L’Optografia è il processo di recupero dell’ultima immagine registrata dall’occhio prima della morte. Questo processo è popolarissimo nella letteratura ma assolutamente inutilizzabile nella realtà delle indagini scientifiche dei casi di omicidio.

Sotto, il video racconto dell’articolo sul canale Youtube di Vanilla Magazine:

L’optografia forense, questo il nome per l’utilizzo a scopo d’indagine criminologica, si sviluppò verso fine ‘800 grazie al fisiologo tedesco Wilhelm Kühne, che basò i propri studi sulla scoperta della rodopsina, operata da Franz Christian Boll nel 1876.

Sotto, Wilhelm Kühne:

Kühne scoprì che, in circostanze ideali, la rodopsina registra l’ultima immagine vista dall’occhio, e che questa assomiglia, a grandi linee, ad un negativo fotografico.

L’esperimento di Kühne che lo rese noto alla comunità scientifica fu operato su un coniglio albino. Egli tenne il muso del coniglio coperto con un lenzuolo per qualche minuto in modo da far ben fissare la rodopsina, poi lo fece fissare le sbarre di una finestra per tre minuti e infine lo decapitò rapidamente. Il suo bulbo oculare venne estratto e tagliato in due dall’alto al basso, fissando la rodopsina con una soluzione di allume. L’immagine che venne prodotta, di seguito, mostrò la finestra con le sbarre che osservava il coniglio.

Kühne, desideroso di dimostrare le proprie scoperte su un essere umano, ebbe la sua occasione il 16 Novembre 1880, quando Erhard Gustav Reif venne condannato a morte tramite ghigliottina per aver ucciso il figlio, nella vicina città di Bruchsal. L’occhio di Reif venne estratto e spedito all’Università di Heidelberg, dove lavorava lo studioso.

Kühne produsse un’immagine in circa 10 minuti, ma questa era del tutto confusa, anche se sembrava mostrare i contorni della ghigliottina che aveva decapitato il condannato. La circostanza fu assai strana, anche perché l’uomo era bendato al momento della decapitazione.

Sotto, gli appunti stampati di Kühne dove si vede il disegno dell’immagine fatta dallo studioso:

Kühne produsse nel corso del tempo numerosi optogrammi da occhi di animali, che venivano studiati in condizioni ideali, come esposto prima per il coniglio, ma non riuscì a produrre altre immagini da esseri umani.

Optografia per le indagini criminologiche

Nonostante i tentativi di Kühne, estrarre l’ultima immagine osservata dall’occhio di un defunto è operazione difficilissima, impossibile per la tecnologia di allora a causa della dimensione millimetrica della Fovea, il punto focale dell’occhio di massima acutezza visiva. La letteratura però evidentemente condizionò diversi ufficiali di polizia, che tentarono invece di utilizzarla per risolvere dei casi “impossibili”. Uno fra questi fu Walter Dew, che in seguito incriminò il famoso assassino Dr. Hawley Harvey Crippen, tentò di usare l’optografia su Mary Jane Kelly, una delle vittime di Jack Lo Squartatore, e forse fu usata anche su un’altra delle vittime, Annie Chapman.

Sotto, Walter Dew all’epoca delle indagini:

Un raro caso di optografia forense venne ammesso come prova in Germania nel 1924, quando il mercante tedesco Fritz Angerstein fu accusato di aver ucciso otto membri della sua famiglia e il personale domestico. Doehne, un professore dell’Università di Colonia, fotografò la retina di due delle vittime, sperando di ottenere le immagini del volto di Angerstein dai negativi sviluppati. Il professore affermò ufficialmente che, dalle immagini, si vide Angerstein mentre uccideva con l’ascia il giardiniere. Quando Angerstein seppe della prova “schiacciante”, confessò gli omicidi e venne giustiziato. La rivista statunitense Mercury acclamò il caso come “la prova tangibile dell’optografia forense”, ma un tribunale tedesco, nel 2011, giudicò le prove del caso “assurde”.

Sotto, Angerstein e la casa dove commise gli omicidi:

L’optografia moderna

La più recente ricerca riguardante l’optografia forense risale al 1975, quando il professor Evangelos Alexandridis dell’Università di Heidelberg produsse degli optogrammi ben distinguibili, partendo come Kühne dai conigli. Ad ogni modo, il professore valutò come “impossibile” la produzione di optogrammi per le indagini giudiziarie, ed il metodo fu archiviato per sempre.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...