Il Kuphus polythalamia è un enorme mollusco della famiglia delle teredini che abita in un guscio simile per lunghezza e dimensioni ad una zanna di elefante, ed è stato recentemente osservato, probabilmente per la prima volta nella storia. L’animale misura da 1 a 1,5 metri e, caso particolare, si conosce ormai da secoli. Alcuni scienziati hanno recentemente dissotterrato i molluschi dal fango nel quale vivono, alle Filippine, e ne hanno osservato per la prima volta l’animale che si cela all’interno del guscio.

Recuperati cinque campioni, i Kuphus sono stati estratti dal guscio, e lo spettacolo è stato un forte colpo “visivo” per gli studiosi, dell’Università di Farmacia dello Utah e della Northeastern di Boston:

Il mollusco è lungo un metro, ed ha una strana bocca bianca al termine del proprio corpo. Nonostante fosse stato documentato già in studi del XVIII secolo, il Kuphus polythalamia è considerato un “unicorno” per il mondo marino, un rarissimo esempio di animale conosciuto ma mai osservato.

L’unica Teredine che non è una minaccia per il Legno

La famiglia di molluschi delle Teredini sono animali bivalvi xilofagi, ovvero che si nutrono di legno. Famigerati sin dall’antichità, addirittura nel 412 avanti Cristo si era studiato un sistema per tenerli lontani dalle navi con una miscela di olio, zolfo e arsenico.

In Gran Bretagna si arrivò ad utilizzare il piombo per difendere le navi dalle teredini, che erano in grado di far affondare anche le imbarcazioni di dimensioni più imponenti. Il Kuphus polythalamia appartiene quindi alla famiglia delle cozze, vongole e ostriche, che hanno però dimensioni assai più ridotte rispetto a questo enorme mollusco vermiforme.

Mangiatore di Zolfo

Il Kuphus, al contrario dei suoi piccoli “parenti”, vive immerso nel fango per quasi tutta la lunghezza del suo corpo, e quindi si nutre delle sostanze che sono presenti nella melma, frutto anche della decomposizione del legno e dei vegetali. Grazie a questo apporto nutritivo indipendente dalle dimensioni del legno, “l’unicorno” riesce a raggiungere dimensioni ragguardevoli, impensabili per altri bivalva xilofagi. I batteri presenti all’interno del molluscono “elaborano” il cibo per l’animale, che ha quindi organi digestivi assai ridotti.

Dan Distel, professore al Marine Science Center della Northeastern University, afferma che:

Non c’è molto che limiti la loro crescita, con una fonte illimitata di energia proveniente dai solfuri. E’ possibile che lo zolfo e fornisca molti elementi nutrienti, permettendogli di crescere molto più velocemente rispetto ai loro parenti“.

Rintracciare queste insolite teredini ha richiesto un lavoro di ricerca assai lungo, ma ora gli scienziati possono finalmente svelare i meccanismi biologici alla base del loro ciclo vitale, riuscendo forse a capire come i batteri che vivono in simbiosi con il Kuphus trasformino in cibo i materiali organici dell’ambiente.

Fonte: LiveScience

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...