Mamma vado a giocare con Marco” – “Si ma non tornare tardi” “Non preoccuparti rimango in camera mia, siamo collegati via 3G“. Questa potrebbe essere una conversazione tipica fra genitore e figlio che potrebbe capitare un qualunque pomeriggio in una tipica abitazione italiana, come in tutto il mondo. La propensione alla comodità del gioco infatti spinge le persone, bambini e non, a rendere le interazioni umane, i giochi, le condivisioni di pensieri e quant’altro un’esperienza sempre più eterea, favorita dalle nuove tecnologie che rendono le comunicazioni a distanza semplici ed immediate. Se in tantissimi casi la velocità delle comunicazioni via internet è utile, in altri rende la vita di tutti noi meno “vera“, molto diversa da quella che poteva essere anche solo qualche anno fa.

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Andare a giocare a pallone, dondolarsi sull’altalena, fare la partita a calcio balilla con gli amici e tante altre attività sono state spesso soppiantate da giochi digitali, stanze di conversazione, chat multigruppo e altro, con una tendenza alla digitalizzazione delle attività sconosciuta nella storia dell’uomo. Le App per smartphone e tablet, vero e proprio veicolo attraverso cui declinare moltissime di queste esperienze, hanno reso i giochi sempre più virtuali, connettendo le persone in tutto il mondo. Per ricordare la gioia nel toccare la terra o dell’assaggiare la sabbia è nato un blog, NotOnAppStore, che raccoglie immagini in cui un piccolo cartello viene posizionato su tutti quei giochi che sono (ancora) esclusiva del mondo reale e non delegati a bit e connessioni. Guardare le immagini aiuta a ricordare e riscoprire quanto le interazioni con il mondo reale siano una esperienza di crescita indispensabile per qualsiasi individuo.

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Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...