Una mirabile visione, inquietante e potente, dal respiro corale come i quadri di Bruegel e Bosh, i maestri dell’allucinazione nella storia dell’arte, è quella che ci può rapire all’improvviso quando si è soli o con gli amici più cari nella fredda notte tra il 5 e il 6 dicembre, vigilia del giorno di San Nicola. La luna pallida si staglia come una lama nell’oscurità siderale del cielo d’inverno, all’inizio del periodo delle notti più lunghe dell’anno. Solo qualche stella e qualche nuvola interrompono il blu oltremare scuro della volta celeste, come pennellate d’argento. Al di sotto la cornice delle Alpi innevate riverbera alla luce della luna, e i lumi domestici nei paesini delle valli montane creano una trama dorata sul velluto nero dei boschi.

Trionfo della Morte, 1562 circa. Pieter Bruegel il Vecchio – Museo del Prado:

Ma qui, come in una fiaba dei fratelli Grimm, l’idillio termina improvvisamente. Il silenzio della natura addormentata a decine di gradi sotto zero viene spezzato dal suono tetro di campanacci di un gregge di bestie occulte, accompagnato da urla lancinanti che non hanno nulla di umano. Una nebbia livida sale tra gli abeti e i bagliori rossastri di mille fiaccole squarciano la terra facendone fuoriuscire un intero girone infernale.

I Krampus stanno arrivando!

San Nicola e un Krampus, disegno del 1896:

Alla loro testa avanza la figura di un ecclesiastico con mitria e pastorale, ammantato da un lungo piviale rosso bordato di pelliccia, con lunga barba e capelli bianchi, simbolo di saggezza e santità: è San Nicola, vescovo di Myra, l’unico in grado di tenere a bada la ferocia dei Krampus.

Krampus del Morzger Pass a Salzburg in Austria. Fotografia di MatthiasKabel condivisa con licenza Creative Commons 2.5 via Wikipedia:

Secondo la tradizione, presente in Baviera, Svizzera, Austria, Trentino – Alto Adige e Friuli, San Nicola entra in paese su un carro o a piedi a portare doni ai bambini che si sono comportati bene e sono stati ubbidienti coi genitori durante l’anno. Lo segue la legione di demoni, chiamati Krampus, che invece si occupano di punire e redimere i ragazzi indisciplinati e capricciosi a suon di vergate nelle gambe, utilizzando gli strumenti del mestiere: una fascio di rami e una coda di vacca. Pienamente in linea col metodo di educazione Montessori, si può dire… Un signore di circa ottant’anni, intagliatore del legno della Val Gardena e amico di famiglia, mi ha raccontato che da bambino i Krampus provocavano così tanto spavento da perdere la parola per un po’ di tempo.

Saint Nicholas con alcuni Krampus e angeli a Morzger Pass a Salzburg, in Austria. Fotografia di MatthiasKabel condivisa con licenza Creative Commons 2.5 via Wikipedia:

I Krampus vengono rappresentati secondo l’iconografia tipica del demonio nel cristianesimo, ossia antropomorfi, coperti di pelliccia scura e con lunghe corna sul capo, bovine o caprine, dai tratti del volto ibridi tra uomo e bestia, con epidermide di un colore che può variare dal nero allo scarlatto. Essi non sono altro che gli arcani spiriti delle foreste, tipici dei culti pagani di matrice germanica e prima ancora celtica, i quali, rimasti addormentati tutto l’anno, si risvegliano in prossimità del solstizio d’inverno e ritornano nel mondo per devastarlo con scorrerie terrificanti tra gli insediamenti dei mortali. Ciò a ricordare loro che essi esistono anche se non si vedono mai, che essi vivono nei tronchi degli alberi e nel sottobosco ai piedi dei massicci rocciosi ed esigono rispetto e timore.

Chi osa farsi beffe di loro o negarne l’esistenza viene amaramente punito

Questa dinamica può ricordare il mito della Caccia selvaggia, di cui può considerarsi una versione folklorica minore, in cui a condurre la masnada di demoni non c’è una divinità pagana o un re germanico nei panni di “grande cacciatore” ma il santo cristiano Nicola vescovo di Myra, alfiere dell’Altissimo e domatore del Maligno. Tutto questo in un’ottica di sincretismo tra la nuova religione monoteista e le precedenti credenze pagane.

San Nicola e i Krampus. Fotografia di pubblico dominio via Wikipedia:

San Nicola, detto anche San Niccolò, vive a cavallo tra il III e il IV secolo d.C. in Anatolia, regione dell’attuale Turchia, nel periodo di transizione tra le ultime persecuzioni anticristiane di Diocleziano e l’affermazione del cristianesimo come religione dell’impero romano sotto il regno di Costantino. Nicola viene acclamato ed eletto dal popolo vescovo della città di Myra. Diviene ben presto un campione dei cristiani d’oriente e d’occidente facendosi paladino dei poveri, degli strati più deboli della società e soprattutto dei bambini, di cui diviene patrono e protettore.

Numerosi sono i miracoli a lui attribuiti, tra cui la resurrezione di tre ragazzini che erano stati assassinati da un diabolico macellaio e messi sotto sale per rivenderne la carne. Il suo culto si diffonde rapidamente dall’Asia Minore a tutte le regioni slave e in Russia, di cui è il santo patrono, dove addirittura le tribù dei Nenci iniziano a venerarlo al posto dell’antico dio dei loro padri. Le sue spoglie rimangono nella cattedrale di Myra, nel frattempo divenuta meta di pellegrinaggio, sino al 1087 quando una task force di 87 marinai baresi riescono a trafugarle e a portarle nella loro città dove tutt’ora è venerato come patrono.

La Basilica di San Nicola di Bari. Fotografia di Berthold Werner condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Nella tradizione nordica San Nicola assume marcate caratteristiche druidiche, portando la barba e i capelli lunghi e bianchi alla maniera dei saggi e degli arcani sacerdoti celtici e indossando paramenti di colore rosso dal forte significato apotropaico. La creazione del personaggio di Babbo Natale, o Santa Klaus/San Nikolaus avverrà solamente nel XIX secolo negli Stati Uniti d’America.

Un Krampus del gruppo di Salisburgo. Fotografia di MatthiasKabel condivisa con licenza Creative Commons 2.5 via Wikipedia:

Ma torniamo a noi.

Io il Krampus l’ho visto davvero, il 6 dicembre del 2013. Ero col mio carissimo amico Andrea, detto “Jack”(in gioventù era solito bere nelle serate alla “Vie En Rose”, nota discoteca di Imola, un paio di bicchierini di Jack Daniel’s senza ghiaccio per raggiungere la giusta carica alcolica, come un berserker prima della battaglia), in vacanza a Igls, una graziosa frazione di Innsbruck nel Tirolo austriaco. Usciamo dall’hotel alle 18.00 circa e saliamo a bordo della sua mitica Opel Corsa azzurra, immancabile compagna di mille avventure e zingarate alla “Amici miei”.

Ad un tratto Jack mi dice “Nick, c’è uno vestito da orso!”, indicandomi un energumeno scuro in lontananza sulla strada. Io, conoscendo la ricorrenza, lo rassicuro “sono i Krampus!”, ma lui non ha il tempo di comprendere la situazione. In un batter d’occhio ci troviamo due ragazzini in lederhose (tipici pantaloni corti in pelle, da precisare che la temperatura era sotto lo zero) davanti all’auto braccati dall’energumeno travestito da diavolo. Uno dei due ci sfreccia da un lato e riesce a tagliare la corda mentre l’altro si ritrova solo davanti al Krampus, cerca di scartare da una parte per sfuggirgli ma perde l’equilibrio e cade a terra. Il krampus, spietato, gli tira due o tre frustate sulle gambe nude con il consueto fascio di rami secchi. Vi giuro che abbiamo sentito male per lui. Poi la vittima si alza e continua la sua corsa, anche se credo che la razione gli fosse bastata. Poi il demone ci guarda puntando verso di noi il fascio di rami, sfiorando il parabrezza, della serie “Se uscite, ce n’è anche per voi due!”. Scena terrificante, pur se nella finzione.

Inutile dire che io e Jack siamo rimasti volentieri fuori dal gioco!

Krampus nella Repubblica Ceca. Fotografia di Richenza condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Non solo nel Tirolo Austriaco ma anche nelle valli ladine, in Val Gardena e Val di Fassa, e in altri paesi come Tarvisio in Friuli la festa di San Nicola è molto sentita e seguita dal pubblico ogni anno. Ci sono associazioni dedicate nelle quali gli adulti, alti e prestanti, interpretano i Krampus indossando un costume di pelliccia, cingendo alla vita un pesante campanaccio, e indossando una elaborata maschera artigianale di legno con innestate corna vere. Infine dolciumi e vin brulé per tutti attorno al grande fuoco.

Secondo una leggenda medievale, in periodo di carestia un gruppo di giovani travestiti da demoni organizzarono una spedizione punitiva nel villaggio vicino e rivale per fare incetta di cibo, ma ben presto si accorsero che tra loro c’era un impostore. La sua maschera non si riusciva a togliere e, prova della sua natura aliena e soprannaturale, erano le zampe e gli zoccoli da caprone. Solo l’intervento salvifico di San Nicola riuscì a esorcizzarlo e scacciarlo. Da allora, a ricordo del fatto si organizza la festa di San Nicola con al seguito i Krampus.

Un Krampus del gruppo di Salisburgo. Fotografia di MatthiasKabel condivisa con licenza Creative Commons 2.5 via Wikipedia:

Io e Jack non ricordiamo i piedi dell’energumeno in cui ci siamo imbattuti in Austria. Aveva scarpe ricoperte di pelliccia o zoccoli caprini? Non lo sapremo mai, ma a volte è meglio non indagare troppo.

Nicola Marchi
Nicola Marchi

Laureato in giurisprudenza, diplomato in archivistica, diplomatica e paleografia, già cultore della materia presso la cattedra di storia del diritto medievale e moderno all’Università di Bologna, appassionato di storia militare e storia del costume, pittore, umanista. Amo lo studio e la ricerca, le biblioteche e gli archivi storici, i musei, i viaggi. Cerco di trasmettere alle persone le mie passioni attraverso l'attività di divulgatore in collaborazione con Riccardo Dal Monte.