Nakazawa Koto: implacabile guerriera Giapponese

Ci sono storie di donne che rimangono nei secoli, e quella di Koto è certamente una di queste, guerriera implacabile durante le guerre civili giapponesi del XIX secolo. Su di lei è bellissima la canzone che dice: “Quando Koto si veste da uomo, molte donne si innamorano di lei. Quando Koto si veste da donna, molti uomini si innamorano di lei.” Scopriamo insieme la sua storia.

Nakazawa Koto fu una spadaccina giapponese e Onna-musha del periodo Bakumatsu. Si unì alle forze Rōshigumi e successivamente Shinchogumi e lavorò come agente per Tokugawa nella Guerra Boshin.

La ragazza era nata nella provincia di Kōzuke. Era molto abile nelle arti marziali fin dall’infanzia, specialmente nel Kenjutsu. Nel 1863 andò a Kyoto vestita da uomo, seguendo suo fratello Sadamasa, che era un membro del gruppo Roshigumi di Kyoto. In quel periodo Koto era alta 170 cm, per una donna giapponese davvero una statura elevatissima, tanto che fu scambiata per un uomo quando fece rapporto agli ufficiali dello shogunato a Kyoto.

Dopo diverse vicende Nakazawa Koto e suo fratello si unirono alle forze dello shogunato di Edo, gli Shinchogumi. Durante la crisi tra l’impero e lo shogunato Tokugawa, Koto si alleò con i Tokugawa nella guerra Boshin. Una delle cause della guerra fu la dichiarazione dell’imperatore Meiji che avrebbe decretato l’abolizione dello shogunato vecchio di 200 anni e avrebbe imposto il comando diretto da parte della corte imperiale. L’azione militare delle forze imperiali e gli atti di violenza dei sostenitori Meiji a Edo portarono lo shogun Tokugawa Yoshinobu ad attaccare e tentare di prendere il controllo della corte di Kyoto.

I documenti storici indicano che, durante la Guerra Boshin, Nakazawa Koto difese lo shogunato dall’attacco dei clan Satsuma e Ogi a Edo, nel 1868. Dopo questi attacchi, lei e suo fratello parteciparono alla battaglia di Hokuetsu.

Fu durante questa battaglia che Nakazawa Koto divenne famosissima: circondata da una dozzina di samurai nemici, sfondò l’accerchiamento degli aggressori con la sua katana, poi li aggredì mettendoli in fuga.

Leggenda popolare vuole che Koto era orgogliosa di essere una spadaccina e decise che avrebbe sposato solo un uomo più forte di lei con le armi. Ma nessun uomo vivente riusciva a batterla in duello, e quindi rimase da sola per tutta la vita. Morì il 12 ottobre 1927. La sua tomba si trova nel distretto di Tone, dove era nata, ed è meta di pellegrinaggi ancor oggi.


Pubblicato

in

da