Gli anime sono ricchi di particolari curiosi e insoliti agli occhi di noi occidentali. Caratterizzati da una storia abbastanza recente, la cui data di nascita viene fatta risalire alla messa in onda di AstroBoy, il 1° Gennaio del 1963, il genere si è diversificato e suddiviso in centinaia di derivazioni, le cui ultime e più famose sono gli anime destinati ad un pubblico adulto, cresciuto a pane, Pokemon e Robottoni.

Sotto, un fotogramma dalla serie Neon Genesis Evangelion:

Il Tumblr “Power Lines in Anime” è stato dedicato ad uno dei particolari più curiosi dei film giapponesi: l’onnipresenza delle linee elettriche aeree in moltissime serie. Il particolare può sembrare irrilevante ma, naturalmente, non lo è affatto. Diversi disegnatori, animatori, registi e tutti gli addetti alla produzione hanno pensato ad un particolare come i pali delle linee elettriche e i loro fili, disegnandoli in moltissime scene.

Sono particolari che non contribuiscono alla costruzione della storia. Non hanno uno ruolo o un significato, ma qualcuno ha pensato di scattare una fotografia e li ha riprodotti

La loro presenza ricorrente potrebbe indicare un significato profondo. Marc Steinberg, studioso di Cinema presso la Concordia University di Montreal, autore del volume “Anime’s Media Mix”, ha studiato a lungo gli anime giapponesi, tanto da essersi fatto un’idea precisa proprio di questo particolare. Afferma: “Penso che sia fondamentalmente un fenomeno post-Neon Genesis Evangelion. Una delle peculiarità [della serie] oltre alla trama, è che si concentrava sugli oggetti nella vita di tutti i giorni in un modo che gli anime prima non facevano. Cabine telefoniche, colpi di porte, incroci di treni, automobili e biciclette. Cose che erano associate alla vita di tutti i giorni in Giappone in quel momento storico“. In quell’anime specifico, Steinberg afferma che le linee elettriche sono specificatamente evidenziate come connessione visiva al tema dell’energia che attraversa la serie, legata ai robot giganti guidati da esseri umani.

Sotto, lo splendido spezzone “Tokyo III si sveglia”, tratto dall’Anime Neon Genesis Evangelion:

Chi ha guardato le serie precedenti, risalenti agli anni ’80, ricorda comunque la presenza costante, durante le animazioni, di elementi come pali della luce e treni, una costante vera e propria della civiltà nipponica.

Sotto, la vecchia sede della Gainax, produttrice di Neon Genesis Evangelion, a Koganei, Tokyo, dove si notano le numerose linee elettriche – Fotografia di Marcus Tièschky condivisa con licenza CCC BY-SA 3.0 via Wikipedia:

La tendenza a rappresentare l’effettiva realtà giapponese non si è fermata alla serie di Evangelion, ma è aumentata col passare degli anni, ed un altro caposaldo per pali e reti elettriche fu “Serial Experiment Lain”, del 1998. La serie, ambientata in un un mondo simile a Matrix dove realtà e rete internet collimano, faceva largo impiego di pali, fili e elettrici e telefonici per ambientare al meglio la trama distopica. Probabilmente è l’anime delle linee elettriche per eccellenza, anche se assolutamente non l’unico che ne faccia ampio uso.

Un video delle linee di Serial Experiment Lain:

Sotto, un’immagine promozionale di Serial Experiments Lain:

Una spiegazione aggiuntiva alla raffigurazione di tante linee elettriche è quella che, nella realtà, una megalopoli gigantesca come Tokyo è invasa dalle linee che trasportano elettricità e connessioni telefoniche. Rispetto all’Europa o agli Stati Uniti, dove moltissime linee sono state interrate nel tempo, la capitale del Giappone è invece ancora connessa mediante linee elettriche aeree.

Sotto, un fotogramma da iDOLM@STER Side M:

Queste ultime e la particolare attenzione dei nipponici alle linee ferroviarie, una costante sin dagli anime anni ’70 che venivano trasmessi anche nelle televisioni italiane, ci restituisce uno spaccato del Giappone dell’epoca in cui sono ambientati le diverse serie, compresa anche una di grandissimo successo come “One Punch Man”, di recente produzione. Le linee elettriche negli anime sono quasi un documento storico della nostra epoca, una testimonianza della rete di distribuzione elettrica dell’uomo nel XX e XXI secolo.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...