Oddone: Principe Sfortunato di Savoia

Un’intelligenza vivissima unita a un corpo gravemente segnato dalla disabilità. Questa è forse la sintesi più corretta del principe Oddone di Savoia, un uomo colto e un grande collezionista di antichità (che donò alla città di Genova) che non avendo avuto alcun ruolo politico viene spesso dimenticato dalla storia.

Oddone Eugenio Maria di Savoia

Ricordiamolo dunque, non relegando la conoscenza di personaggi come il principe piemontese a soli appassionati di storia o di case regnanti. Oddone Eugenio Maria Duca di Monferrato nasce a Racconigi l’11 luglio 1846, figlio quartogenito di Vittorio Emanuele Re di Sardegna, poi primo re d’Italia come Vittorio Emanuele II, e di Maria Adelaide d’Asburgo Lorena.

Vittorio Emanuele

I genitori erano primi cugini in quanto Carlo Alberto, padre di Vittorio Emanuele, e Maria Elisabetta, madre di Maria Adelaide, erano fratello e sorella figli di Carlo Emanuele di Savoia di Maria Teresa d’Asburgo, che era a sua volta prima cugina della madre Maria Adelaide.

La madre Maria Adelaide con la figlia Maria Pia nel 1850

Oddone nasce dopo Maria Clotilde, del 1843 (poi moglie di Girolamo Napoleone Bonaparte), Umberto del 1844, futuro re d’Italia, e Amedeo del 1845, primo Duca d’Aosta. Dopo Oddone vengono Maria Pia nel 1847 (poi moglie Luigi I di Braganza, re del Portogallo) e altri tre fratelli morti in tenera età o alla nascita e Carlo Alberto nel 1851 , Vittorio Emanuele nel 1852 e ancora Vittorio Emanuele nel 1855.

I figli di Vittorio Emanuele, dietro UImberto, Amedeo e Maria Clotilde, davanti Maria Pia e Oddone. Già si nota il mancato sviluppo di Oddone rispetto alla sorella maggiore di un solo anno

Alla nascita Oddone viene giudicato sano, ma intorno ai due anni comincia a presentare i sintomi di una malattia genetica degenerativa che causa nanismo e deformità nello sviluppo. I medici di oggi hanno ipotizzato che si trattasse di osteogenesi imperfetta, malattia genetica molto rara che può essere sporadica o ereditaria. Non è dovuta alla consanguineità e non se ne conoscono altri casi in famiglia, quindi si è trattato soltanto di un caso di mutazione genetica. Il bambino viene sottoposto a lunghe e dolorose terapie, che purtroppo non sortiscono quasi nessun effetto, e già bambino è obbligato a usare il bastone per stare in piedi e la sedia a rotelle per muoversi.

1850 Oddone con il fratello Amedeo

Qualcuno sostiene che a un certo punto Vittorio Emanuele lo spedisca in Liguria a causa della sua deformità. Nell’800 un figlio malformato era motivo di turbamento se non di vergogna, ma probabilmente non è così.

Oddone era amato dal padre, a modo suo come nella quasi totalità dei casi nell’800, e fu amato sicuramente dalla madre e dai fratelli e dalle sorelle, che lo accompagnavano spingendo la carrozzina nelle sue passeggiate. La scelta di stabilirsi in Liguria va quindi interpretata come personale, dettata dalle precarie condizioni di salute. Oddone non può sostenere la pressione psicologica della vita alla corte sabauda, ma compare spessissimo in fotografie di famiglia insieme ai fratelli. Se si fosse voluto nascondere non sarebbe apparso nemmeno lì.

La famiglia nel 1854: da sinistra a destra Oddone, Maria Adelaide qui con Carlo Alberto morto poco dopo e Maria Pia. Dietro Amedeo, Maria Clotilde, Umberto e Vittorio Emanuele

Oddone ha un carattere malinconico e come detto non può certo sostenere il ruolo di principe a corte o nell’addestramento militare, e quindi si dedica anima e corpo allo studio. Si interessa a tantissime materie, fantastica su viaggi in paesi remoti e ogni tanto mette a rischio la sua salute. Fino al 1860, quindi quando ha 14 anni, trascorre la maggior parte dell’anno fra Torino e Moncalieri, ma il freddo clima piemontese è poco adatto alla sua patologia. Nota invece timidi miglioramenti dopo i soggiorni estivi a Pegli e a La Spezia.

1857 Da Sinistra a destra: Maria Clotilde, Oddone, Umberto e Amedeo

Nel 1855 perde la madre Maria Adelaide, e i fratelli via via vengono avviati al servizio militare. Oddone stringe così dei forti legami affettivi con le sorelle, in particolar modo Maria Clotilde, che a neanche 16 anni, nel 1859, viene data in sposa a Napoleone Giuseppe Carlo Paolo Bonaparte, di 21 anni più vecchio di lei, ed è quindi costretta a trasferirsi a Parigi.

Napoléon-Jérôme Bonaparte

Nel 1861 la situazione cambia radicalmente. Il 17 marzo Vittorio Emanuele II viene proclamato Re d’Italia a seguito del plebiscito del 21 ottobre 1860 nell’ex Regno delle due Sicilie, nelle Marche e in Umbria. Per il padre e i fratelli Umberto ed Amedeo gli impegni istituzionali crescono in modo proporzionato al loro nuovo ruolo, e le premure per Oddone non possono che diminuire.

Oddone nel 1862, in piedi in alto a destra il fratello Umberto

Oddone trascorre tutta l’estate del 1861 a Pegli, nella Villa Lomellini Rostan, per la prima volta senza la famiglia, accompagnato solo dalla sorella Maria Pia. In autunno rientra a corte e chiede al padre di trasferirsi definitivamente in Liguria, permesso che Vittorio Emanuele concede senza difficoltà. Gia a Novembre Oddone si stabilisce in un appartamento di un’ala del palazzo reale di Genova insieme alla sua piccola corte di accompagnatori. Il giovane principe ha solo 15 anni, e comincia per lui il periodo più felice della sua breve vita. Frequenta i teatri e le istituzioni culturali genovesi come l’Accademia Lingustica, la Società ligure di Storia Patria e la Società promotrice di belle arti, tutte istituzioni che in seguito lo nominano socio onorario.

Oddone nel Palazzo reale di Genova

Nel giugno del 1862 parte con i suoi fratelli Umberto e Amedeo per una crociera nel mediterraneo che tocca Napoli e Pompei, la Sardegna, la Sicilia, la Grecia e infine l’Impero Ottomano fino a Costantinopoli. Oddone, da sempre interessato alle arti, viene folgorato dall’arte antica e inizia a collezionare reperti archeologici greci e romani. Fra le sue passioni forse la più celebre è per la numismatica antica, e arriva a collezionare 1500 monete antiche e medievali. Dopo il viaggio inizia a studiare l’arte nautica, e diventa tanto esperto da essere nominato dal padre Capitano di Vascello della Regia Marina. Infine si appassiona di Malacologia e compone una grande collezione di conchiglie e alghe da tutto il mondo.

Il busto di Oddone di Lorenzo Orengo

Rientra dalla crociera e fa appena in tempo a salutare la sorella Maria Pia, in partenza per il Portogallo dove sposerà Luigi I del Portogallo. Il viaggio per mare lo affascina, e così nell’estate del 1863 parte per un’altra crociera, questa volta nel Tirreno, che tocca la Sardegna e la Campania, dove finanzia gli scavi archeologici a Cuma e Santa Maria Capua Vetere condotti da Giuseppe Fiorelli, l’archeologo che aveva ideato i calchi delle vittime di Pompei. Una curiosità: Fiorelli gli nega l’acquisto di reperti originali ma solo di copie.

Oddone è ormai un collezionista di importanza internazionale, e la sua collezione di pezzi etruschi, provenienti dalla collezione di Maria Cristina di Savoia, regina delle Due Sicilie moglie di Ferdinando II, si unisce a quella di pezzi romani e greci e perfino precolombiani dal Perù. Ma l’arte antica non è il suo unico interesse. La biblioteca del giovane principe conta migliaia di libri, poi si interessa di musica, di lingue e di arte moderna. Visita quante più mostre possibili e acquista moltissime opere d’arte, sia di pittura sia di scultura. Il suo salotto diviene un ritrovo per studiosi, esperti e artisti di fama, fra i quali Santo Varni, al quale commissiona i busti delle amate sorelle Maria Clotilde e Maria Pia, scultore che divenne anche suo grande amico.

I busti di Maria Clotilde e Maria Pia di Santo Varni

Nel 1864 Oddone vorrebbe fare un’altra crociera, ma i medici lo fermano: la sua salute precaria è in bilico, e gli consigliano frequenti bagni al mare. Oddone, a malincuore, trascorre l’estate a Cornigliano, ospite nella Villa Durazzo Bombini.

Nel 1865 torna sempre a Villa Durazzo Bombini e pensa di acquistarla per viverci e farne un museo con tutte le sue ormai innumerevoli collezioni. Vittorio Emanuele II inizialmente non è d’accordo, ma grazie all’intercessione del principe Eugenio di Carignano alla fine acconsente, e Oddone compra la tenuta.

A Cornigliano, oltre a continuare a ricevere i suoi amici studiosi, si dedica alla beneficenza, soprattutto rivolta ai bambini malati, e fra i suoi desideri c’è la costruzione di uno stabilimento balneare per le cure dei giovani, ma purtroppo non fa in tempo.

Antonio Orazio Quinzio, S.a.r. il principe Oddone di Savoia, 1891, Galleria d’arte moderna (Genova), fotografia di Sailko condivisa con licenza Creative Commons 4.0 via Wikipedia

Nel settembre 1865 rivede la famiglia a Torino, ma sulla via del ritorno viene colpito da una grave emorragia e da un attacco di idropisia (termine desueto di anasarca). La situazione è grave:

Oddone non riesce più neppure a stare steso e i medici temono il peggio

Qualche mese dopo il viaggio in Piemonte, nella notte fra il 21 e il 22 Gennaio del 1866, Oddone Eugenio Maria di Savoia muore. Ha solo 19 anni e mezzo, ma ha lasciato un ricordo indelebile in tutti quelli che lo hanno conosciuto. I genovesi gli tributano un funerale da re, centinaia di persone seguono il corteo e partecipano alla messa nella Cattedrale di S. Lorenzo. Anche gli stessi membri della famiglia Savoia rimangono sorpresi da tanto affetto per un principe così marginale nella vita politica della città e del neonato Regno d’Italia. Dopo la funzione a Genova la salma viene trasferita nella basilica di Superga nei pressi di Torino, dove viene sepolta nella cripta Savoia.

Il funerale di Oddone, l’arrivo a Superga

In vita il giovane principe aveva messo insieme una notevole collezione di pezzi d’arte, libri e moltissimi altri reperti, esprimendo il desiderio di lasciare tutto alla città di Genova. Vittorio Emanuele II dispone il lascito alla città, e le collezioni di Oddone sono esposte al Museo Archeologico, nella Galleria di Arte Moderna a lui intitolata e nel Museo di Storia Naturale.

La medaglia del 1866 in ringraziamento a Vittorio Emanuele per il dono delle collezioni di Oddone emessa dalla città di Genova

La città di Genova nel 1866 fa coniare una medaglia in ringraziamento degli inestimabili lasciti, e intitola a Oddone un tratto della nuova circonvallazione. Dopo i fatti della Seconda Guerra Mondiale, l’odio per i Savoia e la nascita della Repubblica Sociale Italiana, la via viene intitolata a Maurizio Quadrio, patriota del Risorgimento italiano. Nonostante l’assoluta innocenza di Oddone nelle vicende politiche, anche del suo tempo, non solo della Seconda Guerra Mondiale, e il suo grande amore per Genova e il fallimento della RSI, il corso oggi continua a chiamarsi Corso Quadrio.


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