Il 15 aprile 1912 la nave di linea britannica RMS Titanic divenne malauguratamente protagonista del più celebre disastro marittimo della storia moderna. Durante il suo viaggio inaugurale da Southampton a New York, la nave urtò un iceberg nell’Atlantico settentrionale, ponendo così fine tragicamente al suo unico viaggio, inabissandosi a 3.800 metri.

Di circa 2.223 persone a bordo, solo 705 sopravvissero al disastro e furono trasportati a New York, destinazione originale della nave, a bordo della RMS Carpathia, l’unica nave che rispose alle richieste di soccorso del Titanic.

Incisione di Willy Stöwer: Der Untergang der Titanic:

Prima della sua partenza da Southampton, il Titanic veniva considerato da tutti come inaffondabile. A rafforzare questa convinzione vi erano molteplici fattori, infatti era dotata di attrezzature di sicurezza all’avanguardia, come porte ermetiche e innumerevoli comparti stagni, progettati per permettere alla nave di mantenersi in movimento anche in caso di incidente. Tuttavia i suoi sistemi di sicurezza avanzati non furono in grado di salvarla: l’inaspettata collisione con un iceberg ne squarciò una fiancata e la fece riempire d’acqua, a tal punto che lo scafo si inclinò spezzandosi poi a metà per il peso, inabissandosi rapidamente.

La nave non era esente da carenze di sicurezza, fra le altre la mancanza di preparazione del personale di bordo nel gestire una tale emergenza, causa primaria del enorme numero di morti. Si stima infatti che le imbarcazioni di salvataggio del Titanic potessero accogliere soltanto il 50% dei passeggeri della nave.

Titanic a sud di Southampton, prima della partenza

Questi aspetti sono già noti, ciò che di curioso aleggia attorno alla storia del Titanic lo possiamo trovare facendo un salto indietro nel tempo. 26 anni prima che il Titanic compisse il suo viaggio inaugurale, il rinomato giornalista investigativo britannico William Thomas Stead cercò di portare l’attenzione sulla mancanza di imbarcazioni di salvataggio di tutte le navi di nuova costruzione di quel tempo. Il suo monito prese forma attraverso una breve storia intitolata “How the Mail Steamer Went Down in Mid Atlantic, by a Survivor”, pubblicato dal Pall Mall Gazette nel marzo del 1886.

La trama della storia vede protagonista un marinaio britannico di nome Thomas, a bordo di una nave di linea di nuova costruzione che compiva il suo viaggio inaugurale negli Stati Uniti. Alla partenza Thomas si rende conto che l’esiguo numero di imbarcazioni di salvataggio non sarebbe stato sufficiente a salvare tutti i passeggeri e l’equipaggio, facendolo notare ai presenti.

Nessuno gli da ascolto

Dopo un paio di giorni dalla partenza, la nave entra in collisione con un’imbarcazione a vela che, a causa della fitta nebbia, non risultava visibile. Durante i momenti dell’affondamento, conseguente alla collisione, i passeggeri e l’equipaggio si rendono conto della scarsità di imbarcazioni di salvataggio presenti. Delle 916 persone a bordo, solo 200 riescono a trovare posto sulle imbarcazioni di salvataggio, mentre più di 700 moriranno nel disastro. Thomas si mette in salvo saltando in acqua e salendo su una delle lance.

Sotto, William Thomas Stead:

La storia comprendeva il commento editoriale dell’autore: “Questo è esattamente quello che potrebbe avvenire e avrà luogo se le imbarcazioni verranno mandate in mare a corto di scialuppe”. Tuttavia, il monito di Stead ricevette ben poca attenzione quando fu pubblicato.

Dopo il disastro del Titanic, molte persone cominciarono a ritenere la storia come una grande profezia, viste le somiglianze tra la trama e gli eventi che si verificarono sul Titanic. Inoltre, nel 1892, Stead scrisse un secondo racconto che descriveva un diverso disastro marittimo. La seconda storia, intitolata “From the Old World to the New”, segue le vicende dell’equipaggio di una nave che si reca in soccorso ai sopravvissuti della RMS Majestic, una nave passeggeri capovoltasi in seguito alla collisione con un iceberg nell’Atlantico settentrionale. Anche questo racconto, a seguito del disastro del Titanic, fu visto come una macabra predizione.

Ma le coincidenze non sono ancora finite: la più strana tra tutte che ha portato a molti dibattiti sino ai giorni nostri risiede nel fatto che lo stesso William Thomas Stead morì nel disastro di Titanic. Si imbarcò sulla nave come passeggero di prima classe con l’intenzione di partecipare a una conferenza di pace presso la Carnegie Hall di New York. Secondo molti dei sopravvissuti, Stead era un passeggero dal comportamento rilassato, che si meravigliava e si compiaceva della pregevole fattura della nave.

Placca commemorativa presso Central Park, New York

Immagine di Renata3 via Wikipedia – licenza CC BY-SA 3.0

In seguito alla collisione, un sopravvissuto di nome Philip Mock affermò di aver visto Stead avvinghiato ad un pezzo del relitto assieme ad un altro passeggero, un colonnello americano, imprenditore e scrittore di nome John Jacob Astor. Il corpo di Stead non fu mai trovato. Annegò nelle gelide acque dell’Atlantico insieme a molti altri, che non riuscirono a trovare posto in una delle (pochissime) scialuppe del Titanic.

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Antonio Pinza

Quando avevo 3 anni volevo fare l’astronauta, oggi ho le idee molto meno chiare, ma d’altronde chi ha detto che bisogna avere un piano preciso? Nella vita ho “fatto” svariati lavori, praticato sport, viaggiato, letto e mangiato di tutto. Mentre continuo a perdermi nei meandri della mia esistenza scrivo su Vanilla Magazine.