Il 6 giugno del 1944 è una data fondamentale per la storia della seconda guerra mondiale: è il D-Day, il giorno dello sbarco delle Forze Alleate in Normandia. Oltre 180.000 soldati approdarono sulle spiagge della costa francese per creare una testa di ponte nella Francia occupata dai nazisti: il primo passo verso la fase finale della guerra.

Utah Beach – 6 giugno 1944

Naturalmente lo sbarco non poteva essere improvvisato, considerata la complessità dell’operazione: erano coinvolte 6.840 navi, che dovevano far sbarcare 2.000 carri armati e migliaia di veicoli di altro tipo, 5.500 aerei da combattimento e 1.500 da trasporto.

Imbarcazioni d’assalto al porto di Southampton in vista del D-Day

Nei mesi precedenti il D-Day, le forze alleate si sottoposero a delle esercitazioni sulle coste britanniche. Una di queste fu fatta in una spiaggia del Devon, Slapton, nella costa sud-occidentale dell’Inghilterra, abbastanza simile a quella che, durante lo sbarco reale, venne chiamata con il nome in codice Utah Beach.

Fonte immagine: Wikidon via Wikimedia Commons – licenza CC BY-SA 3.0

Slapton divenne quindi il campo di addestramento per quelle forze statunitensi che dovevano sbarcare appunto a Utah Beach.

Nel dicembre del 1943, i 3000 abitanti di Slapton vennero evacuati, per poter dare inizio all’Operazione Tiger, nome in codice dell’esercitazione, che sarebbe iniziata la primavera successiva. Il generale Dwight D. Eisenhower, comandante supremo delle forze alleate, voleva che la simulazione fosse più realistica possibile, in modo che i 30.000 soldati partecipanti respirassero aria di battaglia, abituandosi ai suoni e anche agli odori di un vero combattimento. Per simulare l’attraversamento della Manica, le truppe d’assalto navigarono, a bordo dei loro mezzi, nelle acque agitate della baia di Lyme, una rotta scelta proprio per far abituare gli uomini al mal di mare.

L’esercitazione doveva proseguire con un bombardamento reale, compiuto da un incrociatore britannico verso la spiaggia, della durata di mezz’ora, mentre durante lo sbarco effettivo, le truppe di terra che simulavano la reazione tedesca dovevano sparare agli assalitori sopra le loro teste, sempre con proiettili veri.

Truppe americane a Slapton Sands


La mattina del 27 aprile, alle 7.30 doveva scattare l’ora H, l’inizio dell’esercitazione. Molti dei mezzi da sbarco erano però in ritardo, così l’ammiraglio Don P. Moon, decise di far slittare l’inizio dell’operazione alle 8.30.

Purtroppo, questa informazione cruciale non fu ricevuta da tutti i mezzi che partecipavano all’operazione, e il risultato fu disastroso: una parte delle truppe sbarcò senza attendere le 8.30, proprio mentre l’incrociatore stava bombardando la spiaggia. Poi avvenne una cosa inspiegabile: i soldati a terra, i finti tedeschi, iniziarono a sparare ai loro compagni, ma ad altezza d’uomo, forse inconsapevoli di usare munizioni vere.

Come sia potuta accadere una cosa del genere non è ancora ben chiaro, come non è certo il numero dei morti. Secondo il racconto tardivo di chi si trovava in quell’inferno, dove il mare si era tinto di rosso sangue, forse furono circa 450 le vittime del fuoco amico.

Esercitazione a Slapton Sands

Eppure, non esiste una sola menzione ufficiale di questa tragedia. Tutti i morti furono sepolti, almeno temporaneamente, in una fossa comune approntata lì vicino, per poi essere spostati in tombe frettolosamente scavate nella sonnolenta campagna inglese.

Carro Armato Shermann DD recuperato nel mare di Slapton Sands, posto a memoria delle vittime

La versione ufficiale degli Stati Uniti è però un’altra: durante l’Operazione Tiger, 750 soldati (ma il numero varia da 749 a 946) persero la vita durante l’attacco di nove S-Boot tedesche contro un convoglio di otto mezzi da sbarco, non adeguatamente scortato a causa di un’avaria a un cacciatorpediniere. Il Pentagono non ha mai parlato di “fuoco amico” in merito alla tragedia accaduta nel Devon: un’episodio “convenientemente dimenticato” per molti decenni, grazie anche al vincolo di segretezza imposto a tutti i sopravvissuti, in vista del vero sbarco in Normandia.

Lapide commemorativa a Utah Beach

Le vittime dell’operazione Tiger finirono nelle statistiche più generali dei morti del D-Day. Ufficialmente, secondo la lapide posta in memoria a Utah Beach “946 soldati americani persero la vita la notte del 27 aprile 1944, al largo della spiaggia di Slapton (G.B.) durante l’Operazione Tiger, l’esercitazione in vista dello sbarco del D-Day a Utah Beach”.

Sbarco a Utah Beach

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.