Sconcertante quanto una cattedrale nel deserto: la basilica di Notre-Dame de la Paix, a Yamoussoukro, in Costa d’Avorio, potrebbe sembrare frutto di un’allucinazione ottica, se la capitale del paese africano sorgesse sulle sabbie del Sahara. Invece la chiesa si staglia nel panorama della “città moderna più bizzarra della Terra”, dove enormi strade semideserte si perdono nel nulla.

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Yamoussoukro è una città sperduta nel centro del paese, che il “padre fondatore” della Costa d’Avorio, e primo presidente dopo l’indipendenza dalla Francia, Félix Houphouët-Boigny, volle far diventare capitale. Era il suo villaggio natìo, del quale era “capo” per diritto di nascita, e che nelle sue intenzioni si sarebbe dovuto trasformare nel più importante centro del paese, ma anche dell’Africa (e forse del mondo intero).

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Nonostante i suoi sforzi, Yamoussoukro, anche se capitale politica e amministrativa della Costa d’Avorio, non è mai diventata una città importante.

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In questa remota città africana sorge la chiesa più grande del mondo, Notre-Dame de la Paix, che è praticamente una replica della Basilica di San Pietro a Roma, solo leggermente più alta, grazie al crocefisso posto sulla cupola.

Fonte immagini: Yamoussoukro-infos

Verso la fine degli anni ’80, Félix Houphouët-Boigny governava ormai da trent’anni un paese che aveva visto una forte crescita economica grazie all’esportazione delle sue materie prime. Opere faraoniche, segni tangibili della grandezza del padre fondatore, erano sorte ad Abidjan, la capitale del paese prima del 1983, dove sono comunque rimasti sia le sedi dei ministeri sia quelle delle ambasciate.

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A Yamoussoukro furono costruiti l’Hotel President (a cinque stelle), un centro congressi (assai poco frequentato), e il palazzo presidenziale, circondato da un fossato abitato da coccodrilli (nessuno sa per quale motivo). E poi, tra il 1985 e il 1989, prese corpo l’edificio più importante di tutti: Notre-Dame de la Paix, la sconcertante basilica che sorge in una solitaria distesa di terra rossa, con coloratissime vetrate (provenienti dalla Francia) e bianchi marmi (provenienti dall’Italia).

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In una delle vetrate è raffigurato lo stesso Houphouët-Boigny inginocchiato di fronte a Gesù. La chiesa può accogliere undicimila persone in piedi e settemila a sedere, su panche dove ogni posto è climatizzato singolarmente.

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Nonostante il Presidente parlasse di un “accordo con Dio” per trovare i fondi per la costruzione, la chiesa costò una cifra esorbitante (circa 250 milioni di euro, anche se ci sono stime molto più alte), che pare abbia raddoppiato il debito pubblico: la forte crescita economica del paese si stava esaurendo e l’economia vacillava.

Fonte immagine: Yamoussoukro-infos

La Costa d’Avorio era (ed è) un paese in via di sviluppo, dove tutti quei soldi potevano essere spesi per opere più utili alla popolazione, che nella stessa Yamoussoukro continua a vivere in fatiscenti baraccopoli. Papa Giovanni Paolo II accettò di consacrare personalmente Notre-Dame de la Paix, a patto che fosse costruito un ospedale nelle sue vicinanze, che è stato completato solo nel 2015, dopo che il paese era uscito da un devastante decennio di guerra civile. Giovanni Paolo II aveva anche chiesto che la cupola della chiesa non superasse in altezza quella di San Pietro, condizione accettata dall’architetto libanese Pierre Fakhoury, autore del progetto. Il crocefisso posto in cima alla cupola, in realtà rende l’edificio “la chiesa più alta del mondo”, con i suoi 158 metri. Un Guinness dei primati del quale la Costa d’Avorio, forse, poteva anche fare a meno, considerando che meno di un terzo della popolazione è di fede cristiana, e che la basilica viene regolarmente frequentata da poche centinaia di persone, mentre il suo mantenimento costa ogni anno più di un milione di euro…

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Categorie: Architettura

Annalisa Lo Monaco

Annalisa Lo Monaco

Appassionata di arte, romanzi gialli e storia, ha scoperto che scrivere può far viaggiare tutto il mondo da una sedia!