Il villaggio russo di Ojmjakon è uno dei luoghi abitati più freddi del mondo, che ha registrato la temperatura più bassa in qualsiasi luogo abitato dall’uomo e che vede ogni inverno scendere colonnina di mercurio sino a circa -71 gradi C°. Gli abitanti di questo centro abitato ghiacciato vivono con una dieta a base di carne di renna e di cavallo, ma (forse a sorpresa) non subiscono mai casi di malnutrizione.

La città, fotografia di Ilya Varlamov condivisa con licenza Creative Commons 4.0 via Wikipedia:

In paese bisogna star attenti a non far ghiacciare le tubature, e per questo gli abitanti mantengono le vetture accese durante tutto il giorno, a causa dell’impossibilità di riavviarle una volta fuori dal garage. Scavare la tomba per seppellire un morto può richiedere sino a tre giorni perché il terreno deve essere scongelato con i carboni ardenti. La temperatura media del mese di gennaio è di -50 C°, a causa della quale Ojmjakon costituisce il più freddo insediamento abitato permanente al mondo.

Oymyakon si trova a due giorni di strada dalla città di Yakutsk, il capoluogo regionale, che ha le temperature più fredde invernali di tutte le città del mondo. Ci sono pochi servizi moderni nel villaggio, e praticamente tutti gli edifici hanno i servizi igienici esterni a causa dell’impossibilità di scaricare l’acqua attraverso i tubi interni alle case, che ghiaccerebbero all’istante.

Un Cavallo Yakut a Oymyakon. Fotografia di Maarten Preso condivisa con licenza Creative Commons 2.0 via Wikipedia:

Le fonti di calore sono principalmente il carbone e la legna, e quando le consegne di carbone diventano irregolari la centrale locale inizia a bruciare la legna. Se cessa l’approvvigionamento di legna, la città si spegne in circa cinque ore, e comincia il congelamento dei tubi e la fine della vita civile.

Sotto, la foresta nei pressi di Oymyakon nel febbraio 2013. Fotografia di Maarten Takens condivisa con licenza Creative Commons 2.0 via Wikipedia:

Nonostante le difficoltà la popolazione è in aumento in paese, passata dai 319 abitanti nel 2002 ai 462 del 2010, un record per l’insediamento. E’ rilevante pensare anche al caldo estremo estivo della zona: in estate si raggiungono i 34 gradi di massima.

La differenza fra la minima di Gennaio e la massima di Agosto è di oltre 100°C

Anche a causa di questa escursione termica Oymyakon è considerato uno dei luoghi abitati continuativamente dall’uomo più estremi del pianeta.

Sotto, un video di Ulisse, il piacere della Scoperta, mostra Ojmjakon:

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...