I bambini siedono in classe dietro i loro banchi, con gli sguardi fissi sull’insegnante, mentre sulla strada un gruppo di persone anziane aspetta l’autobus, e sulla riva del fiume un ragazzo riposa a fianco di una catasta di legna.

Descritte così possono sembrare istantanee di vita rurale, in uno sperduto villaggio giapponese.

Ma a ben guardare, gli abitanti di questo remoto paesino rivelano una verità triste: sono le testimonianza senza vita di una comunità una volta vivace, che sta inesorabilmente scivolando verso l’estinzione.

Il villaggio di Nagoro, sull’isola sud-occidentale di Shikoku, in Giappone, un tempo accoglieva centinaia di abitanti. Ma nel corso degli anni la popolazione ha subito un drastico calo, perché i giovani del villaggio sono man mano partiti per trovare un lavoro e una vita migliore nelle città, lasciando solo le persone molto anziane e i pensionati a vivere sull’isola.

Nei primi anni 2000, quando Ayano Tsukimi tornò a casa sua, a Nagoro, dopo decenni vissuti nella metropoli di Osaka, rimase molto rattristata nel trovare il suo villaggio più somigliante ad una paese fantasma che ad un luogo abitato.

Iniziò così a creare bambole a grandezza naturale, una per ogni residente che aveva lasciato l’isola o era morto, e le sparpagliò per il villaggio: figure in abiti colorati si affollano fuori da un negozio; un altro gruppo avvolto in abiti invernali aspetta alla fermata dell’autobus; vecchie signore siedono sul ciglio della strada a guardare oltre i campi.

Le bambole sono ovunque, dieci volte più numerose dei residenti attuali di Nagoro.

Tsukimi ha scoperto la sua passione per caso: fece uno spaventapasseri per il suo orto, appena ritornata a Nagoro. Inconsapevolmente aveva realizzato un omino di paglia che assomigliava a suo padre, e questo le diede l’idea per il suo nuovo passatempo.

Negli ultimi quindici anni la donna ha realizzato più di 350 spaventapasseri, costruiti con un’anima di legno, e poi avvolti con giornali, paglia e stoffa per dare volume alle figure. Infine, ogni bambola viene vestita con abiti vecchi.

Ayano, ora che le sue creazioni si sono trasformate in un’attrazione turistica, si preoccupa di tenerle sempre perfettamente in ordine.

Con i suoi 65 anni, Ayano Tsukimi è la più giovane abitante del villaggio, simbolo di un cambiamento demografico che appare irreversibile, caratterizzato da un basso tasso di natalità e da un sempre più consistente numero di persone anziane, particolarmente longeve grazie anche alla tradizionale dieta a basso contenuto di grassi.

Forse, nel giro di pochi anni, Nagoro si trasformerà veramente in un villaggio fantasma, abitato solo dalle tristi bambole di Ayano Tsukimi.

Sotto, il video dedicato:

Fonti: Reuters

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.