Otto Rahn: il mistero dell’Esploratore e Medievista Agente delle SS

Otto Wilhelm Rahn fu un esploratore tedesco, medievista e, nell’ultimo periodo della sua vita, ufficiale delle SS. La sua figura, a metà fra il mito e la realtà, ispirò la trama di Indiana Jones, la saga creata da George Lucas che rese famosa la figura dell’Archeologo/Avventuriero in tutto il mondo. Rahn fu un personaggio assai atipico dello scenario nazista pre-bellico, e pagò con la vita la propria diversità.

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Nacque nel 1904 a Michelstadt, in Assia, e frequentò l’Università di Giessen, in Germania, dove fu allievo del Barone von Gall che ne influenzò gli studi, già intrapresi in giovane età, sul Santo Graal, le leggende di Parsifal e i Nibelunghi. Il professore lo spinse ad approfondire, in modo particolare, le sue ricerche sui Catari e sul massacro di Montségur, dove furono giustiziati 222 adepti alla religione Catara dai cattolici delle terza Crociata.

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Egli viaggiò senza risorse nella regione Pirenaica durante il 1931, e ottenne il supporto dello storico e appassionato dell’occulto francese Antonin Gadal, il quale dedicò la sua esistenza allo studio della spiritualità, alle credenze e alle ideologie degli adepti alla religione Catara.

Rahn era sicuro che fra il Parsifal di Wolfram von Eschenbach e i Catari ci fossero dei fortissimi legami, e pensava di trovare le risposte nei pressi della fortezza di Montségur. Qui trovò appoggio economico e una tutrice, Myrianne de Pujol-Murat, che finanziò le sue ricerche e gli consentì di esplorare, insieme all’amico Paul Ladame, le grotte e i dintorni di Ussat-les-Bains, sui Pirenei.

Otto-Rahn

Rahn credeva fosse possibile che i Catari, che secondo la leggenda custodivano il Santo Graal nel loro castello di Montsegur, fossero i discendenti dei Druidi convertiti al Manicheismo Gnostico. I Druidi, in Gran Bretagna, furono i precursori della Chiesa celtica cristiana. Lo studioso osservò come la cultura della roccaforte catara medievale di Languedoc fosse assai simile a quella degli antichi Druidi, e che i loro sacerdoti fossero assimilabili ai Parfaits catari. (citazione di M. Sabeheddin)

Sotto, la Fortezza di Montségur:

Castello-Catari-Montsegur

Dopo due anni di ricerca, Rahn pubblicò il suo capolavoro del 1933 “Kreuzzug gegen den Gral” (Crociata contro il Graal), dove sostenne la teoria della connessione tra Montségur, i Catari e il Santo Graal. Nel 1937 pubblicò un ulteriore libro sull’argomento “Luzifers Hofgesind, eine Reise zu den guten Geistern Europas (Alla Corte di Lucifero. I Catari guardiani del Graal), scritto grazie ai finanziamenti ricevuti dal capo delle SS in persona, Heinrich Himmler, fervente appassionato di occulto che era rimasto estasiato dal primo lavoro di Rahn.

Himmler aveva avviato già all’inizio degli anni ’30 una serie di ricerche nel sud della Francia, condotte da Rahn, che divenne sottufficiale delle SS per poi esser elevato di grado, nel 1936, sino al ruolo di Unterscharführer. Rahn viaggiò quindi in Germania, Italia, Islanda e Francia, formalmente alla ricerca del Santo Graal e altri tesori/reliquie che legittimassero il ruolo del Terzo Reich come guida dell’Europa.

Crociata-contro-il-Graal

La sua adesione alle SS probabilmente fu frutto del caso o della non completa coscienza di quello cui il corpo speciale era destinato. Rahn stesso affermò:

Un uomo deve mangiare. Cosa avrei dovuto fare? Buttare giù Himmler?

Corte-Lucifero

La sua adesione alle SS non fu duratura per una serie di ragioni. In primis perché Rahn era dichiaratamente omosessuale, aveva amici che si opponevano strenuamente ai nazisti e non aveva nessuna intenzione di perseguitare gli Ebrei.

Nel 1937 venne assegnato come guardia a Dachau, ma due anni dopo decise di lasciare le SS, con una lettera di congedo indirizzata direttamente al capo di stato maggiore di Himmler. La giustizia nazista fu come sempre spietata e lo raggiunse in Austria, dove la Gestapo gli offrì di suicidarsi per salvare il proprio onore. Il 13 Marzo del 1939 venne trovato morto assiderato vicino a Söll (Kufstein, Tirolo) in Austria. La morte venne etichettata come suicidio per ipotermia, ma ovviamente i dubbi sulla volontarietà del gesto sono ben più che fondati.

Perché Otto Rahn fu ucciso (o costretto a uccidersi)?

Della storia di Otto Rahn rimangono oscuri moltissimi punti, che probabilmente non saranno mai chiariti, ma alcuni sono certamente stati spiegati da Paul Ladame, l’amico che lo accompagnò nelle sue ricerche nelle grotte sui Pirenei e che fu duramente interrogato dalle SS per scoprire di più sulla personalità del ricercatore.

Ladame tracciò un profilo di Rahn completamente diverso dal tipico Nazista: di ampie vedute e di vasta cultura, omosessuale e per nulla interessato a persecuzioni o imposizioni di potere. Rahn cercava il Graal perché credeva che, grazie al ritrovamento del tesoro dei Catari, l’Europa potesse essere unificata sotto l’egida di una religione tollerante e onnicomprensiva, nella quale tutti i popoli europei avrebbero potuto riconoscersi.

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Se Himmler in principio aveva voluto assicurarsi i servigi del ricercatore, verso l’inizio del 1939 decise, probabilmente di persona, che l’onta del congedo non poteva essere tollerata, per giunta da un omosessuale dichiarato. Oppure, Rahn fu ucciso perché aveva indagato troppo a lungo e troppo a fondo nei misteri occulti del Catarismo e delle leggende Europee, e forse aveva scoperto qualcosa, come ebbe lui stesso ad affermare in una lettera a Karl Maria Wiligut, noto con lo pseudonimo di Weisthor, qualcosa in grado di rivoluzionare l’intera storia d’Europa.

Nelle sue ultime lettere parla di luoghi “riservatissimi” e di ricerche di cui “poter discutere solo a voce”, ricerche finalizzate alla redazione del suo ultimo libro “Montsalvat e Golgotha“, che non riuscì mai a pubblicare. Di Rahn e della sua storia rimangono, probabilmente, più enigmi che misteri risolti…

Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...