Quella sotto è un’immagine rara, inquietante, sulla quale non si sa molto ma si sa abbastanza per comprendere il livello orrore raggiunto durante la Seconda Guerra Mondiale, anche nello scenario Pacifico. Non sappiamo cosa sia stato del teschio né cosa sia stato della ragazza raffigurata nella fotografia e del suo fidanzato, ma sappiamo con certezza che il “reperto” le fu inviato da un soldato statunitense impegnato nello scenario giapponese.

La fotografia, scattata da Ralph Crane, venne pubblicata sulla rivista LIFE come immagine della settimana nel numero del 22 maggio 1944. La didascalia originale è surreale:

Quando un tenente della Marina ha salutato Natalie Nickerson, di 20 anni, le ha promesso un Jap [Giapponese]. La scorsa settimana Natalie ha ricevuto un teschio umano, autografato dal suo luogotenente e da 13 commilitoni, con su scritto “Questo è un buon Jap – morto catturato sulla spiaggia della Nuova Guinea”. Natalie, sorpresa del regalo, ha chiamato il teschio Tojo. Le forze armate [LIFE lo sottolineò con chiarezza] disapprovano fortemente questo tipo di cose“.

Le atrocità del campo di battaglia sono parte della guerra da quando gli umani hanno iniziato a uccidersi a vicenda. L’autrice best-seller Niall Ferguson descrive l’immagine nel suo libro del 2006, The War of the World: Twentieth-century Conflict And the Descent of the West, spiegando che: “Le truppe alleate spesso consideravano i giapponesi allo stesso modo nel quale i tedeschi consideravano i russi, come Untermenschen – Popoli inferiori. Scarnificare i teschi nemici per farne souvenir era una pratica non comune, ma vennero raccolti anche orecchie, ossa e denti“.

Addirittura il presidente degli Stati Uniti Franklin Delano Roosevelt divenne famoso per avere un tagliacarte realizzato con un osso di un braccio, che poi inumò per il micro-scandalo. La storia del tagliacarte e di Natalie e Tojo vennero riprese dalla stampa giapponese, che descrisse le macabre barbarie statunitensi. Fra gli altri episodi conseguenza del terrore che avevano i giapponesi degli statunitensi è bene ricordare l’episodio del suicidio di massa di Saipan, nel 1944. A guerra finita, quando il Giappone fu occupato dagli Stati Uniti, che rimasero sovrani sino al 28 Aprile 1952, il terrore per lo straniero si placò, e i reperti di guerra vennero spesso rispediti in patria.

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Matteo Rubboli

Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...