L’ospedale Johns Hopkins Hospital, a Baltimora nel Maryland, è una delle strutture maggiormente all’avanguardia per la ricerca medica negli Stati Uniti. Durante gli anni ’50, quando ancora l’America era un paese ufficialmente razzista, era uno dei pochi luoghi in cui le persone di colore potevano ricevere assistenza medica di alto livello, un privilegio riservato a pochi negli Stati Uniti federali. In questo contesto si sviluppa la storia di Henrietta Lacks, una donna di 31 anni originaria della Virginia.

La storia di Henrietta

Nel febbraio del 1951 la signora Lacks si presentò all’ospedale per una visita. Da diverso tempo lamentava dei sanguinamenti anomali anche durante il periodo non mestruale, e aveva notato un cambiamento morfologico all’interno del proprio corpo.

Lei e il marito avevano lasciato la Virginia, dove i loro antenati lavoravano da generazioni per la raccolta del tabacco, e si erano stabiliti a Baltimora durante la guerra, per cercare un futuro migliore per sé e per i cinque figli.

Poco dopo la nascita dell’ultimo figlio, Joe, Henrietta (o “Hennie” come la chiamava la sua famiglia) aveva iniziato a lamentare emorragie irregolari. Il dottor Howard Jones, il ginecologo che visitò la signora Lacks, scoprì una zona di crescita anomala sulla sua cervice uterina. Alla donna venne prelevato del tessuto e fu eseguita una biopsia presso il laboratorio del Dr. George Gey, che restituì una diagnosi drammatica:

Tumore maligno alla Cervice Uterina

Il trattamento del cancro negli anni ’50 era molto diverso da quello che è oggi: per cercare di distruggere le cellule cancerose, i medici inserirono delle capsule di radio intorno al collo dell’utero, un sistema che era considerato il miglior trattamento disponibile all’epoca.

Nonostante la signora Lacks si recasse regolarmente da Hopkins per le cure non rivelò immediatamente alla propria famiglia l’esito della diagnosi. Col passare del tempo divenne sempre più difficile nascondere il proprio dolore, e la povera Henrietta non riusciva a trattenere dei lamenti tipo:

Oh, Signore, oh, Signore, non riesco a trovare alcun sollievo! Gesù, aiutami, Gesù!

Le condizioni della Lacks peggiorarono, ma il dottor Gey notò un particolare anomalo nei tessuti della paziente. Solitamente le cellule delle altre persone morivano in modo rapidissimo, e il ricercatore non riusciva a studiarle.

Le cellule della signora Lacks si moltiplicavano a un ritmo mai visto

Sfortunatamente per la donna, questa anormalità significava che anche le cellule tumorali si moltiplicavano a una velocità molto superiore rispetto a quanto non riuscisse a ucciderle il radio. La fine di questa triste mutazione fu drammatica:

Henrietta Lacks morì 7 mesi dopo la diagnosi

La famiglia che la donna si lasciò alle spalle pianse la sua morte, ma le cellule di Henrietta continuarono a vivere diventando un’eccezionale risorsa per la ricerca medica.

Le cellule di Henrietta Lacks riproducevano un’intera generazione in sole 24 ore, e per questo sono dette naturalmente ‘immortalizzate’, possono cioè essere trasmesse in vitro senza morire. Hanno la particolarità di avere 82 cromosomi, molti di più rispetto alle cellule normali. Queste caratteristiche genetiche sono dovute al fatto che l’enzima Telomerasi è stato mutato dal virus del papilloma umano e ciò consente alle cellule di non invecchiare mai“. Fonte citazione: Wikipedia.

I medici soprannominarono le cellule “HeLa” (combinazione delle prime due lettere del nome e del cognome della Lacks). Dagli anni ’50 in poi sono state usate non solo per comprendere la crescita delle cellule tumorali, ma anche per conoscere meglio il genoma umano. Il dottor Gey inviò campioni delle cellule HeLa a moltissimi ricercatori in tutti gli Stati Uniti.

Jonas Salk le usò per creare il vaccino contro la poliomielite

Le cellule HeLa erano molto richieste dai ricercatori, e divennero oggetto di produzione di massa. Furono inviate a scienziati di tutto il mondo per ricerche sul cancro, sull’AIDS, sugli effetti delle radiazioni e delle sostanze tossiche, la mappatura del genoma e innumerevoli altri scopi scientifici.

 
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Le cellule HeLa furono le prime cellule umane clonate con successo nel 1955, e da allora sono state utilizzate per testare la sensibilità umana sulla colla, cosmetici e molti altri prodotti. Dagli anni ’50 si stima che siano state riprodotte tonnellate di cellule ed esistano quasi 11.000 brevetti che coinvolgono le cellule HeLa.

La polemica con la Famiglia della Signora Lacks

Durante i primi anni ’70, una parte di altre colture cellulari venne contaminata dalle cellule HeLa. I membri della famiglia di Henrietta Lacks ricevettero richieste di campioni di sangue dai ricercatori, al fine di differenziare tra le cellule HeLa dalle altre linee cellulari.

Allarmati e confusi, i familiari iniziarono a chiedersi perché ricevevano così tante chiamate per il prelievo di campioni di sangue. I familiari della signora Lacks iniziarono a comprendere cosa fosse successo, e molti si lamentarono che, mentre le cellule HeLa salvavano milioni di vite in tutto il mondo, i membri della sua famiglia non avevano neppure i soldi per l’assicurazione sanitaria.

Ad ogni modo, il prelievo dei tessuti negli anni ’50 non era regolamentato da alcuna legge tutelativa, e i familiari della donna non poterono che rassegnarsi alla diffusione delle cellule HeLa. Nel marzo del 2013 i ricercatori hanno pubblicato la sequenza del DNA del genoma di un ceppo di cellule HeLa. La famiglia Lacks ne venne a conoscenza grazie all’autrice Rebecca Skloot, che nel 2010 aveva pubblicato un libro dal titolo “The Immortal Life of Henrietta Lacks”, e ottenne un certo riconoscimento da parte del National Institutes of Health (NIH) sul diritto di regolare la diffusione della sequenza del DNA delle cellule HeLa. Due membri della famiglia sono stati inseriti nel comitato di sei membri che regola l’accesso ai dati della sequenza.

La signora Lacks, che con la sua unica particolarità ha contribuito a salvare milioni di esseri umani in tutto il mondo, ha ricevuto una cospicua serie di riconoscimenti postumi per il suo contributo alla scienza. Le sono stati intitolati edifici pubblici, convegni scientifici e persino un asteroide, il “359426 Lacks”.

Nel 2017 è uscito il film “The Immortal Life of Henrietta Lacks”, con protagoniste Oprah Winfrey e Rose Byrne, di cui sotto trovate il trailer:

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...