Orfani di Strada: il Dramma di Milioni di Bambini senzatetto nella Russia anni ’20

Nei primi anni ’20 milioni di bambini orfani e abbandonati, descritti collettivamente in russo come besprizornye o besprizorniki (letteralmente “incustoditi”) affollavano i villaggi, i paesi e le città dello stato sovietico. Sino al 1922 il paese fu devastato da una combinazione di Prima Guerra Mondiale, Rivoluzione Russa e Guerra civile Russa del ’22, che causò la perdita di almeno 16 miloni di vite umane, perlopiù di uomini ma anche di donne russe, a seguito dei quali si contarono 7 milioni di bambini senzatetto.

In conseguenza e concomitanza delle guerre, si verificò anche la “Grande Carestia del Volga”, fra il 1921 ed il 1922, che contribuì con altri 5 milioni di morti, e che fu decisiva nel privare i bambini delle proprie case. Numerosi bambini furono abbandonati per l’impossibilità a sostenerli, lasciati per strada sperando che un qualche Dio, in questo caso lo stato sovietico, potesse farli scampare alla morte di fame.

Alle soglie della primavera del 1921, un quarto circa della popolazione russa era alla fame. La carestia portò con sé tifo ed epidemie di colera, che contribuirono ad uccidere coloro i quali erano già indeboliti dalla fame. Nell’estate di quell’anno la fame era così diffusa che vennero realizzati dei piani ufficiali di evacuazioni di massa dei minori, provenienti dalle zone più colpite dalla carestia.

Dal Giugno del ’21 al Settembre del ’22, lo stato Russo organizzò l’evacuazione di circa 150.000 bambini dalle zone più povere a quelle più ricche. Grazie a contributi internazionali, fra cui la Croce Rossa e l’American Relief Administration, venne nutrito l’80% di questi bambini, e si arrivò a dar da mangiare a qualcosa come 5 milioni di orfani di strada.

Nonostante tutti gli sforzi, milioni di bambini morirono di fame


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