Oltre il circolo polare artico, nel nord della Siberia, si trova la città più settentrionale del mondo, Norilsk, talmente isolata dal resto del mondo che i suoi abitanti lo chiamano “continente”. Il clima non è certamente favorevole ad un insediamento umano: la temperatura media è di -10°, mentre durante il lunghissimo inverno può scendere a -55°, con due mesi di oscurità totale, durante la notte polare. Nonostante questo la città ha una popolazione di 170.000 abitanti, che lavorano prevalentemente nel settore metallurgico: Norilsk è costruita sul più grande giacimento al mondo di nichel e palladio. L’estrazione e la lavorazione di questi e altri metalli ha portato a livelli altissimi le emissioni nocive, tanto che la città è una delle dieci più inquinate di tutto il globo.

Il Palazzo della Cultura, fotografia di Военврач condivisa con licenza Creative Commons 4.0 via Wikipedia:

Norilsk ha una genesi davvero particolare. Essa nacque come Gulag chiamato Norillag, e i cui prigionieri costruirono interamente la città tra il 1920 e il 1940; tra i detenuti vi erano anche importanti architetti, che la progettarono in stile classico socialista, con l’intento di realizzare una città ideale.

Ogni anno le industrie di Norilsk emettono quasi 2 milioni di tonnellate di gas nell’atmosfera, tra i quali c’è il biossido di zolfo, uno dei principali responsabili delle piogge acide, che hanno devastato 100.000 ettari di tundra attorno alla città, mentre i residenti hanno un’aspettativa di vita inferiore di 10 anni rispetto agli altri abitanti della Russia.

Elena Chernyshova è una fotografa e documentarista russa, che col suo lavoro “Days of Night – Nights of Day” si è proposta di indagare l’adattamento umano alle condizioni climatiche estreme, al disastro ambientale e all’isolamento. “Le condizioni di vita del popolo di Norilsk sono uniche, il che li rende un soggetto ineguagliabile per tale studio” afferma l’autrice.

La “Prima Casa”: è il primo edificio costruito a Noril’sk, nel 1921. Oggi è un piccolo museo. Fotografia di Андрей Михайлович Слепцов condivisa con licenza Creative Commons 4.0 via Wikipedia:

Lo scioglimento degli strati superiori del permafrost (suolo perennemente gelato) sta causando molti problemi di stabilità agli edifici della città. Oltre al riscaldamento globale del pianeta sono ravvisabili anche altre cause: scarsa manutenzione del sistema fognario e costanti perdite di acqua calda.

Molti dei giovani che abitano a Norilsk vorrebbero andare a vivere nel “continente”, perché lamentano le dure condizioni di vita e il forte senso di isolamento.

Automobile sepolta dalla neve. Fotografia di Андрей Романенко condivisa co licenza Creative Commons 3.0 via Wikipedia:

Dopo nove mesi trascorsi all’interno di spazi chiusi, gli abitanti di Norilsk amano fare lunghe passeggiate a piedi nella tundra, liberi di esplorarne le aree ancora vergini. Un’altra particolarità della città è che non dispone di nessuna zona verde, così i cittadini devono allontanarsi di una trentina di chilometri per poter avere un qualche tipo di contatto con la natura. La mancanza di tempo a volte induce le persone a godere di un po’ di sole nella zona urbana.

La città è stata progettata in modo da creare uno spazio urbano che potesse proteggere gli abitanti dai forti venti che soffiano nella zona: gli edifici sono costruiti in modo da formare cortili chiusi e quindi riparati, con passaggi molto stretti fra una costruzione e l’altra.

Norilsk è coperta di neve per otto/nove mesi, e le tempeste di neve sferzano la città e i suoi abitanti per circa 130 giorni l’anno.

Da metà maggio a fine luglio, durante l’estate artica, il giorno è perenne. Mentre gli abitanti dormono, Norilsk illuminata dal sole appare come una città fantasma, svuotata dai suoi abitanti.

Il nuovo ospedale della città, situato ad Oganer, ad 8 km dal centro di Noril’sk. Fotografia di Piton21 condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Un bagno nell’acqua gelida è un passatempo per quasi tutti gli abitanti, anche quando la temperatura esterna raggiunge i -40°.

Durante una tempesta di neve anche un tragitto di pochi chilometri può trasformarsi in un’avventura. Il trasporto pubblico è costituito da convogli di autobus: quando uno è costretto a fermarsi i passeggeri possono trasbordare in un altro!

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.