitto, dove sono state scoperte iscrizioni su monumenti che mostrano l’uso di geroglifici con valori simbolici e numerici per nascondere informazioni; tali metodi venivano spesso utilizzati per criptare nomi e titoli di faraoni al fine di conferire loro sacralità e un’aura di mistero.

Come viene usata oggi?

Oggi la crittografia è ampiamente utilizzata in numerosi contesti per garantire la sicurezza delle comunicazioni, la protezione dei dati e la privacy degli utenti. Nel mondo digitale, per esempio, uno dei suoi utilizzi più comuni è nelle comunicazioni online. 

Ci si riferisce soprattutto ai siti web o alle app che trattano informazioni sensibili, come password, dati finanziari o informazioni personali. I protocolli di sicurezza Internet, come HTTPS, Hypertext Transfer Protocol Secure, non a caso, la utilizzano per proteggere la connessione tra il browser di un utente e il server web, garantendo che le informazioni scambiate siano crittografate e al sicuro da accessi non autorizzati.

Un altro esempio è rappresentato dalle transazioni finanziarie online: i servizi di pagamento e le banche, oggi, sono obbligati a implementare protocolli di sicurezza basati sulla crittografia per proteggere gli utenti e prevenire frodi.

Perché non se ne può più fare a meno?

I sistemi di crittografia asimmetrica vengono spesso utilizzati proprio nelle sopra citate situazioni, dove una chiave pubblica è disponibile per tutti, mentre una chiave privata, nota solo al destinatario, viene utilizzata per decifrare le informazioni.

La crescente dipendenza da quest’arte è strettamente connessa all’ubiquità della tecnologia digitale e alla complessità delle minacce alla sicurezza informatica. 

Questa è un’era in cui comunicazione, transazioni finanziarie, shopping online e cittadinanze digitali continuano ad avvolgere la sfera pubblica e privata delle vite di tutti: per queste ragioni la crittografia è diventata un pilastro essenziale per garantire che queste operazioni avvengano in modo sicuro e che le informazioni sensibili siano protette da accessi non autorizzati.


Pubblicato

in

da