Una delle definizioni di Hollywood più ricordate è quella di Marilyn Monroe, che disse:

Hollywood è il posto dove ti pagano mille dollari per un bacio e cinquanta centesimi per la tua anima

Lo scrittore preferito di Charles Bukowski, John Fante, condivideva un’opinione simile a Marilyn Monroe: “Hollywood è un brutto posto. Uccide gli scrittori. Muoiono giovani e in modo violento“. E la morte di Peg Entwistle, una giovane attrice nata nella piccola città di Port Talbot, nel Galles, fu fra le “scintille” alla base dell’elaborazione di questi cinici assunti.

Hollywoodland

Nel 1923 Harry Chandler, un uomo d’affari, pagò l’allora notevole cifra di 21.000 dollari per un cartello eretto su Mount Lee con la scritta “Hollywoodland” (diventerà solo Hollywood nel 1949). Il motivo della colossale insegna era quello di promuovere i nuovi investimenti nel settore immobiliare nella zona. Probabilmente non avrebbe immaginato che la scritta sarebbe divenuta una dei simboli più riconosciuti della ricchezza dell’industria del cinema americana.

Un anno dopo la costruzione dell’insegna, una giovane ragazza di nome Millicent Lilian “Peg” Entwistle fu accettata alla Henry Jewett School of Acting al Boston Repertory Theatre, una delle prime scuole di teatro professionali americane. Da bambina, Peg aveva vissuto a West Kensington, a Londra, con suo padre Robert Symes Entwistle. Gli archivi di famiglia indicano che la figlia venne affidata al padre dopo il divorzio dalla moglie per la presunta “pazzia” o “cattiveria” di quest’ultima. Dopo aver recitato per diversi anni a Londra, Robert Entwistle decise di cercar fortuna in America, passando per la celebre Ellis Island. Fra il 1912 e il 1913 il padre trovò rapidamente un impiego a Broadway, e Peg si innamorò della recitazione.

Sotto, Peg Entwistle nella produzione “Just to Remind You”:

Nel Dicembre del 1922 Robert Entwistle venne ucciso da un automobilista, e Peg e i fratelli vennero affidati a uno zio, l’attore e manager teatrale Walter Hampden, nel mentre giunto a New York. Nel 1925, la ragazza diciassettenne si trovò a studiare a Boston, nel gruppo di Henry Jewett Players, sotto la guida di Blanche Yurka, una star di Broadway che aveva già recitato in 37 film.

Sotto, Walter Hampden, zio di Peg:

Nel 1925 fu protagonista del dramma “The Wild Duck”, del quale si dice addirittura fu vista da Bette Davis che disse alla madre: “Voglio essere esattamente come Peg Entwistle“. L’anno seguente, appena diciottenne, Peg si trasferì alla New York Theatre Guild e divenne una delle attrice favorite dal pubblico e dalla critica.

Sotto, Peg Entwistle in “The Wild Duck”:

Nell’aprile del 1927 la Entwistle sposò l’attore Robert Keith, dal quale divorziò nel maggio del 1929. Oltre le accuse di crudeltà domestica, dichiarò che il marito le aveva nascosto un primo matrimonio e un figlio, un bambino di sei anni di nome Brian, che in seguito divenne a propria volta attore.

Sotto, l’attore Robert Keith:

Dopo una serie di performance teatrali, nel 1932 a causa delle magre condizioni economiche del teatro seguenti alla Grande Depressione, Peg decise di trasferirsi a Hollywood. Qui proseguì la carriera in teatro, dove ottenne recensioni favorevoli, per poi fare il salto al grande schermo.

Peg ottenne la sua prima (e unica) parte come Hazel Clay ​​in Thirteen Women, un thriller psicologico basato sul destino e sulla vendetta di una giovane donna vittima di bullismo.

Peg Entwistle non lesse mai le recensioni alla sua prima prova al Cinema

Un mese prima della proiezione, il 16 Settembre 1932 a soli 24 anni, prese una drammatica decisione, di cui rimangono oscure le ragioni. La nota che lasciò all’interno della borsetta è enigmatica:

Temo di essere una vigliacca. Mi dispiace per tutto. Se avessi fatto questa cosa molto tempo fa, avrei risparmiato un sacco di dolore. P.E.

Due giorni dopo, il 18 settembre 1932, una donna stava camminando sotto l’insegna di Hollywoodland, quando trovò una scarpa, una borsa e una giacca da donna che, a sua insaputa, appartenevano alla Entwistle. Aprì la borsetta e trovò la lettera del suicidio, dopo di che guardò giù dalla montagna e vide il corpo. Senza proseguire oltre, la donna si recò alla polizia.

Sotto, Peg Entwistle:

Più tardi, un detective e due agenti trovarono il cadavere sotto al cartello. La Entwistle rimase non identificata (curioso, per un’attrice teatrale) finché suo zio, con il quale viveva nella zona di Beachwood Canyon, identificò i resti. Egli affermò che venerdì, 16 settembre, Peg gli aveva detto che stava andando a fare una passeggiata per vedere alcuni amici. La polizia ipotizzò che invece si fosse diretta proprio sul pendio meridionale di Mount Lee, ai piedi del cartello Hollywoodland, sul quale salì sulla lettera “H” e si gettò nel vuoto. Il medico legale che eseguì l’autopsia affermò che la morte fu dovuta a “fratture multiple del bacino”.

Ironia della sorte, è stata la sua morte a renderla famosa in tutto il mondo. Da quel giorno si rincorrono le storie di un fantasma che perseguita l’insegna che si rifiuta di lasciare Hollywood.

Le cause del suicidio di Peg Entwistle rimangono sconosciute, anche se le frasi di Marilyn Monroe e John Fante danno una spiegazione “generale” spesso valida in casi simili

Nel 2014 un centinaio di persone si sono radunate nel parcheggio del Beachwood Market di Hollywood per guardare una versione restaurata di Thirteen Women, proiettata su un grande schermo. I proventi dell’iniziativa sono stati devoluti alla fondazione americana per la prevenzione dei suicidi a nome di Peg Entwistle.

Categorie: Cinema

Matteo Rubboli

Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...