La Ouija è una semplice tavoletta in legno o plastica composta di lettere, numeri e un indicatore. Nella sua forma attuale fu inventata da un avvocato a metà dell’800, in piena epoca Vittoriana, e poi commercializzata alcuni decenni dopo. La storia della tavoletta inizia in realtà molto prima. Già nell’antica Grecia e nella Cina del 1100 si ricorreva all’uso di tavolette con delle lettere scritte sopra per avere risposte dall’aldilà, ma il loro impiego era tutto fuorché legato a mistiche sedute spiritiche.

Più di recente, le tavole Oujia per i cristiani hanno spesso rappresentato uno strumento del demonio, e non si contano i roghi di Ouija nel corso degli ultimi secoli

ouija-tavoletta

Com’è possibile che una tavoletta di legno abbia ottenuto un successo di questo tipo?

La Ouija ha una lunga storia, decisamente insolita per un gioco da tavolo. Fu commercializzata per la prima volta da un uomo d’affari di nome Elijah Bond nel 1890, semplicemente presentata come un “gioco di società”. Veniva promossa con slogan come la “meravigliosa tavoletta parlante” o “divertimento e svago perenne per tutte le classi“. In realtà era già da qualche tempo che tavolette come la Ouija giravano fra circoli di spiritisti, principalmente a causa del desiderio della gente dell’epoca di parlare con i propri cari morti in battaglia, ad esempio con i morti della Guerra di Secessione.

Le varianti della Ouija:

Vintage-ouija-boards

Sotto, il video racconto dell’articolo sul canale Youtube di Vanilla Magazine:

La sua terribile reputazione iniziò diversi anni dopo la prima commercializzazione, quando fu utilizzata dagli spiritisti e specialisti dell’occulto, che utilizzarono la Ouija come strumento di divinazione. William Fuld, dipendente della prima ditta che l’aveva commercializzata, acquistò i diritti sulla produzione del gioco nel 1901 e la chiamò Ouija, sostenendo fosse stata la tavoletta stessa a suggerirgli il nome.

Come è però facile notare, Oui e Ja sono le parole in francese e tedesco che indicano “Si”

Fuld riuscì a mettere a frutto il brevetto e divenne ricchissimo intorno al 1920, quando la Ouija divenne estremamente popolare. L’affarista sostenne che si consultava spesso con la tavoletta, e che questa gli suggerì di “prepararsi per grandi imprese”. L’uomo aprì allora un fabbrica, nella quale morì in circostanze poco chiare nel 1927, ufficialmente perché cadde dal tetto del suo stesso edificio.

La famiglia di Fuld mantenne la produzione del gioco attiva sino al 1966, quando decise di vendere ogni diritto alla Parker Brothers. La Parker Brothers fu a sua volta venduta alla Hasbro nel 1991, che da allora commercializza le tavolette per appassionati di spirismo.

Anche se è stata spesso descritta come una beffa o una truffa, la Ouija riesce a generare un senso di mistico stupore in moltissimi utilizzatori, in tutto il mondo. Naturalmente dovrebbe trattarsi soltanto di un gioco, che invoca gli spiriti quasi “per scherzo”, ma fra tutti gli aneddoti, veri o inventati, ne possiamo ricordare uno in particolare.

Gli scritti di Pearl Curran e Patience Worth

Pearl-Curran

Nel corso dei decenni di utilizzo della tavoletta strane storie sulla Ouija hanno popolato i discorsi degli adolescenti e dei credenti, evocando un condiviso senso di paura. Una storia decisamente particolare è quella della casalinga e spiritista di St. Louis Pearl Curran, che sostenne di parlare con uno spirito di nome Patience Worth. La defunta affermò di essere morta nel XVII secolo e di aver “attraversato il mare”. La Curran scrisse una serie di romanzi e poesie che affermò essere dettati direttamente dallo spirito, fino al 1937, quando Patience predisse la sua improvvisa morte per polmonite il 4 dicembre dello stesso anno.

Pearl Lenore Curran morì davvero il 4 Dicembre del 1937 all’età di 50 anni

Su Amazon è disponibile The Patience of Pearl, con gli scritti e la storia della spiritista statunitense.

Oggi sono disponibili moltissime varianti della tavoletta:

La classica:

Ouija

La versione di Hasbro Odierna:

Ouja-2

Anche se oggi è un prodotto commercializzato da una sterile multinazionale, la Ouija ha origini lontane e di sicuro interesse per appassionati di spiritismo.

Qual è il fenomeno che fa davvero credere alle persone di comunicare con gli spiriti?

Numerosi scienziati sono convinti che alla base di tutto vi sia un fenomeno chiamato “Risposta Ideomotoria”, ovvero dei piccolissimi movimenti inconsci del nostro corpo che ne generano altri macroscopici. Un esempio per capire il fenomeno è pensare di realizzare un pendolo di Chevreul. Disegnando su un foglio di carta un piano cartesiano con un cerchio a metà dei suoi assi, si stabilisce che un movimento in senso orario corrisponda alla risposta affermativa mentre il movimento in senso antiorario la risposta negativa.

Quindi si prende un filo e un peso, un grave si direbbe in linguaggio ingegneristico, e lo si tiene in mano chiedendo la risposta a qualsiasi cosa. Per stare in tema di attualità si può chiedere: “La pandemia di Coronavirus finirà entro il 2021?”.

Il movimento del pendolo, per quanto ci si sforzi di tenerlo immobile, prima o poi inizierà a suggerire una risposta affermativa o negativa. Quello che abbiamo appena sperimentato è il Pendolo di Chevreul e un movimento Ideomotorio, cioè causato dall’idea di risposta associata a un movimento impercettibile del corpo.

La Ouija, secondo molti, funziona secondo lo stesso principio.

Per scoprire di più riguardo la tavoletta e l’uomo che la rese famosa, William Fuld, è stato creato un sito web dallo storico Robert Murch che descrive, nei dettagli, tutto il lavoro del primo industriale che la commercializzò.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...