I combattimenti fra guerrieri medievali erano cruenti e di feroce violenza, combattuti l’uno contro l’altro usando spade possenti. Le armi erano usate come strumenti di offesa, ma erano relativamente poco efficaci contro le armature a piastre in voga fra il 14° e il 16° secolo. Lo schermidore cercava quindi di colpire non tanto i punti vitali, perfettamente coperti dal ferro della corazza, quanto le giunture dell’armatura, per provocare dei danni e indebolire l’avversario.

Nella scherma tradizionale tedesca venne introdotto nel basso Medioevo un nuovo tipo di colpo, il Mordhau, il “colpo assassino”, realizzato brandendo la spada al contrario, ovvero usando il pomolo come strumento di offesa e impugnando la spada dalla lama.

Sotto, scontro fra guerrieri in un’illustrazione del 1459:

Utilizzando il pomolo per colpire il nemico il guerriero poteva stordirlo grazie alla potenza dell’impatto, di gran lunga più forte rispetto a un colpo con la lama, e poi approfittarne per tentare di colpire le parti scoperte dall’armatura. La diffusione di questa tecnica avvenne sicuramente a partire dal 1467 grazie a un manuale di scherma di Hans Talhoffer, il Codex Icon. 394a, ma era conosciuta e utilizzata già diverso tempo prima.

Rappresentazione di un Mordhau nel Codex Icon. 394a del 1467, con i combattenti che indossano delle lunghissime Poulaine:

Le armature a piastre del tardo medioevo modificarono radicalmente le tecniche di scherma e le armi europee. Oltre alla tecnica tedesca del Mordhau, si conosce anche il “colpo a mezza spada”, utilizzato in Italia, Germania e Inghilterra, che serviva a migliorare la precisione del colpo nel tentativo di penetrare l’armatura dell’avversario. Brandendo l’arma con la sinistra al centro della lama, si riusciva ad essere più precisi e ad aver maggiori probabilità di penetrare la corazza dell’avversario.

Sotto, Manovra a mezza spada nel duello tra Islan il Monaco e Volker il menestrello – Der Rosengarten zu Worms in (CPG 359, fol. 46v), manoscritto del 1418 circa:

Sotto, Illustrazione nel Codex Wallerstein (figura 214), che mostra un colpo con mezza spada (a sinistra) contro un Mordhau (a destra):

Le armature modificarono non solo le tecniche di combattimento ma il corredo di armi stesso. A partire dalla fine del 14° secolo si diffuse l’Azza, un’arma pensata appositamente per la fanteria e in grado di penetrare i punti deboli delle armature medievali.

L’azza aveva una leva maggiore rispetto alla spada, costava molto meno e aveva un puntale perfetto per penetrare la corazza dell’avversario. Queste tecniche e armi rimasero in voga sino alla fine del 15° e metà del 17° secolo, quando l’uso delle armi da fuoco divenne prominente rispetto alle armi bianche.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...