O.T.M.A.: Olga, Tatiana, Maria e Anastasia Granduchesse di Russia

Le quattro granduchesse di Russia, Olga, Tatiana, Maria e Anastasia, erano note come le O.T.M.A. l’acronimo con le iniziali dei loro nomi, tutti le conoscono più per la loro morte che per la loro breve vita e sono sicuramente le vittime dell’eccidio della famiglia Romanov che più muovono a compassione.

La morte, per assurdo, le ha rese immortali

Si pensa sempre solo all’offerta, poi ritirata, di Giorgio V del Regno Unito di accogliere la famiglia di Nicola, ma in verità nessuno in Inghilterra voleva la famiglia imperiale. Si era ancora in guerra, la rivoluzione russa stava facendo risvegliare in molte nazioni i sentimenti comunisti, accogliere lo zar e famiglia avrebbe potuto causare disordini e contestazioni alle corone. Neppure gli strettissimi rapporti di parentela con molti sovrani, non solo inglesi, bastarono a far considerare l’asilo allo zar.

Perché non si cercò di salvare almeno le ragazze mandandole via, finché in tempo, con la nonna e le zie? E perché Lenin ordinò di ucciderle?

La legge di successione russa ammetteva quella femminile solo in caso di estinzione di eredi maschi. Per quanto questi fossero stati largamente sfoltiti con le esecuzioni, ce n’erano ancora e se il trono per le granduchesse era teoricamente possibile, non lo era nella pratica. Si arrivò a sterminare tutta la famiglia, senza alcuna pietà.

Neppure durante la Rivoluzione Francese si era arrivati a uccidere a sangue freddo i figli di re Luigi XVI

Olga era nata il 15 novembre 1895 e a distanza di due anni ciascuna arrivarono Tatiana il 10 giugno 1897, Maria il 26 giugno 1899 e Anastasia il 18 giugno 1901.

Con la nascita delle prime due la madre era ancora fiduciosa nell’arrivo del maschio, ma con l’arrivo di altre due femmine e con gli anni che passavano Alexandra precipitava nel vortice della depressione dell’incapacità di dare l’erede maschio al trono. Si rifugiava sempre più nella preghiera e nelle visite ai santuari per chiedere la grazia di un maschio, e quando finalmente arrivò Alessio, nel 1904, la gioia e il sollievo furono spazzati via dalla malattia della quale lei stessa era responsabile, quell’emofilia trasmessale dalla Regina Vittoria del Regno Unito. Fu il crollo definitivo per la zarina. Lo stesso Nicola prese molto male la nascita della quarta figlia.

Alexandra non aveva un carattere facile, chiusa e timida, severa, bigotta e moralista, profondamente religiosa, assolutamente inadatta alla corte russa che odiava ritenendola licenziosa e corrotta, peraltro perfettamente ricambiata, si isolava sempre più, isolando anche le figlie.

Le ragazze venivano chiamate ‘la coppia grande’ e ‘la coppia piccola’, ogni coppia divideva la stanza, gli abiti e gli accessori.

Da bambine vennero allevate molto severamente, lettini da campo, bagni freddi, la servitù le chiamava per nome, senza titoli o inchini. Vivere nella reggia di Csarkoe Selo le teneva lontane dalla vita di città, poche le occasione mondane o compagnie che non fossero cugini e parenti in visita.

La regina Maria di Romania ricordava che erano allegre e spontanee quando non era presente la madre, ma se c’era Alexandra di trasformavano, a ogni parola controllavano con gli occhi se c’erano segni di disapprovazione nello sguardo della zarina.

La Coppia Grande

Olga e Tatiana, la coppia grande, erano molto diverse. Olga veniva giudicata la meno bella, con il viso molto largo e il naso schiacciato, Tatiana invece era considerata la più bella, alta e slanciata come la madre, unica ad avere i capelli scuri, ma con gli occhi azzurri, come tutte le altre.

Anche caratterialmente erano molto diverse, Olga era più arrogante e altezzosa, spesso irascibile e disubbidiente, era considerata la più intelligente. Veniva sempre ripresa dalla madre, con la quale non aveva un buon rapporto, per il suo comportamento rude e poco consono ad una granduchessa. Si definiva “il cosacco senza cavallo”. Ottimo invece il suo rapporto con il padre Nicola, molto più semplice e spontaneo della madre, Olga aveva una vera adorazione per lui.

Tatiana era molto più dolce, timida e riservata, ed era la figlia sicuramente più amata da Alexandra, l’unica che la capiva e la consolava. Religiosissima, leggeva sempre la Bibbia, quanto allo studio invece era meno portata di Olga, pur impegnandosi. Amava la moda, essere sempre elegante, e mentre Olga leggeva quotidiani, si interessava di politica e della situazione russa ed era forse forse la più disillusa circa il futuro, Tatiana preferiva leggere riviste di moda ed era più superficiale. Su Tatiana però si poteva fare affidamento, veniva chiamata ‘la governante’, sempre pronta ad assistere le sorelle, e poi il fratello, a dare una mano in casa e a organizzare gli impegni. Grazie alla sua dolcezza, se una delle sorelle doveva chiedere qualcosa ai genitori, veniva sempre mandata avanti Tatiana.

Durante la prima guerra mondiale Alexandra e le figlie maggiori Olga e Tatiana, dopo aver frequentato un corso per infermiere, si occuparono dell’ospedale militare allestito a Csarkoe Selo, ma Olga non riuscì a sostenere lo stress della visione di uomini straziati, e dovette lasciare l’incarico dopo un crollo nervoso, venendo trasferita presso un ufficio mentre Tatiana continuava instancabilmente a curare i soldati.

Le due ragazze, arrivate in età da marito, ottennero dal padre la promessa che si sarebbero sposate solo con un uomo a loro gradito. I possibili candidati stranieri di Olga, i principi Carlo di Romania e il principe di Galles Edoardo, vennero subito scartati perché lei non voleva sposarsi fuori dalla Russia. Il candidato russo Granduca Dimitri, cugino dello zar, si defilò per la presenza e l’influenza di Rasputin, che odiava, tanto che fu tra i protagonisti della sua uccisione ad essere condannato all’esilio. Una forte simpatia di Olga per Pavel Voronov, ufficiale sullo yacht Štandart, venne stroncata sul nascere per la differenza dello stato sociale.

Tatiana invece, dopo le simpatie giovanili per alcuni soldati ricoverati, si scriveva regolarmente con Alessandro di Serbia. Il re Pietro di Serbia aveva adocchiato le due granduchesse più grandi quali possibili candidate per il figlio. Se Olga non lo aveva neppure preso in considerazione, con Tatiana era nata un’amicizia. Nicola non era contrario, ma doveva decidere Tatiana e tutto venne rimandato a dopo la guerra. Purtroppo per i due ragazzi non ci fu mai un “dopo la guerra”, e si dice che Alessandro sia rimasto emotivamente distrutto nell’apprendere della morte di Tatiana.

La Coppia Piccola

La ‘coppia piccola’ era composta da Maria e Anastasia. Maria contendeva a Tatiana il ‘pomo’ della più bella. Aveva incredibili grandi occhi azzurri, che venivano chiamati ‘i piattini di Maria’ e un viso da ‘angelo del Botticelli’. Non aveva però la figura alta e slanciata di Tatiana, anzi da piccola era decisamente grassa, come del resto Anastasia, che era tozza e con le gambe corte.

Maria era dolce e gentile ma molto pigra, era davvero amabile come carattere tanto che le sorelle l’avevano soprannominata ‘il cagnolino grasso’, sempre dietro a loro e sempre buona.

Anastasia era l’opposto, scavezzacollo, sempre vivace e allegra, era quella che totalizzava il maggior numero di punizioni, arrivava ad essere cattiva nei suoi scherzi come nascondere le pietre dentro le palle di neve o fare lo sgambetto a chi passava, ma alla fine era sempre la dolce Maria a scusarsi per la sorella.

Entrambe, pur così diverse, avevano un punto in comune:

L’assoluto disinteresse per lo studio

Durante la guerra visitavano l’ospedale, troppo giovani per curare, potevano però intrattenere e distrarre i soldati giocando a dama con loro. Erano anche troppo giovani per pensare al matrimonio, ma non per le innocenti cotte adolescenziali.

Maria colpì Louis Mountbatten che la conobbe nel 1910, il quale se ne innamorò. Cotta giovanile, chissà, ma non la dimenticò mai e tenne sempre una sua foto sul comodino.
Nel 1916 Carlo di Romania chiese la mano di Maria allo zar. Nicola gli rispose che era prematuro parlarne, anche queste discussioni vennero rimandate a dopo la guerra.

La nascita dello zarevic e la sua malattia cambiarono la vita della famiglia. Alexandra era completamente presa dal figlio, non che trascurasse le figlie, che erano comunque legatissime fra loro e alla madre, ma i rapporti erano mutati, solo con Tatiana riusciva a sfogare la sua disperazione. E arrivò Rasputin.

Olga era l’unica a ritenere che Rasputin rovinasse l’immagine della famiglia, pur essendogli affezionata. Rasputin usava frequentare la camera da letto delle granduchesse quando queste erano in camicia da notte, le abbracciava, le toccava, facendo inorridire la cameriera che riferì ad Alexandra. La zarina non le credette, anzi: l’accusò di sospettare cose infami sul sant’uomo e la licenziò. Quando cominciarono a girare disegni pornografici sulle granduchesse con Rasputin, Nicola intervenne, allontanandolo da palazzo, ma tanto fece Alexandra che lui ritornò.

Le altre granduchesse gli erano molto devote e soffrirono per la sua morte. Tutte indossavano catenine con l’immagine di Rasputin anche a Ekaterinburg, ultima tappa della loro vita.

La fine

Dopo l’abdicazione di Nicola nel marzo 1917 la famiglia venne messa agli arresti domiciliari a Csarkoe Selo. Venne poi deciso di trasferirla a Tobolsk, in Siberia, dove i reali arrivarono in agosto. Nell’aprile del 1918 l’ultima tappa fu Ekaterinburg , ma le condizioni critiche di Alessio non permettevano il viaggio insieme ai genitori e a Maria, che partirono per primi ed arrivarono il 30 aprile.

Olga, Tatiana e Anastasia li raggiunsero insieme ad Alessio il 20 maggio dopo giornate pesanti a Tobolsk, disturbate e offese dai commenti osceni dei soldati.

Nei due mesi di prigionia la semplicità di Nicola e delle granduchesse colpirono i carcerieri russi, uno addirittura fece amicizia con Maria. Il loro plotone di esecuzione infatti non comprendeva alcun russo, solo lettoni ed ex prigionieri austro-ungarici.

Il 17 luglio vennero uccisi, le testimonianze dei carnefici dicono che Nicola, Alexandra e Alessio morirono subito, per le ragazze invece, solo scalfite dai proiettili che rimbalzavano sui corsetti imbottiti di gioielli, fu un massacro. Il tentativo di finirle con le baionette non riuscì per la stessa ragione. A Olga, abbracciata a Tatiana, spararono in bocca, a Tatiana alla nuca. Anastasia venne finita con un colpo alla testa e Maria, che aveva tentato di scappare ed era stata colpita ad una gamba, venne colpita ancora con le baionette ma, mentre i corpi venivano caricati sul camion, ancora si lamentava. Non è chiaro come venne uccisa, i pochi resti ritrovati non permisero di stabilire la causa di morte. Forse fu semplicemente pugnalata.


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