Perché Hamas ha attaccato Israele e cosa succede ora?

E’ appena cominciato un nuovo capitolo della guerra di Hamas contro Israele, e sono già morte più di 300 civili innocenti, da un lato e dall’altro. Non saprei come altro cominciare questo video perché è quel dato che più sconvolge, che più mi fa rabbia.

Ieri Sabato 7 ottobre il gruppo militare palestinese Hamas ha lanciato un attacco via terra, aria e mare a Israele, che ha causato almeno 300 morti, 1.800 feriti e 100 persone prese in ostaggio. Israele ha risposto immediatamente alla violenza, ha attaccato a propria volta con un raid aereo Gaza che ha provocato al minimo 256 morti e oltre 1.700 feriti, ma i numeri sono in crescita continua, gli attacchi sono in corso proprio in queste ore. Ovviamente i civili palestinesi e israeliani stanno scappando il più velocemente possibile dalla zona di confine della striscia di Gaza, solo che per i palestinesi non c’è modo di scappare lontano, sono confinati all’interno di quella striscia di terra che a nord ha il mar mediterraneo.

Questo attacco di Hamas a Israele è il più violento e organizzato degli ultimi decenni, che ha provocato l’immediata reazione degli israeliani, il richiamo in servizio dei riservisti e il probabilissimo scoppio di un conflitto armato che andrà avanti per molto tempo. Ora vediamo nel dettaglio come si è articolato l’attacco e poi spieghiamo la genesi, in poche parole, del conflitto Israelo-palestinese e della lotta per la striscia di Gaza.

Alle ore 06:30 di sabato 7 ottobre è iniziato l’attacco di Hamas verso Israele, con una batteria di missili partita da Gaza verso Israele, in tutto saranno oltre 5.000. Dopo la prima raffica un gruppo di truppe di terra di Hamas ha varcato il confine a Kerem Shalom, un checkpoint cruciale fra Israele e Gaza. In alcuni video pubblicati da Hamas si vedono i guerriglieri rompere le trincee e attaccare la base militare israeliana di confine. Nello stesso momento Hamas ha catturato la stazione di confine di Erez, nella parte nord della striscia di Gaza, e così ha ridotto al minimo la possibilità di Israele di difendersi immediatamente dagli attacchi con truppe di terra che passino attraverso queste zone di confine.

Alle 07:30 di sabato mattina i civili israeliani hanno iniziato a vedere gruppi di militari palestinesi in giro per le città e i paesi vicino alla striscia di Gaza come Nettiv Haasara, Sderot, Kibbutz Be’eri, Ofakim e molte altre. I guerriglieri palestinesi hanno iniziato a combattere contro le forze di polizia delle città israeliane e anche con i militari, che però sono stati presi alla sprovvista dall’attacco di Hamas.

Nei video che sono stati pubblicati online si vedono alcune ruspe di Hamas che hanno iniziato a distruggere le barriere di filo spinato che ingabbiano la striscia di Gaza, e sotto si sente il grido Allah Akbar, Dio è grande, che spiega in modo immediato la natura del conflitto, che di base rimane religioso, anche se è il blocco israeliano a muovere i palestinesi ma di questo ne parleremo fra pochissimo. Grazie alla distruzione del filo spinato stanno entrando in Israele moltissimi palestinesi, pronti a fare chissà cosa.

I miliziani palestinesi non si sono limitati ad attaccare ma hanno anche iniziato a prendere ostaggi vicino ai bordi della striscia di Gaza, portandoli poi a Gaza stessa con lo scopo di minacciare il governo israeliano. Ma Israele ha fatto tutto meno che fermarsi, e la rappresaglia militare è stata violentissima. Alcuni Jet hanno sorvolato la città di Gaza e hanno bombardato tre edifici al centro della città, facendoli crollare.

Hamas ha dichiarato che questi attacchi sono solo l’inizio di una lunga guerra, ma ha subito risposto il presidente israeliano Benjamin Netanyau, che in un messaggio ha detto che quella che li attende non è una stagione di guerriglia, ma di guerra vera e propria. Ha detto “Siamo in guerra e la vinceremo”.

Mentre sto registrando il video le notizie sono che carri armati israeliani stanno dirigendo verso la striscia di Gaza, e che gli scontri hanno già provocato altre decine di vittime, non vi cito dei numeri perché sarebbero comunque poco aggiornati, ma il sito Jerusalem Post sostiene che gli israeliani dispersi sarebbero almeno 750.

Da Hamas hanno fatto sapere che il loro attacco è stato sostenuto dall’Iran, ma ovviamente questa è un’affermazione tutta da confermare. Dal mondo occidentale si è subito alzato un cordoglio per le vittime israeliane, con la bandiera di Israele che è stata proiettata ieri a Roma e a New York.

Questo è solo l’ultimo atto di una guerra che dura ormai da decenni senza soluzione, nonostante appelli ripetuti mille volte, capi di stato cambiati e tentativi di mediazione, miseramente falliti. La striscia di Gaza è stata governata nei secoli dagli Ottomani, che lì hanno lasciato fra le altre cose la religione musulmana, che l’hanno persa dopo la prima guerra mondiale a favore dei britannici fino al 1948. Dopo è passata sotto il controllo egiziano, che l’ha tenuta fino al 1967 quando è stata presa da Israele, che ha tenuto il controllo con mezzi militari fino al 2005, quando ha forzatamente evacuato i cittadini israeliani ancora rimasti nella striscia e ha abbandonato l’area. Dal 2007 la striscia di Gaza è sotto il controllo dell’organizzazione di Hamas, che viene considerata terroristica da una pletora di nazioni occidentali ed è un’organizzazione politica e paramilitare palestinese islamista, sunnita e fondamentalista di estrema destra.

Ma perché Hamas ha attaccato Israele? Il motivo è il blocco navale e via terra che Israele impone alla Striscia di Gaza dal 2007. Israele controlla tutte le merci in entrata nella striscia, decide cosa fare arrivare ai palestinesi e cosa no. In pratica non governa direttamente Israele ma grazie all’azione militare è in grado di controllare tutto quel che si muove nella Striscia di Gaza, e la cosa naturalmente provoca problemi enormi ai quasi 2 milioni di residenti, che vivono anche grazie agli aiuti umanitari. Voglio condividere con voi una curiosità su Gaza City, la città vera e propria. La popolazione ammonta a quasi 600.000 persone di cui il 75% ha meno di 25 anni. In pratica è una città popolata di adolescenti, è facile capire perché sia necessaria una certa dose di coraggio per continuare ad abitarci.

Gli Israeliani dalla loro spiegano la necessità di controllo verso i palestinesi perché Gaza è controllata da Hamas, che ha vinto le elezioni, non è il classico golpe militare, e perché Hamas combatte una vera e propria jihād contro Israele, una guerra, che i suoi membri considereranno conclusa solo quando la Palestina sarà riconosciuta come stato e il territorio conteso riconquistato. Insomma è una matassa della quale trovare il capo è praticamente impossibile.


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