La dipendenza dagli smartphone è stata classificata come una vera e propria malattia, chiamata nomofobia (dall’inglese no-mobile phobia), che indubbiamente colpisce i ragazzi più giovani, ma che tuttavia non risparmia neppure i loro genitori.

Il rischio di trascorrere troppo tempo connessi ai social network sarebbe quello, paradossalmente, di diventare asociali, di perdere interesse per la realtà che ci circonda e di ignorare le persone fisicamente vicine.

Colpevoli di questa presunta asocialità sono, oltre ai telefonini, anche i tablet, i computer e tutto ciò in grado di collegare un singolo individuo a qualsiasi social media.

Prima di questa rivoluzione digitale, pare che le persone fossero più predisposte alla comunicazione, che avveniva tra soggetti vicini fisicamente.

Invece, secondo il professor Keith N. Hampton, professore alla Rutger University of Communication and Information del New Jersey, queste nuove forme di comunicazione arricchiscono le relazioni sociali:

Sì, alcune cose sono cambiate, ma forse non tanto quanto si potrebbe pensare

Hampton riporta le parole di un esperto di comunicazione: “Che strana pratica è… un uomo dovrebbe sedersi al tavolo della colazione e, invece di conversare con sua moglie e i suoi figli, tiene davanti al suo viso una specie di schermo su cui è impresso un gossip mondiale”

Se queste parole sembrano calzare a pennello per le nuove abitudini, erano altrettanto adatte al periodo in cui furono scritte, nell’anno 1909. “Furono le osservazioni di uno dei primi e più famosi sociologi americani, Charles Cooley”, che vedeva nella consegna mattutina dei giornali un pericolo per le famiglie americane.

Di parere contrario il professor Larry Rosen, psicologo dell’Università di Stato della California.

Secondo Rosen, le relazioni intrattenute on-line non sono veramente importanti, non si instaura un vero rapporto di intimità: “Come psicologo di ricerca, ho studiato l’impatto della tecnologia per 30 anni tra 50.000 bambini, adolescenti e adulti negli Stati Uniti e in altri 24 paesi. Da allora, tre importanti cambiamenti sono entrati nel nostro mondo: computer portatili, social communication e smartphone. L’effetto complessivo è stato quello di permetterci di connetterci di più con le persone nel nostro mondo virtuale, ma di comunicare meno con quelli che sono nel nostro mondo reale. “

Eppure, un’occhiata a queste immagini d’altri tempi, qualche dubbio lo fa sorgere….

Nomofobia#11:

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Nomofobia#13:

Nomofobia#14:

Nomofobia#15:

Tutte le immagini sono di pubblico dominio.

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.