La passione per il collezionismo a volte arriva ad alterare il corso della vita di chi ci mette una grande ed inesauribile passione, trasformandolo in una forma d’arte. Mel Birnkrant iniziò la sua collezione per caso nel 1958, quando vide, al Mercato delle Pulci di Parigi, un salvadanaio di ferro con le fattezze di Mickey Mouse.

Il giocattolo non costava poco, 10 dollari, se si considera che Mel spendeva 30 dollari al mese per l’affitto della sua stanza d’albergo. Comunque fu proprio lì e con quel Mikey-salvadanaio, che Birnkrant fu contagiato dalla frenesia del collezionismo. L’acquisto stimolò in lui la passione per la raccolta di giocattoli, ma non fine a se stessa: i semplici oggetti destinati al divertimento dei bambini si sono trasformati, nel tempo, in arte. Mel afferma:
“Riconoscere le qualità estetiche di opere umili, create soltanto con lo scopo di divertire i bambini, per poi essere buttate via, è diventato, per me, un atto di creatività. Sentivo un formicolio in tutto il mio corpo e, sempre in modo leggero, di levitare.”

La collezione privata di Mel, nella sua casa nello stato di New York, non sembra reale. E’ impossibile immaginare cosa sia questo Mouse Heaven, come lo chiama lui, un fantasmagorico museo di Topolino, e di altri personaggi dei fumetti antecedenti la Seconda Guerra Mondiale.

Tutto è stato creato da un solo uomo, l’opera di un genio dell’arte pop, un museo dei sogni. Come Andy Warhol con i prodotti del supermercato, e Roy Lichtenstein con i vecchi fumetti, così Birnkrant ha saputo creare la sua particolarissima forma d’arte: il posizionamento, la composizione, le luci, rendono questa raccolta la prima forma di arte “stilizzata”, irripetibile e personalissima.

Mel è cresciuto a Detroit negli anni immediatamente successivi alla 2° guerra mondiale, in una famiglia molto ricca (il padre era un magnate immobiliare), di cui lui rifiutava i valori, orientati verso il raggiungimento del successo economico a tutti i costi. Così partì per Parigi, dove voleva immergersi nell’arte, “da vedere e da fare”, e si iscrisse alla Académie Julian.

Così ricorda quegli anni: “L’arte che ho visto non si trovava nei musei e nelle gallerie, ma piuttosto nei negozi caratteristici, nei mercati all’aperto, nelle bancarelle, e lungo i marciapiedi. Proprio lungo Rue Mazarine, a un isolato di distanza dal mio albergo, c’era il più fantasmagorico di negozi, ‘La Librarie Labarre’. Monsieur Claude Labarre era un inglese che aveva vissuto tutta la sua vita in Francia. Da giovane, aveva fatto parte del circolo che comprendeva Picasso, Hemingway, F. Scott Fitzgerald, e Henri Matisse.”

Entrare nel sito web di Birnkrant è un’avventura che si snoda dagli inizi della sua raccolta fino alle infinite composizioni che formano il “Mouse Heaven”. Mel è convinto, a ragione, che una collezione come la sua “può accadere solo in una vita, e per qualche scherzo del destino è accaduta nella mia.”

Nel corso degli anni, dal 1964 al 1986, Mel ha creato anche dei giocattoli propri, prodotti dalla Colorforms; tra gli altri, l’ormai iconica bambola Baby Face, e le action figures Outer Space Men.

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.