Pars è un interessante progetto iraniano che coinvolge i droni e la loro capacità di volare ad alta velocità verso dei punti specifici. In questo caso il drone diventa un vero e proprio bagnino portando dei salvagente alle persone in acqua, consegnando con una rapidità impressionante un primo punto di appoggio all’individuo in difficoltà. L’azienda a capo del progetto è la RTS Labs di Teheran, che ha pensato il PARS come un drone ad otto rotori in grado di consegnare sino a tre salvagente per volta, sganciandoli vicino alla persona in mare. Il vantaggio operativo di questa soluzione è la velocità con la quale si può dare un primo aiuto, riducendo, su una distanza di 250 metri da riva, il tempo di raggiungimento dell’uomo da 1 minuto e 31 secondi impiegati dal bagnino a nuoto sino a 22 secondi.

Pars-drone-bagnino

Gli sviluppi di un’idea del genere sono molteplici e possono avvalersi non solo di un operatore che comanda il drone ma anche di una flotta di piccoli octacotteri volanti in grado di muoversi sino ad un punto GPS impostato da terra e sganciare in seguito i salvagente. Potrebbe essere un modo molto rapido per fornire soccorsi a navi che siano affondate oppure ad altre situazioni in cui un uomo si trovi in mare e non abbia alcun punto di appoggio se non la propria forza motoria. L’obiettivo dell’azienda iraniana è internazionalizzare il progetto e renderlo commerciabile ovunque.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...