Una casa coloniale in stile olandese, situata nel cuore di Amityville, vicino a Long Island, New York, occupa in Ocean Avenue il numero 112. Dall’aspetto incantevole e rilassante, tanto da essere stata soprannominata “High Hopes – Grandi Speranze”, fra le sue mura nasconde in realtà sangue, orrore e mistero.

Sotto, una foto della casa risalente al 1974. Immagine di BrownieCharles99, con licenza CC BY-SA 3.0, Via Wikipedia

È il 1965, quando la famiglia De Feo acquista la proprietà sulla Ocean Avenue per 100.000 dollari. La famiglia è composta dai coniugi Ronald e Louise e i loro figli, Ronald Junior di 22 anni, Dawn di 18, Allison di 13, Mark di 11 e John, il più piccolo, di 7 anni.

Sotto, i ragazzi della famiglia De Feo. Dall’alto a sinistra: John, Allison, Mark, Dawn e Ronald Jr. Fonte

In apparenza, la famiglia sembra davvero felice; la casa è grande, luminosa, con un piccolo molo privato affacciato su un ampio canale, e un grande cortile. Nulla sembra poter intaccare la loro serenità; tuttavia Ronald Jr trova ad Amityville l’ambiente “adatto” per esacerbare il suo cattivo carattere.

Il ragazzo fa presto conoscenza con le forze dell’ordine; nel 1973 viene arrestato per aver rubato su un fuoribordo, mentre l’anno successivo viene denunciato per possesso di stupefacenti. Per via della sua condotta, i rapporti col padre Ronald, intento a porre rimedio ai suoi guai, si fanno sempre più tesi, tanto da mettere sull’attenti la polizia.

Il 13 Novembre del 1974, Ronald Jr è da poco reduce da un’altra delle sue bravate; finge di essere stato derubato, mentre sta invece recandosi alla banca più vicina per depositare 17.900 dollari sottratti alla ditta familiare. Dopo una mattinata al lavoro, Ronnie (Butch per gli amici) si reca al pub, dove trascorre qualche ora in compagnia. A un tratto, il ragazzo si accorge di non avere con sé le chiavi di casa; saluta amici e proprietari del locale, per recarsi ad High Hopes.

Sono circa le 18:30, quando Ronnie torna in stato di shock al pub; raccontando di essere entrato nell’abitazione attraverso una finestra, sostiene di aver trovato tutti i membri della sua famiglia brutalmente assassinati da colpi di fucile. Allertate le autorità e condotto Ronnie ad High Hopes, alle 19:00 i poliziotti rinvengono effettivamente i corpi esanimi, tutti nei rispettivi letti e a pancia in giù in laghi di sangue, dei membri della famiglia De Feo.

L’arma del delitto è un fucile calibro 35

Immediatamente, gli investigatori si insospettiscono: il racconto di Ronnie appare lacunoso e non trova corrispondenze con la realtà. È lui il principale sospettato.

Sotto, la polizia e la scientifica la sera del 13 Novembre 1974 sulla scena del crimine. Fonte

L’abitazione non presenta alcun segno di effrazione, dunque l’assassino è stato accolto in casa dai suoi inquilini, o ha avuto modo di entrare senza forzare le serrature. Inoltre, viene rinvenuto il fucile utilizzato per il brutale omicidio, abbandonato in un ruscello vicino all’abitazione.

La posizione di Ronnie si fa ancora più complicata quando egli racconta di alcuni problemi irrisolti tra suo padre Ronald Sr e i mafiosi locali, cercando di portare le indagini su ben altri passi. Il depistaggio non conosce fine; Ronnie cerca prima di incolpare la sorella Dawn, rimasta uccisa, e poi di invocare un tentativo di difesa da parte sua verso il misterioso assassino.

Inoltre, le vittime risultano decedute da diverse ore, assassinate alle 3:15 del mattino, e durante la mattinata.

Il dettaglio più strambo, è che nessun vicino di casa sostiene di aver sentito rumore di spari

È dopo il ritrovamento del fucile che Ronald Jr confessa di aver ucciso, ma soltanto il fratello Mark. Nel 1975, inizia il processo di Ronnie per cui l’avvocato difensore William Weber tenterà di invocare l’attenuante dell’infermità mentale; Ronald coopera alla strategia, definendosi l’”agente segreto di Dio” e di aver ucciso guidato da voci nella sua testa.

Sotto, fotografie segnaletiche di Ronald Jr De Feo. Fonte

Nonostante le complesse ramificazioni del processo, il movente della strage dei De Feo non viene mai evidenziato con esattezza. Ma tutto porta gli inquirenti a supporre il movente economico; ripetuti furti da parte del ragazzo, la finta rapina, e le asperità col padre Ronald proprio per via del denaro, non lasciavano spazio a molte altre ipotesi.

Il 19 Novembre, Ronald Jr De Feo viene condannato al massimo della pena nello stato di New York, un ergastolo da scontare nel penitenziario di Dannemora.

A raccontare i fatti di Amityville ci si potrebbe fermare qui, ma il peggio sembrava non essersi ancora verificato

Il 18 Dicembre 1975, una nuova famiglia acquista High Hopes, incurante del massacro avvenuto fra le sue mura. Si tratta dell’ex soldato della marina George Lutz, e della sua compagna Kathy con i figli Daniel e Christ, e la figlia Missy.

Sotto, George e Kathy Lutz. Fonte

La famiglia Lutz avrà un particolare primato, nella storia dell’abitazione di Ocean Avenue: vi permarrà 28 giorni soltanto, fuggendo via, senza nessun effetto personale, il 14 Gennaio 1976. Quanto segue, è il racconto riferito dalla famiglia Lutz, intervistata durante gli anni, tuttavia mai verificato ufficialmente.

Durante il trasloco, i Lutz avrebbero ricevuto la visita di un prete; l’uomo è intento a benedire la casa, pronta ad accogliere i nuovi inquilini. Entrando nella stanza da letto appartenuta ai fratelli Mark e John De Feo, il prete si arresta. Una voce senza corpo gli intima di uscire:

Va’ via

Il prete, visibilmente scosso, raggiunge i coniugi Lutz. Li avverte, senza menzionare nulla dell’episodio appena vissuto, di non far dormire mai nessuno in quella stanza. Senza comprendere il perché, i Lutz seguirono tuttavia il consiglio, trasformando l’ex cameretta in una stanza adibita al cucito. Già dalla prima notte trascorsa all’interno della casa, i Lutz notano strane sensazioni; George per primo avverte rumori strani, e brividi lungo tutta la schiena. Si sveglia sempre la notte, nel momento esatto in cui la sveglia segna le 3:15 (orario in cui Ronnie De Feo commise la strage).

Passano pochi giorni, quando George comincia a sentirsi strano; comincia a non fare più la barba e a trascurarsi. Il suo umore è cupo, e il suo sonno ormai un lontano ricordo. A lui si unisce Kathy, la cui salute comincia a diventare sempre più cagionevole. I “disturbi” più inquietanti, li mostra la piccola di casa, Missy. Sempre rintanata nella soffitta, afferma di giocare con un amico immaginario di nome Jodie, un essere con le sembianze di un maiale dagli occhi rossi. L’essere, a detta di Missy, può modificare le sue fattezze, ma solo lui può scegliere chi sia in grado di vederlo.

Una notte, George entra in camera della piccola per controllare il suo sonno, quando vede due occhi rossi fissarlo da in mezzo al buio. Mentre la famiglia cade in un declino lento, fisico e psicologico, la casa comincia a manifestare strani e inquietanti fenomeni; odori forti e insopportabili infestano alcune delle zone della casa, e muffa comincia a comparire copiosamente sulle mattonelle di uno dei bagni della casa. In aggiunta, liquami verdi cominciano a colare dalle pareti, sparsi dappertutto.

Il culmine si raggiunge quando un’infestazione di mosche occupa tutta la stanza del cucito, nonostante il clima invernale rigido del periodo. La famiglia Lutz inizia seriamente a preoccuparsi per la sua sorte; disperata, tenta di contattare la diocesi Cattolica della zona, ma il telefono risulta perennemente senza linea.

Non riuscendo a mettersi in contatto col prete venuto a benedire la casa al loro arrivo, George decide di fare da sé:

Tenendo saldo in mano un crocifisso e recitando preghiere, una sera si aggira per tutta la casa, intento a scacciare qualsiasi cosa stesse infestando le mura di High Hopes

In risposta, un coro di voci senza corpo si diffonde per la casa, domandando:

Vi fermerete?

Sebbene il peggio sembra essersi già manifestato, l’ultima notte trascorsa nella casa risulterà essere la peggiore. George Lutz non ha mai voluto riferire nulla di quella tremenda notte, a nessuno. Ma col tempo, qualche dettaglio è riuscito ad emergere:

I Lutz si ritrovano immersi in un’atmosfera da film dell’orrore; i mobili si scuotono e muovono da soli, le pareti si muovono, emanando delle specie di lamenti, e un baccano infernale avvolge la casa con rumore diffuso di tamburi e strumenti. George vede una presenza incappucciata levitare al secondo piano, dopodiché sfrecciare in sua direzione, per poi svanire.

I coniugi e i bambini sono terrorizzati a tal punto da fuggire immediatamente, senza preparare alcun bagaglio

Dopo più di due settimane dalla fuga della famiglia, fanno la loro comparsa nella vicenda i coniugi Ed e Lorraine Warren, acclamati demonologi all’epoca dei fatti. Essi vengono convocati da un giornalista della zona, Marvin Scott, deciso a occuparsi del caso dell’orrore di Amityville.

Dopo essersi organizzati, accompagnati da una troupe televisiva e investigativa, i coniugi Warren si recano al 112 di Ocean Avenue, armati della loro esperienza, e certamente di grande coraggio.

L’investigazione non tarda a prendere una piega “animata”

Mentre recita alcuni salmi religiosi nel seminterrato, Ed Warren viene violentemente spinto a terra da una forza invisibile, dopo aver visto sfavillare nel buio uno strano pulviscolo. La moglie Lorraine, viene invece sopraffatta da un senso di malessere, che descriverà successivamente come un tentativo di possessione da parte di un’entità demoniaca. Dirà inoltre di aver visto, durante una visione, i corpi dei defunti De Feo stesi a terra e coperti da bianchi lenzuoli. Imputando ciò ai suoi presunti poteri di chiaroveggenza, Lorraine sostiene di aver avuto un’apparizione di Ronald Sr De Feo, così agghiacciante e traumatizzante da convincerla che nulla avrebbe potuto “guarire” l’anima dell’abitazione.

Ciò che rimane di quella giornata di ricerca della “verità”, è una fotografia, tanto famosa quanto discussa; essa raffigura una delle rampe della casa e l’uscio di una delle stanze. Da questo, come intimidito dalla gente attorno a sé, il volto di un bambino fa capolino.

Il volto è parzialmente coperto da un ciuffo di capelli e gli occhi sono abbagliati dalla luce del flash, e si intravede pare del suo vestiario, una camicia a quadretti.

Sotto, la fotografia scattata durante l’investigazione dei coniugi Warren con a sinistra il presunto spettro. Fonte

Ma nessun bambino era presente quel giorno a High Hopes

Quando la fotografia viene sviluppata, la somiglianza tra il volto spettrale e il piccolo John De Feo lascia senza parole il fotografo e i coniugi Warren, che la annoverano come prova definitiva della presenza di entità paranormali all’interno della casa.

Sotto, dettaglio e ingrandimento della fotografia precedente. Fonte

Sotto, una foto di John De Feo a confronto con il viso del presunto spettro. Fonte

Qualche tempo dopo, tuttavia, la famiglia Lutz viene accusata di aver volutamente mistificato, a tavolino col giornalista Marvin Scott, gli eventi avvenuti nella casa. Il conseguente clamore mediatico che ebbe la faccenda, la quale venne raccontata in romanzi, pellicole e trasmissioni televisive, avrebbe probabilmente fruttato denaro all’ex-marine e la sua famiglia.

Sotto, la copertina del libro di Jay Anson “The Amityville Horror, A True Story”. Immagine di Ianmacm, Copyright di Prentice Hall via Wikipedia

I Lutz ricacciarono le accuse, sostenendo di aver trascorso, durante quei 28 giorni, momenti sfortunatamente indimenticabili, che li avrebbero segnati per tutta la vita. Che i racconti della famiglia Lutz siano frutto della menzogna o verità (o in ultimo allucinazione), qualcosa è effettivamente innegabile; all’interno del 112 di Ocean Avenue, ad Amityville, rimane lo spettro di una strage familiare, ancora senza un movente, il quale graverà sempre sull’atmosfera dell’intera cittadina.

Inoltre, leggende si rincorrono sull’origine delle entità maligne e demoniache che infesterebbero la casa; chi fa testo a un antico insediamento di nativi americani, che proprio sul terreno di High Hopes avevano adibito una sorta di ricovero per gli infetti e i malati di mente, che infesterebbero ora l’abitazione. O chi vocifera sull’affiliazione al satanismo di alcuni inquilini vissuti lì in passato, i quali avrebbero attirato fra le mura della casa spiriti tutt’altro che benevoli.

High Hopes, nel corso degli anni, ha visto succedersi numerosi proprietari, tra cui qualcuno spaventato a morte da eventi soprannaturali e qualcuno il quale sostiene di non aver mai avuto alcun tipo di problema durante il suo soggiorno.

Sotto, una foto della casa risalente al 2005. Immagine di Seulatr, Pubblico Dominio, via Wikipedia

La casa è tutt’ora in vendita, attendendo che qualche temerario voglia acquistarla e verificare da sé se la sua aura maligna è frutto di dicerie o di una spaventosa realtà.

Cecilia Fiorentini
Cecilia Fiorentini

Ho studiato lingue e sono una studentessa di Conservazione dei Beni Culturali, ho 24 anni e una grande passione per l'editoria e la scrittura. Mi diletto nella lettura di saggi sull'archeologia misterica, sulla spiritualità e sulle credenze di antichi popoli come Egizi, Vichinghi o Nativi Americani.