Mrs. Kulikovskij AKA la granduchessa Olga di Russia

Olga di Russia fu un’altra principessa, o meglio granduchessa, che non ebbe vita facile, ma che si adattò a passare dallo sfarzo della corte imperiale alla vita di in fattoria e non volle più essere chiamata con altro nome che quello del (secondo) marito.

Sotto, il video racconto dell’articolo sul canale Youtube di Vanilla Magazine:

Olga Alexandrovna Romanova era nata il 13 giugno 1882 a Peterhof, la reggia a 20 km da San Pietroburgo, ultima figlia dello zar Alessandro III e di Maria Fedorovna (anche conosciuta come Dagmar di Danimarca). Prima di lei erano nati Nicola nel 1868, Alessandro nel 1869 (morto a un anno di meningite), Giorgio nel 1871, Ksenija nel 1875 e Michele nel 1878.

Olga nel 1917

Olga era la prediletta del padre e molto legata al fratello Michele, più difficili i rapporti con la madre che aveva una lista di priorità: prima il marito, poi l’erede al trono e poi tutti gli altri. Per paura di attentati Alessandro trasferì la famiglia nella reggia di Gatčina e qui i bambini crebbero in modo molto semplice, quasi spartano, e vennero istruiti in casa da insegnati privati. Olga era molto brava in disegno, passione che le resterà per tutta la vita.
La ragazza aveva solo 12 anni quando lo zar Alessandro III morì nel 1894 e saliva al trono suo fratello Nicola II.

Olga e Ksenija

Olga era una ragazza molto semplice, non amava gli abiti eleganti, i gioielli e le occasioni sociali, era di carattere allegro ma la timidezza e l’educazione a non mostrare mai i propri sentimenti bloccavano la sua vera natura in pubblico. Non era bella, assomigliava al padre, ma aveva un bel portamento e una bella figura che compensavano un viso dai tratti poco raffinati.

Olga nel 1910:

Nel 1900 fece il suo debutto in società, con un anno di ritardo a quanto comandava l’etichetta a causa della morte del fratello Giorgio di tubercolosi, nel 1899, e Maria Fedorovna riteneva fosse il momento giusto per pensare al suo matrimonio. Olga cominciò a frequentare il cugino Pietro di Oldenburg, figlio di Eugenia Beauharnais Contessa di Leuchtenberg, pronipote di Giuseppina Beauharnais moglie di Napoleone I, e amica di Maria Fedorovna.

La famiglia imperiale nel 1888 con Olga fra le braccia del padre

Pietro era maggiore di lei di 14 anni ed era omosessuale. La famiglia e gli amici più stretti ne erano a conoscenza, ma la cosa era sempre stata nascosta, e Pietro nel 1901 propose a Olga di sposarlo.

Olga e Pietro Fidanzati:

Tutta la famiglia imperiale fu sorpresa da questa proposta, che venne accettata, e il 9 agosto 1901 i due si sposarono. Le ragioni del matrimonio furono diverse per ognuno. La madre di Pietro forse sperava di allontanarlo dalle amicizie maschili o, più probabilmente, sposare la sorella dello zar era un’ottima sistemazione. Pietro vedeva un avanzamento sociale ed economico non indifferente che poteva essere utile alla propria carriera militare e per il suo vizio del gioco, col quale infatti perse buona parte della dote della moglie. Maria Fedorovna otteneva lo scopo di non far allontanare la figlia dalla Russia e la povera Olga, ignara dell’omosessualità del marito, sperava di essere più libera lontana dalla madre che, restata vedova, era peggiorata caratterialmente diventando intransigente e autoritaria, e trattava la figlia come una cameriera.

Olga e Pietro sposati:

Questa unione fece molto discutere perché, pur non conoscendone l’omosessualità, Pietro era considerato un misogino, e pochi pensavano sarebbe stato un buon matrimonio.

L’unione non fu infatti mai consumata

Dopo il viaggio di nozze a Biarritz e poi fino a Sorrento su uno yacht prestato dallo zio Edoardo VII la coppia si stabilì nel palazzo Baryatinsky a San Pietroburgo, dono di Nicola alla sorella, dove avevano appartamenti ai due estremi del palazzo. Per quanto i rapporti fra Olga e Pietro fossero amichevoli, il loro non era un matrimonio e Olga soffriva, desiderava amore, figli e una relazione normale, e cadde in profonda depressione.

Olga a Gatčina in lutto per la morte del padre. 1894:

Nel 1903, durante una rivista militare, Olga, che era colonnello onorario del 12. reggimento di Ussari Akhtyrsky, conobbe l’ufficiale dei Corazzieri Blu Nikolai Kulikovskij. I due simpatizzarono, cominciarono a scriversi e incontrarsi fino a innamorarsi. Olga chiese il divorzio ma Pietro glielo lo negò, nominando però Kulikovskij suo “aiutante di campo” e permettendogli di risiedere nel loro palazzo. Ovviamente la relazione non era pubblica ma la loro storia era nota.

Dal 1904 al 1906 Pietro, quale ufficiale di cavalleria, fu di stanza nelle vicinanze di Tsarkoe Selo, dove risiedeva la famiglia imperiale, e Olga ebbe modo di passare molto tempo con il fratello e le nipoti, fra le quali Anastasia era la sua favorita, e le invitò spesso a San Pietroburgo per offrire alle nipoti un po’ di svago cittadino, che la madre negava loro.
Olga faceva pressioni sul fratello per il divorzio ma Nicola pareva irremovibile, aveva già da badare allo scandalo dell’altro fratello Michele che aveva una relazione con la contessa Natalia Brasova già sposata.

Olga e il fratello, Granduca Michele nel 1896

Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale Olga servì da infermiera, e finalmente nel 1916 lo zar Nicola decise di accontentarla e annullò il suo matrimonio con Pietro.

Dopo 13 anni di relazione Olga e Nikolai si sposarono il 16 novembre 1916

Olga infermiera nel 1915:

La cerimonia fu privata e semplicissima, parteciparono solo Maria Fedorovna, il cognato, granduca Alessandro, marito di Ksenija e delle infermiere colleghe di Olga e alcuni commilitoni di Nikolai. Olga era felice, ma la gioia durò poco.

Il matrimonio di Olga e Nikolai 1916

Nel 1917 con l’abdicazione di Nicola II, Olga, Nikolai e Maria Fedorovna si rifugiarono in Crimea vicino a Yalta a casa del Granduca Alessandro dove si riunirono con la sorella Ksenija, ma vennero posti in stato di arresto. Qui il 12 agosto 1917 nacque Tikhon, il primogenito di Olga e Nikolai.

Olga e Nikolai felici

Olga con in braccio il primogenito Tikhon:

In seguito ai celebri fatti della Rivoluzione d’Ottobre l’intera famiglia Romanov era stata condannata a morte, e nel 1918 fu data loro la notizia che l’intera famiglia imperiale, il granduca Michele, la zia Elisabetta e altri zii e cugini erano stati uccisi.

Grazie all’avanzata dell’Armata Bianca l’11 aprile 1919 con la nave Marlborough inviata da Giorgio V, su pressioni della regina madre Alessandra furono evacuati Maria Fedorovna, Ksenija col marito e i 5 figli ed altri parenti Romanov, ma non Olga e Nikolai, che non vollero abbandonare la Russia e si rifugiarono sul Caucaso a Novominskaya, dove il 23 aprile 1919 nacque il secondo figlio di Olga, Guri.

Ksenija, Maria Fedorovna e Olga in Crimea 1918

Ma la fuga non era finita, prima Novorossiysk, ospitati dal console danese, e poi in Turchia, poi a Belgrado e infine in Danimarca dove giunsero nell’aprile 1920. Qui Olga si riunì con la madre e si stabilì a Hvidore, dove Olga fece da segretaria e compagna alla madre ma Maria Fedorovna non accettò mai Nikolai, che raramente ammetteva al suo cospetto, e neppure i bambini, che trovava fastidiosi, rendendo la vita difficile alla figlia.

Solo alla morte della madre nell’ottobre del 1928 Olga fu davvero libera e acquistò una tenuta a Ballerup dove lei e Nikolai si dedicarono alla vita campestre. Allevavano animali e lavoravano la terra, una vita molto semplice, lontana dalla corte danese, e la tenuta divenne presto luogo di incontro della comunità esule russa monarchica residente in Danimarca.

Olga, Nikolai e i bambini nel 1922

Olga sembrava sul punto di poter finalmente tirare il fiato, ma nel 1940 la Danimarca venne invasa dai tedeschi e nel 1941 con l’operazione Barbarossa molti esuli russi che frequentavano la casa di Olga si arruolarono nell’esercito tedesco per combattere contro l’Unione Sovietica.

Nel 1945 l’armata Rossa occupò l’isola danese di Bornholm e Olga aiutò i militari che non volevano rientrare in Unione Sovietica e volevano stabilirsi in Danimarca. Il governo sovietico scrisse una nota a quello danese accusando Olga di collaborazione con i nazisti e cospirazione contro l’Unione Sovietica.

Olga non era certo nazista, quanto aveva fatto era solo a causa del feroce odio per il governo di quella che era stata la sua patria, ma temendo per la famiglia, Olga e Nikolai decisero di trasferirsi in Canada, vendettero la proprietà a Ballerup e con i figli, le nuore, i 2 nipotini e la fedele Mimka ex cameriera e ora amica di Olga, si imbarcarono da Liverpool sulla nave “Empress of Canada” come “migranti agricoli” nel 1948.

Olga e Ksenija

Si stabilirono vicino a Toronto, in una zona rurale dove acquistarono una fattoria. Nel 1952 Olga, Nikolai e Mimka, restati soli dopo che i figli si erano trasferiti, non riuscirono a continuare la loro vita in campagna a causa dell’incedere dell’età. Vendettero la fattoria e si stabilirono in un appartamento a Cooksville, dove Mimka morì nel 1954. Nel 1958 Nikolai restò paralizzato, Olga vendette gli ultimi gioielli per pagare le cure ma il marito morì nello stesso anno.

Olga nel 1948

Anche la salute di Olga declinava, e una coppia di amici esuli russi decise di ospitarla nella loro casa dove Olga morì il 24 novembre 1960. La sorella Ksenija era morta nell’aprile del 1960, e con Olga moriva l’ultimo membro della famiglia imperiale russa. Al suo funerale parteciparono migliaia di esuli russi arrivati da tutto il Canada ed ex ufficiali degli Ussari Akhtyrsky e dei Corazzieri Blu che montarono la guardia d’onore. E’ sepolta al cimitero di York a Toronto insieme al marito.

Una curiosità: Olga nel 1925 venne invitata a incontrare Anna Anderson, che sosteneva di essere la Granduchessa Anastasia scampata all’eccidio. Olga partì piena di speranze, ma appena la vide capì subito che non era la sua nipote preferita. Convinzione confermata da tanti dettagli, la Anderson parlava tedesco (che Anastasia conosceva appena) e non parlava né russo né inglese che invece Anastasia parlava perfettamente. I ricordi inesatti e confusi, un comportamento per nulla affettuoso, anzi freddo, quasi imbarazzato.

Anastasia a sinistra mentre a destra Anna Anderson:

Olga provò pena per la Anderson che riteneva (a ragione) sfruttata per interesse e istruita con i ricordi di qualcuno vicino alla famiglia imperiale ma non della famiglia stessa. I sostenitori della Anderson accusarono Olga e gli altri parenti Romanov di mentire per ragioni ereditarie e Olga soffrì nel leggere le tante diffamazioni.

Il DNA le diede ragione, nel 1994 gli esami esclusero ogni parentela con alla famiglia reale, Anna Anderson era Fraziska Schanzkowski, come poi confermato dalle analisi del DNA con i parenti Schanzkowski, una polacca con disturbi mentali scappata da una clinica di Berlino nel 1919.

Olga nel 1898

Eppure c’è ancora qualcuno che crede alla favola, nonostante nel 2007 i resti di tutta la famiglia imperiale russa siano stati trovati.

Giovanna Francesconi

Amo la storia, e le storie dietro ad ogni persona o oggetto. Amo le cose antiche e non solo perché ormai ne faccio parte pure io, ma perché la verità è la figlia del tempo.