Elisabeth Freeman, affettuosamente conosciuta come “Mum Bett”, fu la prima persona di colore a conquistare la libertà nello stato del Massachusetts. Elisabeth nacque in schiavitù, attorno al 1744, nella Columbia County (New York). Il suo padrone, Pieter Hogeboom, la regalò alla figlia Annetje in occasione del suo matrimonio con un ricco proprietario terriero del Massachusetts, John Ashley, uno degli uomini più importanti e rispettati di quello stato.

Un giorno, Annetje cercò di colpire la sorella di Mum Bett, Lizzie, con una pala da cucina rovente. Elisabeth fece da scudo alla sorella, rimanendo gravemente ferita ad un braccio, del quale non riacquistò mai il pieno utilizzo.

Nella casa degli Ashley, dove molto spesso si tenevano discussioni politiche, e dove si parlava della recente Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti, Mum Bett ebbe modo di ascoltare, nel 1780, un articolo della Costituzione del Massachusetts, appena ratificata:

Tutti gli uomini sono nati liberi e uguali, e hanno alcuni diritti naturali, essenziali e inalienabili; tra i quali si può annoverare il diritto di godere e difendere la propria vita e libertà; quello di acquistare, possedere e proteggere la proprietà; infine, quello di cercare ed ottenere la propria sicurezza e felicità

Anche se analfabeta, Mum Bett comprese benissimo il significato di quelle parole, e chiese al giovane avvocato abolizionista Theodore Sedgwick se fosse possibile intentare, sulla base di quelle parole, una causa contro il suo padrone, per ottenere la libertà.

Abrahm Lincoln presenta la bozza della sua Dichiarazione di Emancipazione. Dipinto di Francis Bicknell Carpenter del 1864. 

L’azione legale iniziò nella primavera del 1781, quando Mum Bett e un altro schiavo, conosciuto solo come Brom, intentarono una causa contro John Ashley per ottenere la libertà. Il procedimento divenne uno dei casi giudiziari più importanti della storia del Massachusetts, perché sancì la fine della schiavitù in quello stato. Il caso fu ascoltato nell’agosto del 1781 presso il tribunale di Great Barrington. In un solo giorno la giuria decise a favore dei due schiavi, che ricevettero anche la somma di 30 scellini per i danni subiti. John Ashley fece inizialmente ricorso alla Suprema Corte di Giustizia, ma poi cambiò idea, accettando la sentenza del tribunale, che di fatto rendeva incostituzionale la schiavitù.

Mum Bett era finalmente libera

Anche se John Ashley le chiese più volte di tornare a servire in casa sua, con un regolare salario, Mum Bett preferì andare a lavorare nella casa dei Sedgwicks, come governante. Catharine, figlia dell’avvocato, scrisse poi un resoconto sulla vita della sua governante, la prima donna afro-americana ad ottenere la libertà nello stato del Massachusetts. Con il suo lavoro, Elisabeth riuscì a risparmiare il denaro necessario ad acquistare una casa tutta sua, dove si trasferì quando i rampolli dei Sedgwicks furono cresciuti.

The Old Plantation (circa 1790)

Quando morì, nel 1829, Elisabeth fu l’unica persona, non appartenente alla famiglia, ad essere sepolta nella tomba dei Sedgwick, nella città di Stockbridge. Il suo epitaffio recita:

“ELIZABETH FREEMAN, conosciuta con il nome di MUMBET è morta il 28 dicembre 1829. La sua presunta età era di 85 anni. E’ nata schiava ed è rimasta schiava per quasi trent’anni. Non sapeva né leggere né scrivere, eppure nella propria sfera non aveva superiori né uguali. Lei non ha sprecato né tempo né denaro. Non ha mai violato la (nostra) fiducia, e non è mai venuta meno all’esecuzione di un dovere. Per ogni problema domestico, lei era l’aiutante più efficiente, e l’amica più tenera. Addio buona madre.“

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.