Palazzo Gangi: nella Palermo Antica il magnifico scenario de “Il Gattopardo”

Nel cuore del centro storico di Palermo, in Piazza Croce dei Vespri, si erge maestoso Palazzo Valguarnera Gangi, perla viva del tardo barocco palermitano. Eredità dell’antica aristocrazia siciliana, la storia del regale edificio ha inizio  tra il 1749 e il 1759 per volontà del Principe Pietro Valguarnera, allora desideroso di portare lustro e gloria alla propria casata.

Moltissimi furono gli artisti siciliani che si adoperarono per la realizzazione della preziosa opera; tra questi il geniale architetto trapanese Andrea Gigante, innumerevoli artisti tra cui l’Interguglielmi, il Serenario, il Fumagalli, il Velasco, il Marabitti e ancora pittori, indoratori e intagliatori.

Palazzo Valguarnera rappresenta oggi una delle residenze private di maggiore bellezza e prestigio della città. Le sue maestose sale hanno accolto negli anni molteplici personalità di spicco, come la regina Elisabetta, Edoardo VII e Richard Wagner.

Ma questo capolavoro barocco, sublimato dagli eleganti lampadari di Murano, incorniciato da cristalli, in un tripudio di affreschi mitologici, sulle cui sale e porte si riversa e spicca maestoso l’oro, è oggi noto soprattutto per la sua apparizione nel celebre film, vincitore della Palma d’oro, “Il Gattopardo” diretto nel 1963 da Luchino Visconti.

Gattopardo scena

Il Colossal di inestimabile bellezza, consacra in questi luoghi una delle scene più famose del film. È in questo magnifico palazzo che difatti Luchino Visconti decide di girare l’indimenticabile “scena del ballo”, che vede tra i protagonisti: Burt Lancaster, Alain Delon e Claudia Cardinale.

Gattopardo-scena-del-ballo-

Il futuro di questo gioiello incastonato nel centro della Palermo antica resta oggi in mano ai possibili interventi Istituzionali. Il Palazzo settecentesco è stato sottoposto negli anni ad impegnativi e costosi interventi di restauro e manutenzione ma, pur mantenendo intatta tutta la sua bellezza e il suo prestigio, rischia oggi la vendita. Una perdita che si sommerebbe alle già molte delusioni che affliggono chi ama questa terra.

E come Giuseppe Tomasi di Lampedusa disse in una delle bellissime pagine del suo libro “Il Gattopardo” (da cui fu poi tratto il film di Luchino Visconti):

Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi

E ancora:

“In Sicilia non importa far male o far bene: il peccato che noi siciliani non perdoniamo mai è semplicemente quello di “fare”. Siamo vecchi, Chevalley, vecchissimi. Sono venticinque secoli almeno che portiamo sulle spalle il peso di magnifiche civiltà eterogenee, tutte venute da fuori già complete e perfezionate, nessuna germogliata da noi stessi, nessuna a cui abbiamo dato il “la”; noi siamo dei bianchi quanto lo è lei, Chevalley, e quanto la regina d’Inghilterra; eppure da duemilacinquecento anni siamo colonia. Non lo dico per lagnarmi: è in gran parte colpa nostra; ma siamo stanchi e svuotati lo stesso”.

Per quanto concerne le possibilità di visitare l’antico Palazzo, trattandosi di una dimora tuttora privata, le visite sono sottoposte ad alcune regole tra le quali: prenotazione telefonica e la formazione di gruppi non inferiori alle 20 persone per ogni visita.

Riferimenti per le prenotazioni: Piazza Croce dei Vespri, 6 – tel. 091 616 2718 e mail: palazzogangi@hotmail.com

Giada Costanzo

Appassionata di arte, letteratura, cinema e fotografia, esprimo la mia creatività fra pittura, design e produzione di abiti. Amo le “antichità” sotto ogni forma e sfaccettatura. Ricerco le storie dimenticate della gente più comune e ammiro l’umanità che è nella persone più semplici.