Il paese di Tyneham, in Inghilterra, risale al lontano II secolo dopo Cristo, durante la prima epoca di occupazione Romana, ma fu completamente evacuato durante la seconda guerra mondiale. I suoi 252 abitanti lasciarono il piccolo villaggio per consentire alle truppe britanniche di esercitarsi in vista dello sbarco in Normandia, che si sarebbe svolto durante l’operazione Overlord del Giugno del ’44. La richiesta fu fatta alla popolazione del paese quando l’esito della guerra era ancora tutt’altro che certo, che acconsentì ad evacuare Tyneham in soli 28 giorni.

Sotto, fotografia di Joe D condivisa con licenza CC BY-SA 3.0 via Wikipedia:

La speranza degli abitanti era quella di rivedere le proprie case, di ritornare alla terra in cui, da generazioni, essi e le loro famiglie vivevano. Purtroppo le cose andarono diversamente. Gli ultimi a partire lasciarono Tyneham nel Dicembre del ’43, ed Helen Taylor, l’ultimo abitante a lasciare il villaggio, il 17 Dicembre affisse un cartello alla porta della chiesa con una frase certamente toccante:

Per favore trattate con cura la chiesa e le case. Abbiamo abbandonato le nostre abitazioni, dove molti di noi hanno vissuto per generazioni. Per aiutare a vincere la guerra e per mantenere gli uomini liberi. Un giorno ritorneremo, e vi ringrazieremo per aver trattato con gentilezza il villaggio.

Durante le esercitazioni molti degli edifici andarono distrutti, e quello che non distrusse l’esercito lo distrusse il tempo e la natura, che lentamente si riappropriò degli spazi che le erano stati “presi in prestito” nei secoli precedenti. Cinquant’anni dopo aver affisso il cartello sulla porta, Helen Taylor, all’età di 92 anni, affermò che non aveva nessun rancore nei confronti dell’esercito: “Siamo andati via di nostra volontà, pensando che stavamo facendo la nostra parte per aiutare a vincere la guerra”.

Sotto, la scuola del paese:

 

Oggi Tyneham fa parte delle proprietà dell’esercito inglese, ma è aperto alle visite la maggior parte dei fine settimana e durante i giorni festivi. Nonostante sia ancora un campo militare, precisamente un poligono di tiro e un luogo per l’addestramento con i carri armati, gli ex residenti possono essere sepolti nel cimitero locale, un “privilegio” certamente dovuto in funzione dell’evacuazione forzata.

La Chiesa:

Gli edifici rimasti in piedi al 1967 non erano molti, e quell’anno fu abbattuta la casa padronale elisabettiana, antica di Secoli, per evitare crolli inaspettati. Oggi rimangono conservati a museo la Chiesa, che presenta una vetrata di Martin Travers, e la scuola del paese.

La chiesa e alcune tombe: Fotografia di Tuuraan78 condivisa con licenza CC BY-SA 3.0 via Wikipedia:

Una zona del villaggio con una cabina telefonica restaurata. Fotografia di Tuuraan78  condivisa con licenza CC BY-SA 3.0 via Wikipedia:

Sotto, la Gardener’s House. Fotografia condivisa con licenza CC BY-SA 3.0 via Wikipedia:

Ma perché gli abitanti non fecero ritorno a guerra finita? Nel 1948, ad armi ormai deposte da tempo, fu emessa un’ordinanza di acquisto restrittivo, che obbligò gli abitanti a vendere le proprietà allo stato. La storia di Tyneham come villaggio finì allora, ma oggi sono in tantissimi a curare i beni storici di questo antico paese.

 

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...