Nell’800 gli Ambulanti Egiziani vendevano le Mummie per la Strada

Fra la fine del 700 e l’inizio dell’800 Napoleone Bonaparte iniziò la sua campagna d’Egitto che, anche se a livello politico si concluse (quasi) con un nulla di fatto, a livello culturale contribuì enormemente a portare alla luce dei riflettori le antichità Egizie in Europa, favorendo un mercato clandestino dell’arte che si protrasse durante tutto l’800 e parte dell’inizio del 900.

L’interesse per l’Antico Egitto contribuì all’esportazione di migliaia di reperti verso moltissimi stati Europei, per lo più trafugati da tombe e sepolcri. Le Mummie, naturalmente, fecero parte di questi commerci, come ad esempio una dalla trama del tessuto particolarissima, conservata al Louvre.

Gli egiziani, dal canto loro, cercavano gli europei giunti sino in Egitto a caccia di souvenir per potergli “piazzare” reperti e meraviglie storiche. Fra queste meraviglie c’erano, naturalmente, anche le mummie. Nel vecchio Continente iniziarono nel XIX secolo i “Mummy Unwrapping Parties – Party di Spoliazione della Mummia”, dove le mummie venivano spogliate delle bende per esaminarle ma anche e soprattutto per creare spettacolo.

Le mummie venivano successivamente polverizzate per confezionare medicine “miracolose”, vendute a peso d’oro all’élite del periodo.

Ovviamente, dal canto loro, gli egiziani capivano che le mummie “vere” erano troppo poche rispetto all’enorme domanda dei ricchi europei. Così iniziò un commercio clandestino di mummie contraffatte, persone morte di cause naturali o “aiutate” nel trapasso, che venivano successivamente mummificate per esser vendute come risalenti a diversi millenni prima.

Col passare del tempo le mummie divennero sempre più preziose, ed il commercio di resti umani, antichi o moderni, proseguì sino a fine ‘800 o l’inizio del ‘900. Dopo aver saccheggiato tombe e catacombe, gli egiziani iniziarono a fabbricare le mummie false con criminali giustiziati, anziani, poveri o morti di malattia, dapprima seppellendoli nella sabbia per farli disidratare per poi riempire i resti di bitume ed esporli al sole. I reperti venivano venduti a caro prezzo, e i ricchi europei potevano impressionare i propri invitati con autentiche mummie “made in egypt”.

Le polveri di mummia erano impiegate in moltissimi campi, dalla farmacologia alla cosmetica, per giungere sino al loro utilizzo come fertilizzanti in Gran Bretagna e Germania. Mark Twain riporta addirittura che vennero utilizzate, solo in Egitto, come combustibile per le locomotive, anche se la sua affermazione venne travisata e si tratta con ogni probabilità di un falso storico ottocentesco, come ci ha fatto notare il prof Francesco Galassi,  esperto di mummie, direttore del FAPAB Research Center, Avola, Siracusa.


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